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Poesie al Femminile: La vita, i segreti, i più bei versi di trenta poetesse di tutti i tempi e di tutti i paesi. E-book. Formato PDF Renato Casolaro - Sigma Libri, 2011 -
Che significato può avere oggi un'antologia dedicata esclusivamente a versi di donne? O, meglio, per venire subito al nodo della questione, è legittimo parlare di poesia al femminile, quasi che questa espressione stia ad indicare una vera e propria categoria letteraria? Armanda Guiducci, scrittrice e giornalista, in un'intervista riportata da Biancamaria Frabotta nella sua Inchiesta poetica, mette in guardia dall'implicito maschilismo di questa distinzione: «Infatti per poesia femminile si intende correntemente una sottopoesia, destrutturata o debole, patetica o sentimentale. Questa poesia di rose e cartapesta viene normalmente opposta alla poesia virile, cui si attribuisce invece empito di petto, potenza di astrazione e così via». Ed effettivamente un testo antologico di poesia al femminile (tanto più se i curatori sono entrambi di sesso maschile) potrebbe suscitare comprensibili sospetti di omaggio paternalistico alla graziosa anomalia costituita dai versi di donne in un panorama letterario normalmente al maschile. Ci affrettiamo, pertanto, a sgombrare subito il campo da ogni sospetto del genere, affermando in modo convinto che la poesia non ha sesso, e che come afferma ancora la Guiducci al termine dell'intervista nella buona poesia non c'è distinzione tra maschile e femminile, poiché «entrambe partecipano di un'unica, indivisa sfera di sensibilità e di intelligenza». Facciamo anche nostra per essere ancora più chiari l'espressione del critico Luigi Baldacci (a proposito della poesia di Patrizia Valduga), secondo il quale la poesia femminile è una «categoria aperta a tutti». Detto ciò, si può tuttavia ipotizzare che la poesia delle donne abbia una sua specificità, e in quanto tale possa essere letta ed estrapolata, così come è possibile farlo per quella appartenente ad una determinata area geografica, linguistica e culturale o epoca storica. Se l'individualità di ogni poeta e di ogni poesia consiste in un «diverso modo di sentire, di interpretare le cose» (Gaia de Beaumont), non è errato sostenere che nei fattori di tale diversità possa rientrare anche la specificità del sentire in quanto donne. Questa specificità è poi, fuori di ogni dubbio, acuita dagli esiti di una cultura e di una società che hanno spesso discriminato i sistemi di valori e di giudizio riferiti ai due sessi. Ciò è in particolare rilevabile nella poesia d'amore, che costituisce, peraltro, buona parte di tutta la poesia lirica di ogni tempo. Afferma al riguardo Dacia Maraini, all'interno della già citata Inchiesta: «Credo che scrivere come donne significhi scoprire le ragioni delle donne dal punto di vista culturale, economico, sociale, sessuale. Non credo che esista una letteratura femminile e una maschile. La letteratura non ha sesso. Ma esistono i punti di vista, i miti, le fantasie, i desideri di chi scrive. Finora la letteratura ha espresso gli interessi, le passioni, le voglie, i gesti, gli amori, le paure degli uomini. La donna ha potuto solo raramente e di straforo introdurre la sua voce in questo coro maschile». Una differenza determinata dalla storia della società e dei costumi, e che, sul piano squisitamente letterario, si risolve anche in un più specifico problema di modelli: «Come tutte le donne che si avvicinano alla poesia, mi sono trovata davanti soprattutto libri di poeti uomini». E ciò è tanto più vero nei paesi in cui la discriminazione nei confronti delle donne è ancora a uno stadio più arretrato rispetto alla nostra cultura occidentale, come in molti paesi del Medio Oriente, della Cina, dell'Africa, dell'America Latina. È a questa irruzione spesso così difficile, e per ciò stesso tanto più tenace ed esaltante, del sentire di donne in contesti socio-culturali quasi sempre al maschile, che vogliamo dedicare il nostro omaggio, con una scelta di versi di trenta poetesse delle più svariate epoche e aree linguistico-culturali, corredati del racconto delle loro esistenze, ora eccentriche e scandalose, ora ritirate e silenziose, ora avvolte nel mistero e nell'ignoto. Tale scelta è stata necessariamente parziale ed arbitraria, ma ci siamo sforzati comunque di coprire un arco cronologico (ed anche geografico) il più ampio possibile, proponendo trenta voci femminili che ci sono parse, nel vastissimo panorama disponibile, particolarmente significative per la singolarità dell'esperienza di vita o della personalità, o per l'emblematicità della condizione sociale e/o culturale.
Il libro dei nomi. E-book. Formato PDF Renato Casolaro - Sigma Libri, 2011 -
Nelle pagine introduttive di questo libro si cerca di capire quali aspettative o pretese o speranze ci fossero dietro l'imposizione del nome ai figli nelle società del passato e che formano la base della nostra civiltà occidentale: si vedrà, cioè, come e perchè gli Egizi, gli Ebrei, i Greci, i Romani e gli uomini del Medioevo cristiano imponevano ai loro rampolli determinati nomi e non altri, e si scoprirà che dietro la scelta del nome c'è ben più che un'esigenza di riconoscimento pratico della persona e di distinzione di una persona dalle altre. Ci sono modi diversi di vedere la vita, diverse civiltà, diverse filosofie. Segue un dizionario di nomi, da quelli più comuni a quelli meno diffusi, in grado di soddisfare qualsiasi curiosità del lettore: origine e significato del nome, personaggi celebri che lo hanno portato e che ne hanno determinato la fortuna e tante altre curiosità.
Santi Patroni di Arti e Mestieri: Vite, aneddoti e feste nella tradizione popolare. E-book. Formato PDF Renato Casolaro - Sigma Libri, 2011 -
Lo scopo di questo libro è fornire, con taglio divulgativo e al tempo stesso preciso, un reportorio di notizie, utili sia al curioso che al credente, sulle figure umane di alcuni di quei personaggi straordinari che sono stati dichiarati santi della Chiesa cattolica e che sono stati "adottati" come protettori da categorie di lavoratori, che hanno visto nel loro esempio uno stimolo alla propria attività o hanno ritenuto di ricevere da essi una speciale protezione a motivo di un'affinità con il mestiere o la professione a motivo di un'affinità con il mestiere o la professione che esercitano. Tale affinità non è, però, sempre così scontata o così comprensibile. Ha senso dunque parlare di santi patroni oggi? Non si può pensare certo che i santi siano sempre pronti ad accontentare i nostri desiderata. Il santo patrono può essere visto come un modello che ha esemplarmente svolto la sua esistenza terrena e dalla cui vita, dal cui modo di svolgere un'attività, possiamo trarre un insegnamento che ci ispiri nei dubbi e nelle incertezze. Ben vengano, dunque, i santi protettori.