Mitia Chiarin eBooks

eBooks di Mitia Chiarin editi da Blonk di Formato Mobipocket

EBOOK   9788897604013

Ochenta cartas. E-book. Formato Mobipocket Mitia Chiarin   -  Blonk, 2012  - 

“Lo quieran o no, lo sepan o no, los fabuladores, al inventar historias, propagan la insatisfacción, mostrando que el mundo está mal hecho, que la vida de la fantasía es más rica que la de la rutina cotidiana” (Mario Vargas Llosa). Mitia Chiarin parece saber esto muy bién. Y derrama esta ferocidad en sus cuentos. Ochenta Cartas describe la provincia burguesa. Cuenta la historia de personas bastante ricas como para ver sus sueños hacerse añicos. Y los sueños se hacen añicos con un ruido espantoso. Y leyendo este libro nos llega ese fragor, delicado y profundamente doliente.Son casi biografías, delineadas con un realismo brutal, que nos presentan ese tan hodierno mal de vida, enganchado a una enorme cantidad de certezas, falaces. Encontramos las historias de una infancia que se pierde en los añs 70 y la dificultad de llegar a fin de mes y de la crisis económica que son tan siglo XXI, no hay autocomplacencia, una narración llana, verista, sin pretensiones.

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EBOOK   9788897604006

Ottanta lettere. E-book. Formato Mobipocket Mitia Chiarin   -  Blonk, 2011  - 

“Lo desiderino o meno, lo sappiano o no, quelli che raccontano, coloro i quali inventano storie, diffondono insoddisfazione, mostrando che il mondo è mal fatto e la vira di fantasia è più ricca della routine quotidiana”Mario Vargas LlosaMitia Chiarin sembra saperlo bene. E mette questa ferocia nei suoi racconti.Ottanta lettere racconta la provincia grassa. Racconta le persone abbastanza ricche da vedere il loro sogno infrangersi. E i sogni, quando si infrangono, fanno molto rumore. E leggendo questo libro si sente questo fragore, delicato e dolentissimo.Sono, in fondo, biografie, pennellate con brutale realismo che ci presentano un contemporaneissimo male di vivere, appeso ad una notevole quantità di certezze, fallaci.Ci stanno le storie di una infanzia che si perde negli anni ’70 e i problemi della fine del mese e della crisi economica che fanno molto XXI secolo, senza autocompiacimento, un racconto piano, verista, senza pretese.“Questi racconti di Mitia Chiarin, così singolari (come le storie della Kristof che cita e che sembra amare), ironici e spiazzanti (come i racconti di una Grace Paley), così acidi a prima vista, da leggere ascoltando e omaggiando Amy Winehouse, ma così carsicamente teneri (nel senso che sotto la dura terra di parole antiretoriche custodiscono amore e pietà, gesto raro e apprezzabile in tempi di sentimenti sguaiati e insinceri), lavorano sulla realtà come ogni gesto creativo deve fare. Raccontare, scrivere è esattamente questo: lavorare sulla realtà, non semplicemente descriverla, rifletterla. Lavorare la realtà significa penetrarla, scavarci dentro, rivelarne aspetti e tendenze che spesso sfuggono all’occhio normale e a volte anche a quello più scaltro. E’ il grande gioco, il grande compito, della letteratura, della narrazione in questo caso. Parole in fila scelte bene e che, insieme, dicono più di quanto non sembri, mostrano più di quanto non ci sembri di vedere di solito…… Spesso la letteratura, l’arte, sono così. Vivono come stanze separate nella nostra stessa dimora, come parti sconosciute e (apparentemente) infrequentabili della nostra stessa esperienza, come un cuore sconosciuto accanto a solito che ci batte in petto. E’ compito di chi scrive far sentire quel battito, aprire la porta di quella stanza, rendere praticabile quel lato segreto dell’esperienza. Possono nascondere rischi, produrre rivelazioni sgradevoli, perfino sconvolgenti. In ogni caso, ci rendono più consapevoli, più liberi.”

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