Oliver Goldsmith eBooks

eBooks di Oliver Goldsmith editi da Polimnia Digital Editions di Formato Mobipocket

Oliver Goldsmith nacque in Irlanda nel 1728 (o '30), e studiò al Trinity College di Dublino. Giocatore e dissipatore nato, dopo un viaggio in Europa si stabilì a Londra, nel 1756, ed esercitò vari mestieri. Cominciò nel 1757 a collaborare alla "Monthly Review", e finì in breve per abbracciare la professione dello scrittore. Dal 1760 lavorò molto, guadagnò molto e spese assai di più. Ebbe successo, specie con Il Vicario di Wakefield e con i poemetti The Traveller e The Deserted Village, ed entrò a far parte della più ristretta cerchia di Samuel Johnson. Morì, carico di debiti, nel 1774.
EBOOK   9788899193003

Lei si abbassa per conquistare; ovvero, gli equivoci di una notte. E-book. Formato Mobipocket Oliver Goldsmith   -  Polimnia Digital Editions, 2014  - 

Già dal prologo di questa commedia, l'Autore rivela il suo intento: cercare un rimedio, una pozione magica, per un lutto imminente che incombe, la perdita della Musa Comica, in altre parole, la perdita di quel talento che, grazie a uno sguardo ironico sulla realtà, riesce a collocare qualsiasi evento, felice o sventurato che sia, nel possibile scenario della vita di un uomo. È necessario, allora, preservare l'ironia e affidare all'equivoco, deus ex machina che trascende ogni disegno umano anche quando è architettato con cura, lo svolgersi degli eventi. Nessun cedimento, quindi, alla commedia sentimentale dove il “volto è mummificato” nella sua rigidità espressiva e impedisce quel movimento, quello “scossone” salutare che fa di ogni uomo l'artefice del proprio destino e che si radica solamente nella capacità di starsene fuori dalle proprie disgrazie fino a sorriderne.Ma cosa sappiamo in fondo dell'equivoco e della sua forza sovversiva – che sradica le identificazioni, rovescia lo status sociale, economico, giuridico, ci rende estraneo il familiare, sorprendente l’usuale –, quando per noi moderni è solo un fastidio, o addirittura un'offesa che ci recano gli eventi nella loro imprevedibilità, irragionevolezza, mancato realismo? Eppure, non solo è necessario lasciare che l’equivoco accada, che compia la sua opera, senza opporvisi subito col cercare ansiosamente “chiarimenti” per rimettere tutto e tutti di nuovo al proprio posto; ma addirittura, là dove i rapporti sociali sono ormai pietrificati nel conformismo e nel moralismo, occorre ingegnarsi a provocarlo con l’artificio, perché il desiderio, riconciliandoci con la vita accettata in tutte le sue aberrazioni, possa rigenerarsi. È questa la “lezione” che The mistakes of a night eredita dalla Comedy of errors shakespeariana, che qualcuno, in onore della Musa Comica, ha arditamente tradotto con “degli equivoci”.La presente traduzione si è impegnata a restituire nella nostra lingua la compita ma iconoclastica ironia che ordisce i dialoghi di She Stoops to Conquer; or, The Mistakes of a Night (1773), probabilmente l’ultima opera di Oliver Goldsmith (1728? – 4 aprile 1774) e uno dei più grandi successi del teatro inglese del ‘700, che calca tuttora le scene con un passo secondo solo alle opere del Grande Bardo. Il testo si basa sulla recente edizione critica inclusa in The Broadwiew Anthology of restoration and eighteenth-century comedy, a cura di Brian Corman, 2013 Broadview Press, Toronto.

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