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eBooks di L V editi da Edusc di Formato Pdf

EBOOK   9788883339295

Filosofia della conoscenza. E-book. Formato PDF Valeria Ascheri   -  Edusc, 2020  - 

Che tipo di opera è questa? Il suo titolo ci aiuta a rispondere: non si tratta di “teoria della conoscenza”, ma di “filosofia della conoscenza”, e questa scelta terminologica ne mette in risalto alcuni tratti salienti. Il primo è l’intento “fondativo” ben più che “descrittivo”, ossia l’interesse circa “come funziona la conoscenza” è secondario rispetto a problemi come quello della priorità della gnoseologia sull’ontologia o viceversa, della propedeuticità della critica della conoscenza sull’esercizio della conoscenza, della natura della verità e via dicendo. Insomma, questo volumetto assume la difesa di precise tesi filosofiche, le quali riguardano la natura del conoscere e, quindi, hanno in sostanza un consaputo e dichiarato carattere metafisico. Il secondo tratto è rappresentato dal fatto che la discussione di molti problemi apparentemente circoscritti rimanda spesso a tesi filosofiche generali, concernenti l’ontologia, la metafisica, l’antropologia filosofica. [...] Si potrebbe dire che questo libro è una sintesi delle tesi fondamentali della filosofia aristotelico-tomista ottenuta assumendo il problema della conoscenza come filo conduttore. Alejandro Llano (Madrid, 1943). Cattedratico di Metafisica dell’Università di Navarra di cui è stato Rettore (1991-1996), è conosciuto per le sue importanti pubblicazioni nel campo della metafisica, della teoria della conoscenza e della filosofia politica. Fra i suoi numerosi lavori emergono: Fenomenología y ontología de la subjetividad, Valencia 1971; Fenómeno y trascendencia en Kant, Pamplona 1973; Ética y política en la sociedad democrática, Madrid 1981; El futuro de la libertad, Pamplona 1981; La nueva sensibilidad, Madrid 1988; El enigma de la representación, Madrid 1999; Humanismo cívico, Barcelona 1999; Sueño y vigilia de la razón, Pamplona 2001; La vida lograda, Pamplona 2002; Deseo, violencia, sacrificio, Pamplona 2004; Metaphysics and Language, Hildesheim-New York 2005; En busca de la trascendencia, Barcelona 2007; Metafísica tras el final de la metafísica (con F. Inciarte), Madrid 2007; Olor a yerba seca. Memorias, Madrid 2008; Segunda navegación. Memorias 2, Madrid 2010; Caminos de la filosofía, Pamplona 2011. Valeria Ascheri (Genova, 1976). Professore Straordinario di Gnoseologia e Scienza e Religione presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose all’Apollinare della Pontificia Università della Santa Croce (Roma), ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Filosofia della Scienza (2004) all’Università di Genova. Già Ricercatrice di Filosofia della Scienza nella facoltà di Filosofia della Pontificia Università della Santa Croce, ha collaborato al Portale di Documentazione Interdisciplinare di Scienza e Fede (DISF) ed è stata consulente del Dipartimento di Scienza e Fede del Pontificio Consiglio della Cultura (Città del Vaticano) per il Progetto STOQ (Science, Theology and the Ontological Quest). È autrice di numerosi articoli e recensioni riguardanti la filosofia della conoscenza e della scienza, i fondamenti del dialogo fra scienza e fede e il dibattito nei mass media.

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EBOOK   9791254823439

La nova causae propositio nel sistema del m.p. Mitis Iudex dopo l'abrogazione dell'obbligo della doppia sentenza conforme. E-book. Formato PDF Valeria Ciardo   -  Edusc, 2024  - 

Questo lavoro si propone di indagare con occhio critico l’istituto della nova causae propositio, quale mezzo di impugnazione che, posto a garanzia della verità, si è trovato ad essere oggetto della riforma promossa dal m.p. Mitis Iudex. Il testo, senza pretese di esaustività, traccia un percorso storico che, a partire da Graziano, conduce alla connotazione dell’istituto della nova causae propositio. Il m. p. Mitis Iudex abrogando l’obbligo della doppia sentenza conforme ha modificato radicalmente l’intero sistema processuale. In particolare, il ruolo della nova causae propositio, a seguito della citata riforma, risulta modificato, forse accentuato, o forse ancora “declassato” dall’abrogazione dell’obbligo della doppia sentenza conforme, alla luce del termine breve e perentorio per poter proporre l’appello e dal fatto che, ai sensi dell’attuale can. 1679 CIC, “la sentenza che per la prima volta ha dichiarato la nullità del matrimonio, decorsi i termini stabiliti nei cann. 1630-1633, diventa esecutiva”, ed anche dal disposto del nuovo can. 1681 CIC che prevede: “Se è stata emanata una sentenza esecutiva, si può ricorrere in qualunque momento al tribunale di terzo grado per la nuova proposizione della causa a norma del can. 1644, adducendo nuovi e gravi argomenti entro il termine perentorio di trenta giorni dalla proposizione dell’impugnazione”. Sebbene l’intento della riforma fosse quello di favorire la celerità dei processi, permangono pur sempre problematiche legate alla giustizia non indifferenti, ma anche questioni interpretative in ordine alla diversità di trattamento riservato alle sentenze affermative e a quelle negative della nullità del matrimonio. L'iter storico che vede protagonista la nova causae propositio, porta inevitabilmente a concludere che tale istituto, posto a garanzia della verità, oggi abbia perso il rigore che ne garantiva la “straordinarietà”. Invero, proprio la forza di tale mezzo di impugnazione è andata affievolendosi in ragione dell’abrogazione dell’obbligo della doppia conforme; non è infatti un caso che la restitutio in integrum venisse qualificata come il mezzo di impugnazione del giudicato mentre la nova causae propositio il mezzo di impugnazione della doppia sentenza conforme nelle cause sullo stato delle persone. In ragione di ciò, attualmente la sua collocazione appare confusa. Se la riforma da un lato, “almeno apparentemente” ha reso più celere il processo di nullità del matrimonio abrogando l’obbligo della doppia conforme in favore di una sola sentenza divenuta esecutiva, dall’altro però non risolve il problema legato alla vicinanza del giudice al fedele, perché espressamente afferma la competenza del tribunale di terzo grado. A fronte di giudizi indubbiamente più celeri, maggiori tuttavia potrebbero essere le impugnazioni, sia perché il termine perentorio per proporre l’appello è breve, e sia perché il rischio di una sentenza non rispondente a verità è più alto.

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