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eBooks di N editi da Angelo Pontecorboli Editore di Formato Epub
D.H. Lawrence and Frieda in FlorenceLady Chatterley’s Lover. E-book. Formato EPUB Nicoletta Manetti - Angelo Pontecorboli Editore, 2026 -
On several occasions, D.H. Lawrence, in his continuous travels, alone or with his wife Frieda, stayed in Florence. Here he wrote poems that were later included in Birds, Beasts and Flowers. Here he set the most beautiful pages of The Rod of Aaron. But above all, here he wrote Lady Chatterley’s Lover. He wrote it in the hills, at Villa Mirenda, where the Lawrences lived, between one escape and another, for two whole years. It was a tormented work, set aside, then taken up again. Written in the woods, under the pine trees, among the swarming lizards and nightingales that “seem to enjoy turning the pages.” What he himself describes as “the most indecent novel ever written” is rejected by everyone. It is his friend, the bookseller Pino Orioli, who directs him to the florentine Giuntina printing house to publish it privately. The bitterness is soothed by the harmony that L. finally finds in flowery Tuscany: that harmony he so longed for between nature and man’s work; the rhythm of the seasons marked by the farmer who loves his land and the palette of colors of the flowers. Lawrence is ecstatic: “The country is truly the most verdant I have ever known, and I feel I know not what consolation.” It almost seems that Florence can appease his indomitable vocation for escape. Unfortunately, it will be the worsening of his illness that will push him elsewhere this time.
Nata mancina. E-book. Formato EPUB Nicoletta Manetti - Angelo Pontecorboli Editore, 2026 -
Nata a Firenze la notte dell’alluvione del 1966 e chiamata con un nome da diva del cinema, Ursula viene accolta dai genitori come “un ramo torto portato dalla piena”: non solo non è il maschio sperato, ma è anche bruttina. Cresce in un clima distratto e insensibile, nella casa per metà salone di parrucchiera della madre. Oltretutto è mancina. Le suore a scuola la correggono e le cambiano anche il nome: non Ursula, ma Orsola, come la Santa patrona fiorentina. Contornata da una bizzarra corte di parenti, Orsola si rifugia in un suo mondo solitario e fantastico, dove gli unici amici sono i libri. Quando si imbatte nella figura di Emily Dickinson, ne rimane incantata, tanto da identificarsi con lei. Le scrive lettere immaginarie, confidandole ogni vicenda talvolta tragicomica, talvolta dolorosa come quando, a seguito di un incidente che rende il padre invalido, è costretta ad abbandonare gli studi. L’incontro e il matrimonio con Antonio sembrano segnare una svolta felice. Ma, a seguito di un’oscura lite familiare, si delinea un inquietante mistero che riapre le ferite dell’infanzia.Sarà la misteriosa Signora dell’ultimo piano, che pare conoscere tutto di lei, ad accompagnarla in una vera metamorfosi che, non solo le farà accettare una scoperta dolorosa, ma la condurrà in un percorso di pacificazione ed elevazione. La bambina sbagliata, “portata dalla piena”, alla quale sono stati modificati sia il nome che la mano per scrivere, adesso è pronta per una nuova vita. Felice di essere mancina.
IO, BEATRICE CENCIUna ragazza romana. E-book. Formato EPUB Nicoletta Manetti - Angelo Pontecorboli Editore, 2025 -
Ogni anno, la notte dell’11 settembre, sugli spalti di Castel Sant’Angelo, Beatrice Cenci torna dove fu eretto il suo patibolo, per rivivere ogni istante di quel sabato mattina dell’11 settembre del 1599, quando aveva appena ventidue anni. Il processo nei suoi confronti fu l’evento di quell’anno. Una sola fu la direzione: il vero scopo della ‘giustizia’ papale fu aggiudicarsi i beni della loro famiglia. Beatrice diventò il simbolo della ribellione: la giovane che si era fatta giustizia da sola uccidendo il padre violento con un piano farraginoso e maldestro, condannata e decapitata davanti al furore del popolo, suscitò ogni genere di sentimento: commozione, indignazione, curiosità. Chi fu davvero Beatrice Cenci? Una vittima innocente o un’assassina spietata? Una povera ragazza ribelle o una criminale? Alcuni l’hanno immaginata eroina. Non fu certo una santa, fin troppo fiera e fremente come un falco in gabbia. Era comunque una ragazza, una normale ragazza romana. Depredata della vita da chi l’aveva generata, diventata assassina, condannata a morte, profanata perfino nella tomba. Racconta ogni anno la sua vita, non riesce a trovare pace. Non perché abbia rimorso; rifarebbe ciò che ha fatto, tornerebbe a uccidere suo padre. L’odio è sopravvissuto alla morte, e così il rimpianto di non avere avuto la vita cui avrebbe avuto diritto. È per la rabbia nei confronti dell’ingiustizia che non trova pace. Perché vede che, dopo quattro secoli, se certo sono diversi i tempi, ad essere la stessa è la violenza delle passioni umane che ancora non scongiurano fosche vicende come la sua. Allora rabbrividisce e il gelo le resta dentro. È questo il vento freddo che ogni anno si alza per annunciarla, la notte dell’11 settembre.