Man eBooks

eBooks di Man editi da Donzelli Editore di Formato Pdf

EBOOK   9788868432133

Mezzogiorno d'Europa. Lettere, appunti e discorsi (1945-1987). E-book. Formato PDF Manlio Rossi-Doria   -  Donzelli Editore, 2015  - 

Intellettuale e politico di spicco nel secondo Novecento, Manlio Rossi-Doria è stato senza dubbio l’ultimo grande meridionalista italiano. Ma quel che a quasi trent’anni dalla sua scomparsa non è mai ancora emerso appieno è il ruolo centrale occupato dall’Europa nel suo pensiero e nella sua azione politica. Nel ventennio tra gli anni quaranta e gli anni sessanta, Rossi- Doria fu infatti costantemente impegnato nella costruzione e affermazione dell’idea dell’integrazione europea; da senatore per il Psi, favorevole alla costruzione di un partito progressista europeo, diventa poi un attivissimo osservatore dei problemi della Politica agricola comune e delle relazioni internazionali (come nel caso della repressione in Cecoslovacchia nel 1968), e dunque un riformatore convinto della necessità che l’Italia sfrutti attivamente il «vincolo» europeo, per portare avanti la modernizzazione democratica e civile del paese e del suo Mezzogiorno. In queste pagine, che per la prima volta svelano l’intenso carteggio da lui intrattenuto, tra il 1945 e la metà degli anni ottanta, con esponenti del mondo della cultura, della politica meridionalistica, del movimento federalista e delle istituzioni europee (Altiero Spinelli, Antonio Giolitti ecc.), e cui si affiancano alcuni discorsi parlamentari e pagine di diario sui suoi incontri a Bruxelles e i viaggi nei paesi «oltrecortina», si delinea il profilo di un europeista convinto. Con il suo stile inconfondibile, Rossi-Doria segnala, critica, registra, analizza, riportando ogni singolo avvenimento entro un quadro più generale. Ne emerge la figura di un politico dalle grandi competenze tecniche, portatore di una visione globale dello sviluppo, dentro e oltre la guerra fredda, capace di guardare con la stessa profondità e sensibilità ai problemi e alle opportunità delle zone più depresse del Mezzogiorno (dall’agricoltura alle infrastrutture all’emigrazione di ritorno) come agli scenari della politica economica europea.

€ 13.99
download immediato
ACQUISTA
EBOOK   9788860369482

Una vita per il sud: Dialoghi epistolari 1944-1987. E-book. Formato PDF Manlio Rossi-Doria   -  Donzelli Editore, 2013  - 

«In questo momento a me una sola cosa importa: capir dentro a questo oscuro processo che vedo in atto nelle campagne. Per questo sono preso da una vera frenesia di girare, di vedere, di prender contatto con la terra. E non vedo l’ora di tornare giù nel Mezzogiorno, di girare paese per paese». La preoccupazione per il futuro dell’Italia e la premura di agire in un momento in cui tutti sembrano attendere: è questo lo stato d’animo che Manlio Rossi-Doria confida a Guido Dorso in una delle prime lettere di questa raccolta, scritta nel novembre del 1944. Con lo sguardo sempre rivolto allo scopo principale di una vita, ovvero l’impegno per lo sviluppo economico e culturale del Mezzogiorno, Rossi-Doria – che del pensiero meridionalista è stato uno dei principali interpreti – trova nello scambio epistolare un luogo di riflessione privilegiato. Attraverso i dialoghi con alcune delle figure più importanti della scena politica e intellettuale del nostro paese – da Norberto Bobbio a Antonio Giolitti, da Rocco Scotellaro a Emilio Sereni –, matura infatti una linea di pensiero che si sostanzia nell’idea di un’Italia e di un Sud fatti di uomini e donne impegnati nella costruzione di un’effettiva unità nazionale, che coniughi sviluppo economico e coesione sociale, infrastrutturazione e difesa del territorio. C’è senz’altro spazio per l’incertezza e il pessimismo nelle confidenze agli amici più stretti, ma c’è anche la forte convinzione – espressa ora a Nuto Revelli ora a Norberto Bobbio – che le giovani generazioni abbiano dalla loro parte la forza morale e l’impegno civile necessari per colmare l’assenza delle istituzioni e affrontare la mancanza di prospettive. Solo loro possono essere gli artefici di un rilancio del progetto meridionalista. Con l’obiettivo di un’Italia più coesa, e soprattutto più giusta.

€ 10.99
download immediato
ACQUISTA
EBOOK   9788868431020

La Sicilia e gli alleati: Tra occupazione e Liberazione. E-book. Formato PDF Manoela Patti   -  Donzelli Editore, 2014  - 

Il 10 luglio 1943 le armate americane e britanniche sbarcarono in Sicilia. «Chi vide approdare la grande armata – osserva Salvatore Lupo – ebbe l’impressione visiva, spaventosa e affascinante, di una forza irresistibile. Lo sbarco segnò la svolta nella guerra e quindi nella storia mondiale. Da qui le infinite rievocazioni dell’evento nei media, e le annesse mitologie: la Sicilia del’43 rappresenta tutt’oggi un luogo di straordinaria portata simbolica». Ed è proprio in virtù di questo mito che la memoria è intervenuta semplificando, appiattendo, cancellando le contraddizioni insite nello straordinario evento. I primi a essere cancellati sono i britannici: la memoria colloca quasi soli al centro della scena gli americani, sapendoli destinati a governare il mondo nuovo, nel bene e nel male. Le contraddizioni sono molteplici, ed è su di esse che il lavoro di Manoela Patti, sulla base di una ricca e dettagliata documentazione, intende far luce. La Sicilia fu il primo lembo d’Europa occupato dagli alleati, e come tale rappresentò un «laboratorio» in cui sperimentare un modello amministrativo da utilizzare poi su tutto il territorio italiano, ma condizionato ab origine da una sottile ambiguità: i soldati che sbarcavano in Italia erano nemici o liberatori? La stampa alleata paragonò le armate di Patton e Montgomery ai Mille di Garibaldi, ma l’impatto con la popolazione riportò presto il conflitto alla tragica dimensione dello scontro totale, in cui i civili sono coinvolti come e più degli eserciti. Il precoce dopoguerra dell’isola mise presto in luce l’ambiguità della good war combattuta per la democrazia. Invasori nel nome della libertà, gli alleati furono travolti dallo scarto fra la retorica dell’interventismo democratico e la realtà dell’occupazione. E in breve emerse l’assenza di una vera e propria politica di occupazione, demandata alle forze militari sul campo. Un ruolo significativo fu giocato poi da modelli e stereotipi di tipo culturale e razziale, sui quali pesò anche l’esperienza dell’emigrazione italiana negli Stati Uniti. In Sicilia, per la prima volta, queste idee si confrontarono con la realtà di una società complessa, affatto arretrata, e capace di opporre i propri modelli culturali, sociali e politici. Allo stesso tempo, l’emergenza bellica pose gli alleati davanti a un’altra fondamentale questione: la capacità di sostenere l’occupazione garantendo condizioni di vita accettabili alle popolazioni locali. La potente macchina da guerra alleata perse però queste sfide: la politica siciliana si riorganizzò da sé, anche grazie all’appoggio della pedagogia democratica alleata, e tra il 1943 e il 1945 l’isola fu attraversata da una fortissima conflittualità sociale scatenata dalle terribili condizioni di vita. Nonostante ciò, il mito dei liberatori andò consolidandosi proprio a partire da quel drammatico dopoguerra.

€ 12.99
download immediato
ACQUISTA