Flavia Steno eBooks
eBooks di Flavia Steno editi da Scrivere di Formato Mobipocket
Il pallone fantasma. E-book. Formato Mobipocket Flavia Steno - Scrivere, 2017 -
Un grosso pallone aerostatico, con macchie nere che lo fanno sembrare simile ad un teschio, emerge dal mare del Gargano, vicino Peschici. Ogni volta che il pallone appare si verifica qualche sciagura, e la popolazione crede che sia una malefica opera diabolica. Il primo capitolo del libro ci porta infatti sulle spiagge di Peschici mentre l'apparizione del pallone getta nel terrore tutto il paese. Negli stessi giorni arriva a Peschici una bella e giovane americana, miss Ellen, con la sua governante miss Daisy. La bionda americana è parente di un nobile signore del paese. Inizia un’intrecciata vicenda sentimentale, una storia d’amore contrastato, di gelosia, di rivalità familiari, che si snoda per tutto il romanzo e porterà alla soluzione del mistero del pallone fantasma. Flavia Steno, nome d'arte di Amelia Cottini Osta (Lugano 1877 – Genova 1946) è stata una giornalista e scrittrice italiana molto popolare agli inizi del XX secolo. Al lavoro di giornalistta per il Secolo XIX di Genova, dal 1900 affiancò un'ampia produzione di romanzi rosa che ebbero grande successo. Fù corrispondente di guerra durante la Prima Guerra Mondiale, occupandosi in particolare delle formazioni sanitarie al fronte al seguito della Croce Rossa Italiana, firmando gli articoli come "Mario Valeri". Nel 1944 vene condannata a quindici anni di reclusione per antifascismo. Riuscì a sfuggire all'arresto ed a rifugiarmi presso una formazione partigiana sotto il falso nome di Rina Fantoni. Finita la guerra, tornò a scrivere fino alla sua morte nel dicembre 1946. Il suo lavoro di scrittrice fù orientato a raccontare storie e sentimenti che coinvolgano le sue lettrici, con anche la creazione di personaggi inconsueti (ne "La veste d’amianto" la protagonista è una delle prime aviatrici italiane) o a descrivere situazioni estreme ("Le labbra condannate", dove al termine di un amore contrastato l’eroina muore a causa della lebbra), ma anche affrontando con razionalità la condizione coniugale ("Sua moglie"). Da alcune sue opere furono tratti film ed opere teatrali.
La veste d’amianto. E-book. Formato Mobipocket Flavia Steno - Scrivere, 2017 -
Il romanzo si dipana su due linee di sviluppo alternative. Da una parte, Ettore Noris, protagonista del romanzo, è un pilota abile e spericolato che, dopo una serie di audacissime imprese, decide di attraversare l’Atlantico in volo solitario; mentre dall’altra parte evidenzia come le imprese più eclatanti servono a mettere in rilievo il distacco tra la persona comune e il "superuomo" pilota. In questo modo l’autrice crea nel romanzo un’atmosfera di sfiducia generale nei confronti del pilota e del suo tentativo, per metterne in rilievo l’eroismo e l’eccezionalità dell’impresa. Flavia Steno era certo consapevole della contraddizione, ma, senza grandi ambizioni letterarie, ancora una volta volle compiacere e aderire ai gusti e alle mode presenti tra il suo pubblico. Flavia Steno, nome d'arte di Amelia Cottini Osta (Lugano 1877 – Genova 1946) è stata una giornalista e scrittrice italiana molto popolare agli inizi del XX secolo. Al lavoro di giornalistta per il Secolo XIX di Genova, dal 1900 affiancò un'ampia produzione di romanzi rosa che ebbero grande successo. Fù corrispondente di guerra durante la Prima Guerra Mondiale, occupandosi in particolare delle formazioni sanitarie al fronte al seguito della Croce Rossa Italiana, firmando gli articoli come "Mario Valeri". Nel 1944 vene condannata a quindici anni di reclusione per antifascismo. Riuscì a sfuggire all'arresto ed a rifugiarmi presso una formazione partigiana sotto il falso nome di Rina Fantoni. Finita la guerra, tornò a scrivere fino alla sua morte nel dicembre 1946. Il suo lavoro di scrittrice fù orientato a raccontare storie e sentimenti che coinvolgano le sue lettrici, con anche la creazione di personaggi inconsueti (ne "La veste d’amianto" la protagonista è una delle prime aviatrici italiane) o a descrivere situazioni estreme ("Le labbra condannate", dove al termine di un amore contrastato l’eroina muore a causa della lebbra), ma anche affrontando con razionalità la condizione coniugale ("Sua moglie"). Da alcune sue opere furono tratti film ed opere teatrali.
Così, la vita!. E-book. Formato Mobipocket Flavia Steno - Scrivere, 2017 -
Una giovane donna, in realtà Elena è una giovane nobile decaduta, vaga in miseria nelle strade della Genova di inizio '900. Viene soccorsa da un giovane impiegato che si innamorerà di lei e l'aiuterà ad intraprendere una carriera da cantante di café chantant con grande successo. Mentre il giovane innamorato, disperato, si toglie la vita per lei, Elena si avvicina ad un anziano nobile che diviene suo amico he, giudicando amigua l'attuale professione, la indirizza nuovamente a una più dignitosa carriera di istitutrice presso una famiglia nell’Essex, dove sarà sedotta dal fratello della sua allieva. Accolta da questa famiglia nobile con l’intento di inserirla come pedina matrimoniale in una complicata vicenda ereditaria, viene scacciata quando si rende conto della ragnatela nella quale era rimasta invischiata; non prima però di aver seminato nuovi cuori infranti che condurranno a una nuova morte in duello di un altro suo spasimante. Rassegnata alle sventure, Elena torna, con successo, alla carriera di cantante di opera. Flavia Steno, nome d'arte di Amelia Cottini Osta (Lugano 1877 – Genova 1946) è stata una giornalista e scrittrice italiana molto popolare agli inizi del XX secolo. Al lavoro di giornalistta per il Secolo XIX di Genova, dal 1900 affiancò un'ampia produzione di romanzi rosa che ebbero grande successo. Fù corrispondente di guerra durante la Prima Guerra Mondiale, occupandosi in particolare delle formazioni sanitarie al fronte al seguito della Croce Rossa Italiana, firmando gli articoli come "Mario Valeri". Nel 1944 vene condannata a quindici anni di reclusione per antifascismo. Riuscì a sfuggire all'arresto ed a rifugiarmi presso una formazione partigiana sotto il falso nome di Rina Fantoni. Finita la guerra, tornò a scrivere fino alla sua morte nel dicembre 1946. Il suo lavoro di scrittrice fù orientato a raccontare storie e sentimenti che coinvolgano le sue lettrici, con anche la creazione di personaggi inconsueti (ne "La veste d’amianto" la protagonista è una delle prime aviatrici italiane) o a descrivere situazioni estreme ("Le labbra condannate", dove al termine di un amore contrastato l’eroina muore a causa della lebbra), ma anche affrontando con razionalità la condizione coniugale ("Sua moglie"). Da alcune sue opere furono tratti film ed opere teatrali.