Don eBooks
eBooks di Don editi da Carocci Editore di Formato Pdf
Il dolce stil novo. E-book. Formato PDF Donato Pirovano - Carocci Editore, 2015 -
Il concetto storiografico di Dolce stil novo risale alla Storia della letteratura italiana di Francesco De Sanctis, che per primo lo formulò nel 1870. E tuttavia, benché accolto da molti tanto da figurare ancora nelle storie letterarie e nei manuali scolastici, esso non ha goduto e tuttora non gode di unanime consenso tra gli studiosi della poesia delle Origini. È davvero esistito il Dolce stil novo, oppure è un fantasma storiografico generato dalla poetica dantesca? Questo volume cerca di dare una risposta, attraverso un’analisi puntuale e aggiornata dei testi e lo studio della loro tradizione manoscritta. Ne emerge che la poesia degli ultimi anni del secolo XIII richiama a un repertorio metrico chiuso, a uno stile limpido, piano e trasparente (‘dolce’), a un’esclusività tematica tutta incentrata sull’amore, a un pubblico rigorosamente preselezionato non solo sul piano culturale ma anche e soprattutto sul piano etico. Il volume comprende una prima parte dedicata al problema storiografico e agli aspetti generali della nuova poesia e poi capitoli distinti per i singoli poeti: dai maggiori ai minori, con proposte per un nuovo canone degli stilnovisti. Manca, volutamente, un capitolo dedicato a Dante, perché il protagonista indiscusso del Dolce stil novo aleggia su tutto il volume.
L'Impero ottomano (1700-1922). E-book. Formato PDF Donald Quataert - Carocci Editore, 2013 -
La posizione geopolitica – al crocevia tra Asia, Europa e Africa – destinò lo Stato ottomano a un ruolo di primissimo piano nella storia mondiale. Fino al XVIII secolo era il “terrore del mondo”; dopo la pesante sconfitta subita a Vienna nel 1683, quando bruscamente e inesorabilmente si avviò verso un lento declino, divenne il “grande malato”. Eppure aveva tutt’altro che perduto la sua importanza. I sentimenti nazionalisti che hanno pervaso la storiografia di gran parte dell’Otto e del Novecento hanno gravemente viziato il giudizio e l’apprezzamento nei confronti dell’eredità ottomana. Fino alla fine del Seicento gli abitanti dell’Europa occidentale e centrale a ragione temettero l’espansione ottomana. Le vecchie paure sono dure a morire e sono state astutamente trasformate in pregiudizi culturali diretti nel presente, ad esempio, contro l’ingresso nell’Unione Europea dello Stato nato dalle ceneri dell’Impero ottomano, la Turchia. La società attuale, nella quale trasporti, tecnologie della comunicazione e migrazioni di popoli hanno determinato un confronto con la “diversità” senza precedenti, ha anche altre e importanti ragioni per dedicare la propria attenzione al “caso” ottomano: per la maggior parte della sua storia l’Impero ottomano offrí al resto del mondo un modello efficace di sistema politico multietnico e multireligioso. Il nuovo e aggiornatissimo studio di Donald Quataert (finalmente disponibile anche in traduzione italiana) prende in esame i principali orientamenti proprio degli ultimi tempi dell’Impero, dal 1700 fino alla sua definitiva scomparsa nel 1922. Si propone di spiegare agli Europei quanto e in che modo l’Impero ottomano influenzò il corso della loro storia e la loro cultura.