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eBooks di Gi editi da Panozzo Editore di Formato Pdf
Dutór, a i cavèm i zampét?: Malattie e malanni in gergo riminese. E-book. Formato PDF Gianni Morolli - Panozzo Editore, 2014 -
«Buongiorno, prego si accomodi. Cosa succede?». «Dutór, a sìra un león, mo sò dvénta na papacòta». Ecco un esordio tipo, in stretto romagnol-riminese, di un dialogo tra medico e paziente... L' idea di questo libriccino è nato a tavola con gli amici, davanti a un piatto di tagliatelle, senza pretese di accademici della Crusca riminese, ma più per gioco e per sorridere insieme. È con questo spirito che l'autore ha elencato parole ed espressioni che rappresentano nella parlata comune, in questo caso nell'ambulatorio del medico, il lessico famigliare riminese, il lessico di una comunità che si identifica anche nel proprio gergo. Molti termini raccolti non sono propriamente dialettali, molto spesso sembrano appartenere alla lingua italiana e invece sono dialettali “italianizzati”: tutti, comunque, rivelano la “riminesità”, talvolta acquisita, di chi li usa.
Il pensiero senziente. E-book. Formato PDF Giovanni Cacciavillani - Panozzo Editore, 2012 -
Questo libro, che idealmente si allaccia alla magistrale lezione di Charles Mauron e della sua “psicocritica”, è altresì il punto di arrivo dell’ininterrotta riflessione dell’autore su linguaggi creativi e prassi analitiche kleiniane. Se dovessimo chiedere a critici letterari, psicoanalisti e scrittori che cosa sia veramente l’oggetto estetico - e in particolare l’oggetto poetico -, molte ma non diversissime affermazioni si potrebbero raccogliere. Giacomo Leopardi, per esempio, soleva affermare: “La poesia è tutta una questione di sensorio”. Per stare nel classico freudismo, già molti anni fa il grande Musatti ebbe a dire che “All’inizio, non c’era il Logos, all’inizio c’erano gli Affetti”. Da parte bioniana, più recentemente riecheggia Meltzer: “All’inizio c’era l’oggetto estetico; e l’oggetto estetico era il Seno; e il Seno era il mondo”. Del resto Novalis aveva già scritto:”La poesia altro non è che la più fedele descrizione possibile del mondo interno nella sua complessità relazionale”. Un kleiniano e bioniano come Resnik ha scritto che “l’immagine poetica è il volto del pensiero”. Sentire, costruire e significare portano alla rete della vita. Questa è la vocazione del poeta. E sarà Nerval a insistere molto sulla necessità che gli oggetti del mondo siano “massimamente collegati e connessi fra di loro”, e a partire da questi macro-significati, si raggiungeranno “le parole dorate della poesia”.