Stendhal eBooks

eBooks di Stendhal editi da Scrivere di Formato Mobipocket

Stendhal è lo pseudonimo di Marie-Henri Beyle, nato a Grenoble nel 1783. Nel 1800, a soli diciassette anni, si unì all’esercito di Napoleone nell’Italia settentrionale, rimanendo folgorato dalla bellezza dei grandi laghi lombardi e dalla vivacità della vita culturale milanese. Dopo la sconfitta di Waterloo, nel 1815, lasciò la vita militare, stabilendosi a Milano per alcuni anni, fino al ritorno a Parigi nel 1821. Con l’avvento della monarchia liberale di Luigi Filippo, poté accedere alla carriera diplomatica e fu per lungo tempo console francese a Civitavecchia. Morì a Parigi nel 1842.
EBOOK   9788866611530

La certosa di Parma. E-book. Formato Mobipocket Stendhal   -  Scrivere, 2013  - 

Uno dei capolavori più memorabili della letteratura francese. Dopo i romanzi ambientati nella Francia contemporanea, Stendhal ritorna all'Italia, terra dell’altrove e della felicità, ultima utopia poetica. Un giovane sensibile e bello, Fabrizio del Dongo, compie il tragitto della felicità, che si adempie sia oggettivamente attraverso l'impegno nella storia sia soggettivamente attraverso il compimento pieno delle passioni della vita privata. Pubblico e privato, Waterloo e Napoleone, s’intrecciano alla passione per la contessa Sanseverina.

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EBOOK   9788866610564

La badessa di Castro. E-book. Formato Mobipocket Stendhal   -  Scrivere, 2011  - 

"La Badessa di Castro" narra l'amore travagliato tra una fanciulla di illustri origini, Elena di Campireali, costretta a farsi suora, e il brigante Giulio Branciforti, sullo sfondo della campagna romana della metà del '500. I critici letterari lo ritengono il primo, ben riuscito, lavoro di un nuovo filone artistico che troverà il suo più completo esemplare nel successivo "La Certosa di Parma". Elena, giovane fanciulla figlia dei signori di Campireali, nobile famiglia residente ad Albano ed alleata degli Orsini, si innamora di Giulio Branciforte, un giovane né ricco né bello ma generoso e passionale. Il loro amore viene ostacolato dal padre e dal fratello Fabio; la madre di Elena cerca invece di proteggere la figlia, aiutandola a nascondere le lettere che Giulio le scrive. L’amore tra i due non vacilla neanche quando Giulio confessa ad Elena di essere figlio di un brigante e di lavorare al servizio del principe Colonna, ostile agli Orsini. Nella foresta della Faiola, si svolge uno scontro tra i Colonna e gli Orsini al quale partecipano, su fronti opposti, sia Giulio che Fabio: Giulio cerca di evitare ogni contatto con Fabio ma quest’ultimo lo provoca e lo sfida a duello: Giulio reagisce e per difendersi uccide. Ad Elena viene fatto credere che Giulio abbia deliberatamente ucciso il fratello; per evitare contatti, la giovane viene inviata dai genitori nel convento della città di Castro. Fabio viene informato del trasferimento di Elena. Riesce a farle pervenire una lettera nella quale fornisce la sua versione dei fatti e chiede ad Elena di fuggire con lui. La giovane accetta. Giulio organizza il rapimento di Elena dal convento.

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EBOOK   9788866610465

La Certosa di Parma. E-book. Formato Mobipocket Stendhal   -  Scrivere, 2011  - 

Uno dei capolavori più memorabili della letteratura francese. Dopo i romanzi ambientati nella Francia contemporanea, Stendhal ritorna all'Italia, terra dell’altrove e della felicità, ultima utopia poetica. Un giovane sensibile e bello, Fabrizio del Dongo, compie il tragitto della felicità, che si adempie sia oggettivamente attraverso l'impegno nella storia sia soggettivamente attraverso il compimento pieno delle passioni della vita privata. Pubblico e privato, Waterloo e Napoleone, s’intrecciano alla passione per la contessa Sanseverina. Perseguitato dal potere oscurantista e dispotico che regna a Parma, imprigionato e condannato a morte, Fabrizio incontra l’amore proprio in prigione nella figura di Clelia Conti, la figlia del governatore della fortezza. Liberato da qui dalla contessa Sanseverina, con una fuga romanzesca, dopo molte tribolazioni e sofferenze, finirà per trovare il suo unico amore. La contessa Sanseverina è il personaggio centrale del romanzo, e Italo Calvino la indica paradossalmente come «il più grande personaggio femminile della... letteratura italiana» La Sanseverina è una romantica che incarna nei rapporti personali l’ideale napoleonico o, per lo meno, quel principio come viene inteso e sublimato da Stendhal. La grande passione della sua vita è il suo sentimento per Fabrizio, che è più di un amore incestuoso, pur essendo certamente anche questo. In virtù della forza di un altro essere essa vorrebbe tornare alla condizione della sua giovinezza, non per dominare Fabrizio ma per entrare in comunità spirituale con lui. Essa ammira la generosità, l’impetuosità, la gaiezza, la passione - e una certa mancanza di scrupoli e di pietà nel conquistarsele. Alla fine del libro, essa accetta il suo destino che è quello di sposare Mosca e abbandonare Fabrizio. Come si esprime mirabilmente Stendhal «la contessa, a farla breve, appariva esteriormente felice in tutti i sensi». Nel disegnare il personaggio con un’affettuosità di cui è difficile trovare l’uguale in letteratura, Stendhal ci lascia capire che dovunque la passione sia piena e vitale, la moralità ne soffre un po’. La Sanseverina sembra oltrepassare spesso i confini della morale; ma abbiamo l’impressione che nel suo caso si tratti di una impenetrabilità alle esigenze morali, come se fosse una qualche maestosa forza di natura.

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