Stendhal eBooks
eBooks di Stendhal editi da Newton Compton Editori di Formato Mobipocket
Il rosso e il nero e La Certosa di Parma. E-book. Formato Mobipocket Stendhal - Newton Compton Editori, 2013 -
Introduzioni di Alberto Cappi e Attilio ScarpelliniTraduzione di Ferdinando MartiniEdizioni integraliGrande affresco dell’epoca postnapoleonica e al tempo stesso appassionato romanzo d’amore, Il rosso e il nero fu pubblicato nel 1830. La vicenda di Julien Sorel, giovane di umili natali, intelligente, sensibile, esuberante, ambizioso, che cerca di farsi largo tra la mediocrità imperante nella Francia della Restaurazione sfruttando i favori di due donne, di cui poi si innamora, è lo specchio di un tempo difficile, di una realtà ostile, di un potere politico ingiusto, di un inarrestabile svilimento morale, di una inaccettabile tirannia dell’opinione pubblica. Scritto in poco più di un mese e mezzo, dopo anni di studi, La Certosa di Parma fu accolto entusiasticamente da Balzac all’epoca della pubblicazione, nel 1839. È la vicenda di Fabrizio Del Dongo, un romanzo d’amore e insieme di cappa e spada, con tanto di duelli e avvelenamenti: dominata dall’incanto magico della passione, l’opera è la geniale improvvisazione nella quale uno scrittore giunto ormai alla fine della vita celebra e reinventa la propria giovinezza, in un inno appassionato alla felicità del singolo, anche a dispetto delle sconfitte della storia.Stendhalpseudonimo di Henri Beyle (Grenoble 1783 - Parigi 1842), partì giovanissimo per Parigi. Visse poi a lungo in Italia finché, nel 1821, tornò a Parigi e iniziò a collaborare con varie riviste. Eletto console a Civitavecchia dopo la rivoluzione del 1830, si dedicò con più libertà alla letteratura. Nel 1841, malato e stanco, chiese un congedo e tornò a Parigi, dove continuò a lavorare fino al giorno della sua morte, avvenuta nel marzo 1842.
La Certosa di Parma. E-book. Formato Mobipocket Stendhal - Newton Compton Editori, 2013 -
Introduzione di Attilio ScarpelliniTraduzione di Ferdinando MartiniEdizione integraleConsiderata, insieme a Il rosso e il nero, l’opera migliore di Stendhal, scritta in poco più di un mese e mezzo, dopo lunghi anni di studi, raccolta ed elaborazione di una gran quantità di materiale storico, documentario e cronachistico del Cinquecento e del Seicento, La Certosa di Parma venne entusiasticamente accolto da Balzac all’epoca della sua pubblicazione nel 1839. Ma la vicenda squisitamente romantica di Fabrizio Del Dongo rompe i confini del romanzo storico e tracima in un inno appassionato alla felicità del singolo, anche a dispetto delle sconfitte della storia. Romanzo d’amore e insieme di cappa e spada, con tanto di duelli e avvelenamenti, La Certosa di Parma è un libro dominato dall’incanto magico della passione, è la geniale improvvisazione nella quale uno scrittore giunto ormai alla fine della vita celebra e reinventa la propria giovinezza.Stendhalpseudonimo di Henri Beyle (Grenoble 1783 - Parigi 1842), partì giovanissimo per Parigi. Visse poi a lungo in Italia finché, nel 1821, tornò a Parigi e iniziò a collaborare con varie riviste. Eletto console a Civitavecchia dopo la rivoluzione del 1830, si dedicò con più libertà alla letteratura. La Newton Compton ha pubblicato nella collana GTE Il rosso e il nero e La Certosa di Parma.
Il rosso e il nero. Ediz. integrale. E-book. Formato Mobipocket Stendhal - Newton Compton Editori, 2014 -
Introduzione di Alberto CappiEdizione integraleGrande affresco dell’epoca postnapoleonica e al tempo stesso appassionato romanzo d’amore, Il rosso e il nero, il capolavoro di Stendhal pubblicato nel 1830, inaugura magistralmente la felice stagione del romanzo ottocentesco. La vicenda di Julien Sorel, giovane di umili natali, intelligente, sensibile, esuberante, ambizioso, che cerca di farsi largo tra la mediocrità imperante nella Francia della Restaurazione sfruttando i favori e poi innamorandosi di due donne, è lo specchio di un tempo difficile, di una realtà ostile, di un potere politico ingiusto, di un inarrestabile svilimento morale, di una inaccettabile tirannia dell’opinione pubblica. Il giudizio di Stendhal sui suoi contemporanei emerge in tal modo severo, definitivo, implacabile, anche laddove il suo coerente e vigoroso realismo si arricchisce di una passionalità spontanea, impetuosa, tipicamente romantica.«Era una donna alta, formosa; era stata la bellezza del paese, come si dice in quelle montagne. Aveva una certa aria di semplicità, e un parigino avrebbe riconosciuto della giovinezza nel suo modo di camminare; quella grazia ingenua, piena di innocenza e di vivacità, avrebbe potuto perfin suggerire idee dolcemente voluttuose.»Stendhalpseudonimo di Henri Beyle (Grenoble 1783 - Parigi 1842), partì giovanissimo per Parigi. Visse poi a lungo in Italia finché, nel 1821, tornò a Parigi e iniziò a collaborare con varie riviste. Eletto console a Civitavecchia dopo la rivoluzione del 1830, si dedicò con più libertà alla letteratura. Nel 1841, malato e stanco, chiese un congedo e tornò a Parigi, dove continuò a lavorare fino al giorno della sua morte, avvenuta nel marzo 1842.