Francesco De Sanctis eBooks
eBooks di Francesco De Sanctis editi da Rea Multimedia di Formato Mobipocket
Storia della letteratura italiana. E-book. Formato Mobipocket Francesco De Sanctis - Rea Multimedia, 2013 -
La Storia della letteratura italiana è la principale opera di Francesco De Sanctis (1817-1883), il più eminente critico letterario e saggista italiano dell'Ottocento: essa costituisce la prima, sistematica, compatta e coerente sintesi di tutta la letteratura italiana. In un periodo in cui l'entusiasmo per lo storicismo idealistico era scomparso e la critica, sia europea che italiana si era spento e si orientava verso la ricerca filologica-erudita, si trovano nel pensiero di De Sanctis i motivi più significativi e vitali della cultura romantica. De Sanctis stabilì nella sua Storia della letteratura italiana il legame tra il contenuto e la forma con lo scopo di ricostruire quel mondo culturale e morale dal quale sarebbero nate in seguito le grandi opere. Egli considera l'arte come il "vivente", cioè la "forma", ritenendo che tra forma e contenuto non esista dissociazione perché esse sono l'una nell'altra. Nelle pagine di De Sanctis vi è una felice vena di scrittore. Egli infatti scrive con una prosa antiletteraria, fervida e mirabile per l'immediatezza dl pensiero.
Schopenhauer e Leopardi. E-book. Formato Mobipocket Francesco De Sanctis - Rea Multimedia, 2013 -
Schopenhauer e Leopardi è un saggio in forma di dialogo scritto da Francesco de Sanctis. Pubblicato per la prima volta nel dicembre 1858 sulla Rivista Contemporanea, è stato definito uno dei suoi saggi più geniali. L'opera è un dialogo tra due amici che discutono sulla filosofia di Schopenhauer. Uno di essi (il signor D.) è il De Sanctis stesso e sta scrivendo un articolo su Schopenhauer. L'altro (il signor A.) è una persona che odia la filosofia, specialmente quella idealistica; è convinto che la teologia e la filosofia siano destinate a sparire innanzi al progresso delle scienze naturali e che, in luogo di almanaccare e stillarsi il cervello, in luogo di spiegare un mistero con altri misteri più tenebrosi, teologici o filosofici, è meglio ammettere di non sapere.