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eBooks di Sa editi da Aletti di Formato Epub
Odiavo le poesie (ricordi e profumi della mia Sicilia). E-book. Formato EPUB Salvatore Fausto Maria Terranova - Aletti, 2013 -
Salvatore Fausto Maria Terranova (Agrigento, 1954) vive da sempre a Palermo. Innamorato di fumetti, soldatini, trenini, ed ogni tipo di modellismo navale e aerodinamico, consegue la maturità scientifica nel ’72 presso il Liceo scientifico Cannizzaro e nel ’79 si laurea in Medicina. Ha ereditato la stessa passione per la musica di suo padre e del padre di suo padre. Non aspira all’agone fanatico, ama invece l’aurea mediocritas, e ammira le rare persone semplici e sincere dagli obiettivi alla loro portata e dal temperamento sereno, umano e coerente, mentre si sforza di compatire: sfrontati opinion leaders “so tutto io”, superbi, invidiosi, e quei bugiardi che minimizzando son soliti imbastire un traslato della menzogna ben consapevoli d’essere riconoscibilissimi, nonché: gli aridi, avari, arroganti, autoritari e violenti, così come i superficiali e coloro che si dicono atei per scelta o per reazione. Neanche per gli estremisti integralisti che non hanno mai dubbi ha molte simpatie. Ma…, si può stare da soli? Forse per questo vive con un occhio al futuro dei figlioli e uno al suo passato, in una condizione di perenne nostalgico ricordo di persone, parenti, luoghi cari e perfino di odori e sapori dimenticati. Golosissimo di dolci, specie quelli di Agrigento d’una volta, cui sostiene appartenere il primato siciliano, è sempre alla ricerca della “giambella” e dell’Amicizia perfetta…
Nel silenzio amavo. E-book. Formato EPUB Sara Isgrò - Aletti, 2013 -
Sara Isgrò nasce a Mazara del Vallo il 25 Settembre del 1977. Laureatasi in Architettura presso l’Università degli Studi di Palermo, si trasferisce a Roma dove consegue il diploma di Specialista in Restauro dei Monumenti. Esordisce in campo editoriale con questa silloge poetica dal titolo Nel silenzio amavo. I versi, che si avvalgono dell’uso dell’ossimoro così come quello delle sinestesie, sono tinti di un’oscura luminosità; parlano di paesaggi, di pensieri che sembrano galleggiare su un sogno, su una realtà immaginaria che però non è mai totalmente distaccata dalla vita quotidiana. L’autrice abbozza un universo affatto interiore che, pur essendo vissuto nella più profonda intimità, affiora e anzi talvolta penetra in modo prorompente nella vita di ogni giorno con desideri espressi sia in modo velato, sia in maniera più esplicita ma sempre leggera, eterea, sognante seppur non meno dolorosa e sofferta. “Mimosa ondeggia per l’aria e nel tuo oscuro grido si spezza”, scrive Isgrò e “Ti amo!… non fuggire via, anche tu. Dimmi che m’ami. «Ti aspetto!»”. Sono molti i versi che parlano di un amore perduto ma essi racchiudono in sé un doppio significato: essi traducono un senso dell’esistenza sofferto, un’esistenza lacerata da tensioni non sempre coerenti, pulsioni in antitesi fra loro che Isgrò efficacemente racconta. Desideri non realizzati che, forse, trovano conforto e si placano nel trascendente, nell’infinito amore di Dio che tutto comprende. “Dio mio, nel dolore ti cerco, nell’angoscia ti penso”. Questo microcosmo interiore, fatto di luci e di ombre, che pulsa e tende lontano, che guarda dentro di sé, non è però avulso dalla realtà; l’autrice descrive con nostalgici tratti, che si accendono di vive emozioni e dei colori dell’anima, non soltanto sogni e speranze, ma anche ciò che la circonda, una travolgente natura, che ella sa ben cogliere con la sua sensibilità. Esiste, così, un ponte fra il suo essere interiore e ciò che esiste al suo esterno. È tradotto nei suoi versi, prorompenti, quasi visionari: “…il dormire (è) un dolore insopportabile” e “…tutto è tremendamente vivo! E tutto è vita!”.