Giuseppe Ciulla eBooks

eBooks di Giuseppe Ciulla editi da Bompiani di Formato Pdf

Giuseppe Ciulla è giornalista free lance e autore televisivo. Lavora principalmente per Rai2. Da quattro anni è autore, caporedattore e inviato del talk show politico L’ultima parola; ha firmato il programma sugli errori giudiziari Presunto colpevole, ha svolto reportage e interviste per la trasmissione di politica estera Il grande gioco e ha partecipato all’ultima edizione di XII Round. Ha vinto nel 2006 il Premio Cronista dell’anno «Guido Vergani» con un’inchiesta sulle donne islamiche e nel 2007 il Premio Lingotto d’oro di Sesto San Giovanni. Ha collaborato con «l’Espresso», «Il Messaggero», «Il Giorno», «Leggo», «Famiglia Cristiana», «Avvenimenti», l’agenzia di stampa Italpress, Rds e Radiocapital. È nato a Mazara del Vallo e si considera uomo di confine. Scrive inchieste e racconti di viaggio. Nel 2010 ha pubblicato, insieme con Vittorio Romano, Lupi nella nebbia. Kosovo: l’Onu ostaggio di mafie e Usa (Jaca Book), tradotto anche in tedesco e in serbo, premiato con la medaglia d’argento del Senato. Nel 2011 ha scritto Ai confini dell’impero. 5000 chilometri nell’Europa dei diritti negati (Jaca Book), da cui è stato ricavato lo spettacolo teatrale In viaggio con Beppe.
EBOOK   9788858793978

La cala: Cento giorni nelle prigioni libiche. E-book. Formato PDF Giuseppe Ciulla   -  Bompiani, 2021  - 

Sono le nove di sera del 1° settembre 2020. Un gruppo di pescherecci sta battendo i fondali davanti al golfo della Sirte, trentaquattro miglia a nord di Bengasi: è lì che si trova il gambero rosso, l'oro per cui i mazaresi lottano da cinquant'anni. Quella notte il capitano libico che li ha intercettati farà caccia grossa: alla guida di una ciurma di corsari che sparano all'impazzata, sequestra quattro pescherecci e diciotto pescatori e li porta a Bengasi come prezioso bottino da offrire al generale Khalifa Haftar. Da quel momento e per 108 giorni i pescatori vengono tenuti prigionieri dalle milizie del leader della Libia Cirenaica, vittime di violenze, mortificazioni, minacce, finte esecuzioni. Mentre le autorità italiane rassicurano le famiglie, un drappello di donne dalla tempra formidabile combatte per la loro liberazione: sono cristiane, musulmane, italiane e tunisine, unite da una sola speranza. Tra di loro, la più agguerrita è Rosetta Ingargiola, di settantatré anni. La madre del capitano del Medinea Piero Marrone – picchiato e messo in isolamento dopo aver contestato l'accusa dei libici di essere un trafficante di droga – ha già perso un figlio in mare. Non vuole perderne un altro. Il rapporto tra madre e figlio è il filo rosso che lega tutte le storie di questa vicenda, specchio di un popolo che vive di pesca e che ha sempre più paura di mettere la prua in mare verso l'altra sponda del Mediterraneo. Le storie di Piero e Rosetta, e delle donne e degli uomini che hanno vissuto gli interminabili giorni di prigionia, sono le voci del Mare di mezzo, e ci raccontano l'inganno di credere che il mare possa tenere lontani due mondi bagnati dalle stesse acque.

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