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eBooks di Max editi da Vita E Pensiero di Formato Epub
Rembrandt a Emmaus. E-book. Formato EPUB Max Milner - Vita E Pensiero, 2018 -
Rembrandt aveva appena 22 anni quando dipinse, su un piccolo pannello di legno di una quarantina di centimetri di lato, l’incontro di Gesù con i due discepoli a Emmaus. Era il 1628 e da allora egli tornerà più volte a illustrare quella scena, in disegni, incisioni e altri dipinti: una vera ossessione, in parte condivisa dai più grandi artisti dell’età rinascimentale e barocca (da Caravaggio a Rubens, Tiziano, Tintoretto, Veronese…). Proprio quel piccolo dipinto giovanile, oggi al Museo Jacquemart-André di Parigi, smuove la curiosità di Max Milner verso la sfida lanciata all’immaginario pittorico dal brano evangelico. Come può un’immagine ‘fissa’ dar conto di un’atmosfera che è allo stesso tempo familiare (una cena condivisa) e folgorante (la rivelazione del Cristo risorto)? Come tenere insieme la luce malinconica del «giorno che volge al declino» e l’accecante sparizione divina? Come fissare quel fremito di instabilità che riflette le reazioni dei discepoli nel passare dall’incredulità alla fede? E non si tratta solo di una sfida ‘tecnica’, di virtuosismo nel tradurre un racconto verbale in racconto visuale. L’incontro di Emmaus interroga i pittori circa la rappresentazione di un mistero che svela una vicinanza laddove si pensava un’assenza, e fa capire che bisogna rinunciare a ciò che si crede di vedere per accedere a una verità che salva. Milner ci mostra qui le diverse scelte dei grandi artisti, giocate nei cambi di luce e di postura, perfino nei dettagli più minuti (la sedia rovesciata, il tovagliolo che cade, il coltello in equilibrio…). Per tornare, infine, alla geniale soluzione del giovane Rembrandt, con l’impatto mozzafiato del controluce, che rende il Cristo a un tempo potente e labile, definito ed enigmatico. Presenza e, insieme, promessa: il che è, precisamente, la sfida dell’arte.
La fuga davanti a Dio. E-book. Formato EPUB Max Picard - Vita E Pensiero, 2019 -
Pubblicato nel 1934, in piena epoca nazista, La fuga davanti a Dio riflette il clima storico segnato dal tumultuoso industrialismo, dal culto futuristico della velocità, dalla crisi economica, dal disfarsi dei legami sociali, dalle mattanze delle guerre mondiali e dei totalitarismi. Il pamphlet di Picard descrive con toni quasi apocalittici una modernità in perenne fuga dal divino, dal fondamento dell’essere, dal paradigma stesso dell’esistenza. La sua diagnosi è netta: «Nel mondo della fuga l’uomo non esiste come singolo essere delimitato, ma come coacervo di sensazioni, volontà e azioni continuamente mutevoli». La critica di Picard appare oggi visionaria e anticipatrice. La sua analisi della mobilità inesausta, dell’accelerazione della vita e del continuo cambiamento dei rapporti tra gli esseri umani individua problematiche sollevate da filosofi come Morin, Baudrillard, Virilio, Debord. La sua descrizione del dissolvimento dell’oggettività e dell’avvento di una realtà virtuale e fantasmagorica, costituita da grumi di materiali informativi fluttuanti in un continuum di immagini, ci ricorda la società liquida di Bauman e il dominio mondiale della rete. La lezione di Picard assume un significato particolare per questo nostro tempo: ricentrare l’essere umano intorno ad alcuni nuclei essenziali e imprescindibili, per riconoscere il mondo come donazione, ma anche per riaffermare le ragioni di un principio di umanità da opporre alle forze omologanti che oggi sembrano dominare su scala planetaria. Come scrive Hermann Hesse nel testo che accompagna il saggio di Picard: «Molte sono le ragioni che rendono importante questo libro. È un’opera spaventosa e confortante allo stesso tempo».