Maurizio Antonio Rigoni eBooks
eBooks di Maurizio Antonio Rigoni editi da Edizioni Simple di Formato Mobipocket
Il Far West di Asiago maggio 1916. E-book. Formato Mobipocket Maurizio Antonio Rigoni - Edizioni Simple, 2013 -
Gelindo è un alpigiano di famiglia d’origine valdostana. Egli amava vivere la sua casa la quale era stata costruita con le sue stesse mani: per tradizione un raskard, tipica costruzione valdostana di alpeggio. La sua vicenda si svolge agli inizi dell’anno 1916 quando l’Austria sferrò la sua azione punitiva verso l’Italia calando dal Trentino, occupando anche la zona frontaliera di Asiago e la sua conca divisa da una forra: la Valle dell’Assa. I due schieramenti belligeranti, italiano e austro-ungarico, si posizioneranno sulle due sponde contrapposte della valle. In mezzo nella terra di nessuno, o meglio nella spaccatura profonda che li divideva il vivere surreale di Gelindo. Egli non voleva sfollare con la famiglia dalla sua dimora e si era arruolato nella XVIII Brigata di Milizia Territoriale per cercare di vivere ugualmente la sua montagna, la famiglia e accudire la mandria di capre, in mezzo a mille pericoli. Nel mese di giugno 1916 il sottotenente Carlo Emilio Gadda, fu comandato con la sua sezione di mitragliatrici ad occupare un tratto della sponda valliva all’altezza della località Dosso, poco distante dal raskard di Gelindo. Una trasposizione di vita familiare valdostana riadattata a occidente dell’isola montana abitata, fino ad allora, da una fiera popolazione bilingue. Gente frontaliera abituata a varcare il confine di stato e mescolarsi ad altre popolazioni di costumi diversi del vivere in casa. (…) Le vicende locali dei belligeranti indussero Gelindo a divenire disertore per necessità e nascondersi volutamente in casa. Dimora che fu scoperta da un soldato polacco dell’esercito austriaco incuriosito dalla presenza mattutina di una giovane, Eda, figlia di Gelindo.
Il ramarro. E-book. Formato Mobipocket Maurizio Antonio Rigoni - Edizioni Simple, 2012 -
I soldati superstiti della Legio Romana XVII, secondo una nuova ricerca, invece che dispersi, potrebbero essere stati i primi coloni di una isola montana al centro delle Prealpi Venete. Fondarono Axum ago che bruciò secondo una profezia della dea teutonica Velleda. Tutto si legò al numero cabalistico 17. Sulla stessa isola montana, nei secoli, il numero 17 fu sempre il protagonista propiziatorio o nefasto, a seconda della sua interpretazione, primo attore negli eventi che accompagnarono questa fiera popolazione montana. Nello studio di un noto avvocato scledense, l’ultimo atto profetico viene documentato, nato dalla cronaca di un immane rogo divampato il 17 novembre del 2007. Coinvolti sono, padre e figlio, Edgardo contro Edgardo, della dinastia romana più importante dell’isola montana, i quali contrapposti l’uno all’altro, si combatteranno in un duello legale senza esclusione di colpi. Saranno l’interpretazione dello scorrere del tempo e la brama dell’uomo spinto dalla sua avidità e avarizia i moventi delle vicende umane amorose, mondane e festaiole colmare la vita di montagna fino a quando gli intrighi, come quelli delle corti regali, non presero il sopravvento e mutarono per primo l’uomo, relegandolo ad animale per mano della donna sciamano, regina di corte della Regola della Hoba. Secondo: l’avverarsi a conclusione della vera profezia che contrappose fin dall’inizio della storia le dee latine Ostera e Ganna contro Velleda che sotto le sembianze di vera donna amò Edgardo donandogli un figlio.