Giovanni Descalzo eBooks
eBooks di Giovanni Descalzo editi da Gammaro Editore di Formato Mobipocket
Tutti i giorni. E-book. Formato Mobipocket Giovanni Descalzo - Gammarò Editore, 2016 -
In Tutti i giorni, che è certo uno dei pochi romanzi di fabbrica della nostra narrativa, Descalzo parla della propria esperienza in termini addirittura lirici: metallica poesia di guaiti, rullii [...]; una anestesia ignota ai liberi, fatta di sforzi e di ricerche, di fatiche e di costanti vittorie quotidiane. Tuttavia, nonostante tale coinvolgimento emotivo per la vita in fabbrica, il suo mondo più profondamente gratficante era al di fuori dei capannoni e in Tutti i giorni viene minutamente raccontata, conservando ben forte il tono di una profonda passione, la conquista della scrittura, in verso come in prosa, con tutto un corollario di amate figure umane solo appena mascherate dietro nomi che non bastano a renderle irriconoscibili: lo scrittore olandese Nyman adombra la figura di Arthur Van Schendel che, ospite estivo di Sestri Levante, incoraggiò Descalzo alla scrittura; il professor Paoli è la controfigura di Piero Operti; il Maestro è palesemente Umberto Fracchia, il quale “lo aveva esortato a narrare di sé, a non staccarsi nei racconti dalla sua vita, a trarre solo dai ricordi e dalle esperienze le pagine che avrebbe scritte”. E Tutti i giorni è la risposta migliore, più compiuta e matura, che Descalzo potesse dare al suggerimento di Fracchia. Il romanzo fu seguito da un grande successo di critica [...] e il corollario della buona accoglienza riservata a Tutti i giorni fu la sua inclusione nella rosa dei finalisti del premio Bagutta del 1951, dove giunse addirittura al ballottaggio con un libro, Pantheon minore, del quale era autore un suo sincero estimatore ma di lui ben più noto e potente: Indro Montanelli. E sui rotocalchi comparvero numerose fotografie che presentavano Descalzo nella notte del 23 marzo alla premiazione attorno ai tavoli della trattoria di Milano che dava nome al premio: l’autodidatta operaio era dunque entrato a far parte a pieno titolo del mondo letterario italiano; ma solo pochi mesi più tardi, il 13 settembre 1951, si concludeva all'improvviso la vita di questo scrittore che ha saputo raccontare, in pagine ancora oggi coinvolgenti, le emozioni profonde di un uomo che credeva nella bellezza della parola scritta come riscatto dalle ingiustizie e dalla umiliazioni che pure avevano segnato se non tutti i suoi giorni certo gran parte di essi.
Uligine. E-book. Formato Mobipocket Giovanni Descalzo - Gammarò Editore, 2015 -
Nel 1928, dopo aver pubblicato alcune poesie su periodici di provincia, soprattutto sul "Pensiero" di Bergamo, Descalzo iniziò la stesura di Uligine. Il poemetto — che avrebbe stampato con le sue mani presso la tipografia Vaj di Sestri Levante — gli era stato suggerito dal casuale incontro con un vecchio contadino che gli aveva rimproverato la lunga assenza dalla campagna, nella quale aveva lavorato sin da bambino e dove si era formato: di qui «l'occasione per ripensare al passato, per rievocare, con la sua infanzia, persone care scomparse e momenti della vita dei campi». L'impianto tradizionale di Uligine non impedì a Descalzo di attirare l'attenzione e il favore dei lettori: dapprima quelli dell'ambito ristretto cui il volumetto era giunto tra le mani, sicché presto Descalzo divenne protagonista di un caso letterario nel quale si sprecavano le parole "autodidatta" e "operaio", poi quelli che, come Vittorini e Montale, ne lessero la redazione ridotta e frammentata apparsa nel 1931 su "Circoli". E tra quanti apprezzarono Uligine, in qualche misura guidati dalla simpatia umana per quel poeta-operaio autodidatta, furono anche nomi illustri come il potente e generoso fondatore e direttore della "Fiera Letteraria", Umberto Fracchia, che favorirà l'ingresso di Descalzo nel mondo delle lettere italiane, dove l'operaio-poeta di Sestri Levante in pochi anni avrebbe acquisito grande credito. Prova indiretta ne è un passo della lettera che il giovane Giorgio Caproni gli scriverà il 6 luglio 1937: «Conoscevo e possedevo nella biblioteca e nel cuore già Uligine e ciò Le dico per piena d'amore verso la sua poesia».