Leon Bloy eBooks

eBooks di Leon Bloy editi da Adelphi di Formato Epub

EBOOK   9788845980770

Dagli Ebrei la salvezza. E-book. Formato EPUB Léon Bloy   -  Adelphi, 2019  - 

Léon Bloy fu scrittore scandaloso e violento, e non ha perso a tutt’oggi nulla della sua forza, anche perché protetto dalla corazza dello stile, da una lingua vibrante e corrusca. Giornalista che esecrava i giornalisti – un caso parallelo a quello di Kraus –, teologo dello Spirito Santo e giudice durissimo della sua epoca, passò la vita a mettersi in contrasto con tutto e con tutti, in una sovrana solitudine. Nel 1892, allorché la Francia era spazzata da un’onda di antisemitismo, egli pubblicò questo breve, densissimo libro che illumina la questione degli Ebrei di una luce metafisica, l’unica che possa aiutare a percepire tale mistero religioso e storico. In molti modi si può leggere Bloy: come un romanziere camuffato da teologo, come un teologo camuffato da romanziere, come un antico esegeta, come un critico ustorio del moderno, come un maestro dello humour nero («Il nostro tempo ha inventato la locuzione ‘humour nero’; nessuno l’ha realizzata finora con l’efficacia e la ricchezza verbale di Léon Bloy» scrisse J.L. Borges). Tutto ciò traspare in «Dagli Ebrei la salvezza», che è innanzitutto il commento a quattro parole del Vangelo di Giovanni: «Salus ex Iudaeis est». Vivamente, anche aspramente contrapponendosi a Bloy, come in un duello fra esegeti, Ceronetti ha voluto accompagnare il testo con un saggio, fra i suoi più audaci, che ci mostra in quante diverse direzioni ci si possa muovere sulla base delle stesse parole evangeliche.

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EBOOK   9788845981135

La Cavaliera della Morte. E-book. Formato EPUB Léon Bloy   -  Adelphi, 2019  - 

«Se Maria Antonietta ci tocca così profondamente e signoreggia le anime con un potere di commozione tanto sovrano, è solo “perché non è una santa”» scrive Bloy sulla soglia di questa sua «prima prova letteraria» che ne prefigura l’intera opera, «e perciò i suoi formidabili tormenti di regina, di sposa e di madre non possono propriamente essere chiamati un martirio». Ma che cosa furono, allora? Spogliata di ogni veste sulla linea di confine con la Francia, allorché vi giunge quattordicenne come fidanzata del re, e subito gravata dell’invisibile fardello dell’Etichetta, osteggiata e dileggiata a ogni passo, nella sua amabile sventatezza, come «l’Austriaca», la regina sembra addensare su di sé la vendetta della Storia che, nel momento in cui pretende di emanciparsi dalla teologia del sacrificio, esige una nuova vittima sacrificale e sceglie, in quanto necessaria all’espiazione, la più scandalosamente ingiusta. Tutto il secolo diciottesimo, «epoca meravigliosamente superficiale in cui sembra che tutti nascessero con il dono di non capire nulla delle cose superiori», si coalizza contro di lei sino a ridurla a vedova Capeto, disegnata con astio da David sulla carretta che va al patibolo, poco prima che diventasse «la regina ghigliottinata giuridicamente dalla Canaglia». Alle ombre della Storia risponde la veemente eloquenza di Bloy, proiettandole su una scena ulteriore, metastorica, dove l’apparizione di Maria Antonietta «in veste di criminale» davanti al «bruto» Fouquier-Tinville si impone come «dimostrazione di una qualche legge misteriosa».

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