Emilio De Marchi eBooks

eBooks di Emilio De Marchi editi da Nilalienum Edizioni di Formato Mobipocket

Emilio De Marchi (Milano, 1851-1901) fondò nel 1876 e condiresse fino al 1877 la rivista letteraria “Vita Nuova”, pubblicandovi, fra l’altro, i suoi primi due romanzi: Il signor Dottorino (1876) e Due anime in un corpo (1877). L’attività critica affiancò sempre la sua carriera letteraria, collaborando con numerosi periodici sia con articoli sia con novelle e racconti. A Il cappello del prete (1888) seguiranno romanzi come La bella pigotta (1889, in appendice a “L’Italia”; 1890, in volume ma col titolo Demetrio Pianelli), Arabella (1892, in appendice al “Corriere della Sera”), Il morto che parla (1894-1895, su “Il Mattino” di Napoli; 1896, in appendice a “L’Italia del popolo” ma col titolo Il redivivo), Giacomo l’idealista (1897, strenna della “Perseveranza” di Milano).
EBOOK   9788897804048

Demetrio Pianelli, Arabella, Giacomo l'idealistaRomanzi. E-book. Formato Mobipocket Emilio De Marchi   -  Nilalienum Edizioni, 2013  - 

Nelle opere di Emilio De Marchi c’è l’espressione di un pessimismo di fondo sulla condizione umana. Esso fa capo alla constatazione che i “giusti”, vale a dire gli esseri semplici, socialmente sensibili e altruisti, soffrono in un mondo che, dominato dall’avidità di denaro, privilegia l’intraprendenza, la furbizia e l’egoismo. Demetrio Pianelli è un travet, costretto dal nuovo ruolo acquisito di colletto bianco - al di sotto del quale preme un’incoercibile nostalgia della campagna - a partecipare alla farsa di una fittizia armonia sociale: al tentativo del potere, che esprime gli interessi della classe industriale e agraria, di cooptare la nascente piccola borghesia impiegatizia. Egli è il più classico dei travet strappati alla terra, il cui stipendio gli consente appena di sopravvivere stentatamente e che va avanti per forza d’inerzia in una condizione di isolamento rispetto ad un tessuto urbano che gli è estraneo. Demetrio Pianelli è, insomma, un “perdente” ma, oltre ad assumersi eroicamente una grande responsabilità morale, ha il suo momento di gloria. De Marchi, infatti, gli concede un soprassalto di dignità e un rigurgito “rivoluzionario”. E glielo concede in nome di «qualche cosa o qualcheduno dentro di lui, che aveva bisogno di uscire come il diavolo dal corpo di un ossesso». La raccolta comprende, oltre a “Demetrio Pianelli”, “Arabella” e “Giacomo l’idealista”.

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