Franco eBooks
eBooks di Franco editi da Quodlibet di Formato Epub
Bellum civile. E-book. Formato EPUB Franco Cordero - Quodlibet, 2017 -
«Bellum civile è la storia di come il giovane Bort diventa uomo nell'angolo morto d'una guerra civile persa. In fondo scorre il fiume Teti, immenso, bianco, sbarrato a monte da una piazzaforte. L'epicentro è Lotario, nella valle dell'Issopo. Il governo si è virtualmente arreso. L'Intendente e l'alfiere Arete scavano la fossa al maggiore Moia, vecchio stratega malato. I perdenti cercano vie d'uscita a buon mercato. Bort milita in un plotone d'esploratori comandato da Ruy e l'avventura riempie un inverno secco, da San Martino all'ondata tiepida dopo la Merla». Italo Calvino scelse questo romanzo per la casa editrice Einaudi che lo pubblicò nel 1979 con il titolo Passi d'arme. Di questa prima versione restano trama, nomi e fondali. Questa edizione appare con profonde varianti. Negli anni Settanta il «Times Literary Supplement» segnalava: «Cordero è l'ultima specie d'uomo che vi aspettereste dalla scena culturale italiana, nemico dei pensieri superficiali e malfermi», e ancora «libro di una prosa trasparente, incisiva, pericolosamente satura di pensiero».
I cani del Sinai. E-book. Formato EPUB Franco Fortini - Quodlibet, 2020 -
«Se tu non vuoi più credere alla verità, nessuno vorrà più credere a te». Con la citazione di queste parole che Zelman Lewental scrisse nell'agosto del 1944 ad Auschwitz prima di essere ucciso dai nazisti, si chiude I cani del Sinai, uno dei libri più intensi di Franco Fortini. Libro che sfugge ad ogni definizione, attraversa e supera ogni genere: pamphlet e autobiografia, racconto e saggio; prosa tesissima e lapidaria, scandita in brevi paragrafi, obbediente ad una metrica autonoma e rigorosa come in una poesia. Scritto «a muscoli tesi, con rabbia estrema» nell'estate del '67 a ridosso della «guerra dei sei giorni», I cani del Sinai è un libro contro: contro «quanti amano correre in soccorso ai vincitori», contro «il diffuso e razzistico disprezzo antiarabo», contro «l'arma totale» dei media; ma è anche e soprattutto il luogo in cui Fortini volle «chiarire a se stesso la storia di un combattuto rapporto con le proprie origini». E forse proprio da questa doppia lettura di presente e passato, dalla volontà ostinata di tenere insieme l'interpretazione di sé e della storia (di sé nella storia) e di «disegnare il futuro segnando a dito, con esattezza, le fosse di quel che non c'è, le lacune del reale», nasce la forza, non intaccata dal tempo, di queste pagine, da cui Jean-Marie Straub e Danièle Huillet trassero un film a sua volta memorabile.