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eBooks di S S editi da Umberto Soletti Editore di Formato Mobipocket

EBOOK   9788885557147

Di regine,di sante e di streghe. Storie di donne del medioevo. E-book. Formato Mobipocket Susanna Berti Franceschi   -  Umberto Soletti Editore, 2018  - 

Una delle espressioni più comuni nella nostra epoca, per asserire che il mondo oggi va meglio di allora, è: “Non siamo mica nel Medioevo!”. Eppure quel periodo definito buio non lo era poi quanto si crede e si dice. Troviamo qui le storie di venticinque donne che furono regine, sante e streghe. Quello che accomuna tutte loro è il potere, più o meno grande, che giunsero ad avere, nonostante la dominanza maschile vigente allora in quasi tutti i campi. Queste donne del Medioevo raccontano una realtà diversa da quella che viene proposta nei libri di storia. Le regine governano su vasti territori e sottomettono uomini; le sante e le mistiche sono donne di notevoli doti intellettuali che apportano alla comunità il loro sapere e indirizzano le scelte dei potenti; le streghe sono contadine che conoscono l’arte medica e quelli che noi chiamiamo “i rimedi della nonna”. I racconti, sintetici e incisivi, mostrano come il “periodo di mezzo” debba esser conosciuto anche per la vivacità intellettuale delle donne di allora, riconoscendo la loro grande forza e importanza, in modo che si possa ristabilire, nella storia di questo periodo, il giusto “equilibrio di genere”.  

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EBOOK   9788885557154

Storie di fate, di dee e di eroi. E-book. Formato Mobipocket Susanna Berti Franceschi   -  Umberto Soletti Editore, 2018  - 

È ben detto che un popolo senza memoria sia un unione di individui senza prospettiva. Così vale nel caso del corpus delle fiabe orali celtiche. Ci consegnano non una storia bensì delle storie. Come tali non vere ma verosimili. Si ha a che fare con un campo che propriamente non è dello storico né è quello più strettamente letterario, focalizzandosi piuttosto su un’ibridazione dove la dimensione del memento orale, poi traslato e riorganizzato nella scrittura che subentra ben oltre, prevale su tutto il resto. Vale l’attenzione per quel “mondo parallelo” che è il vero fuoco del racconto celtico, in gaelico come in gallese. In queste coordinate, e non altre, va quindi cercata la ragione della persistenza di una forma narratologica che sotto la dimensione del cosiddetto “magico” evoca lo sguardo rapito di chi cerca di vedere oltre l’apparenza, attraverso la sorpresa, lo straniamento e, soprattutto, la curiosità. Funzioni che oggi difettano, sostituite dalla proliferazione di un Ego imperativo, tanto urlato quanto fragile. Le leggende celtiche ci rinviano, invece, ad un Noi che è innervato nella terra che l’ha prodotto e chi si rinnova nel confronto con essa, con i suoi luoghi, i suoi tempi, le sue logiche.  

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