Tommaso eBooks
eBooks di Tommaso editi da Luigi Pellegrini Editore di Formato Mobipocket
Cielo di piombo. E-book. Formato Mobipocket Tommaso Orsimarsi - Luigi Pellegrini Editore, 2018 -
Il ricordo di Vincenzo, ex Guardia di Pubblica Sicurezza, corre a quel giorno della fine degli anni ’70 e a quella ferrovia che lo avrebbe riportato al suo paese di origine in Calabria. Un terrorista, ferendolo nella Torino delle manifestazioni e delle proteste, aveva segnato il suo destino. Reso inabile a svolgere il suo lavoro, avrebbe occupato un posto da impiegato civile nell’Amministrazione dello Stato. Sono anni furibondi caratterizzati da un fermento che rende incerto perfino “l’ordine delle cose”. Vincenzo, da ‘sciancato’, guarda agli avvenimenti nazionali e mondiali dalla sua piccola Artemisia che, se pur appare immobile, corre verso le mode della società. Le limitazioni fisiche non lo sconfortano e, con l’acume dello “sbirro”, compie un percorso introspettivo che lo porterà ad analizzare il valore della giustizia, il ruolo dell’informazione e le grandi scelte di una nazione di fronte ad un mondo che cambia. Gli eventi si susseguono e, tra questi, nel marzo del 1981 la riforma del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza della Polizia di Stato che gli faranno comprendere quanto abbia contribuito a quel fondamentale cambiamento.
L'imbroglio. Marco Berardi il re della Sila. E-book. Formato Mobipocket Tommaso Orsimarsi - Luigi Pellegrini Editore, 2016 -
È la metà del sedicesimo secolo. Nella battaglia a campo aperto di Crotone Marco Berardi, il Re Marcone, scompare misteriosamente. Molti lo vogliono morto, appeso in una gabbia al campanile della chiesa di San Francesco d’Assisi di Cosenza. Se così fosse, il Principe di Cerchiara, Fabrizio Pignatelli, lo avrebbe sconfitto e avrebbe assolto il delicato compito assegnatogli dal vicerè, che non aveva accettato la creazione di un regno nel regno con tanto di proclami e moneta. Ma i suoi briganti hanno bisogno di certezze: dov’è finito il loro Re Marcone? Una ricerca affannosa a ripercorrere i luoghi nei quali ha agito la banda-esercito all'inseguimento di verità possibili: Re Marcone si è unito ai pirati turcheschi? Sta tentando di riorganizzare i ribelli albanesi? È andato ad incontrare Marco Sciarra o è ritornato con la sua Giuditta a San Sisto per difendere i precetti valdesi? Sullo sfondo un viceregno assai complesso, la caoticità delle città rispetto alle tranquille montagne silane, il brulichio delle contrapposte dispute teologiche, scomuniche, condanne di eresia, stragi, cacciate degli ebrei, gli eccessi di una amministrazione vicereale, l’avidità dei feudatari, gli interessi di una Curia bramosa di poteri e averi. E soprattutto il grande affascinante mistero di Re Marcone.
Sacro fuoco. Storie di libertà di stampa. E-book. Formato Mobipocket Tommaso Scicchitano - Luigi Pellegrini Editore, 2014 -
Amici di Alessandro e colleghi di lavoro si riuniscono, ad un anno da quel dannato 15 marzo 2013, per comporre un affresco a più mani sulla libertà di stampa in Calabria e sulle trame complesse che si intrecciano nella pubblicazione di una notizia o nella sua manipolazione o, addirittura, nella sua omissione... La manipolazione delle notizie è consuetudine in molte redazioni d’Italia, e la Calabria veste una maglia nera. Alessandro Bozzo ha pagato in prima persona l'opposizione a questa nefanda e nefasta consetuidine. Lui, capace di appiccare il sacro fuoco della passione giornalistica nell’animo di compagni di viaggio più timorosi. Nelle pagine della sinossi Rosamaria Aquino racconta delle tribolate condizioni di lavoro dei cronisti calabresi e dell’abitudine alle ingerenze dell’editore e dei politici suoi sodali. Una sciagurata abitudine che porta alla censura self made, la piaga verso cui si ha il dovere morale di reagire. I giornalisti che non fanno i giornalisti si devono sentire in colpa. Mestiere complicato quello del cronista, perché alcune volte si è tenuti a condurre delle controinchieste sulle verità ufficiali offerte dalla procura e dalla stampa pigra – come spiega Arcangelo Badolati. Gabriele Carchidi ripercorre le prime stagioni di “Calabria Ora”, mostrando,senza peli sulla lingua, la pressante influenza dell’editore. Marco Cribari invita ad amare la verità, l’autentico: la verità vale più della libertà perché si può anche essere liberi di scrivere cose non vere. L’affetto degli amici, per Alessandro, è vivissimo. Eleonora Formisani ricorda la sua meticolosità, il suo "voler vederci chiaro". Eugenio Furia mette a fuoco l’Alessandro compagno di scrivania, in redazione, i consigli dati, i suoi convincimenti, le sue arrabbiature, i suoi slanci purissimi. Sacro fuoco della passione per la scrittura e per il racconto giornalistico. E per il tennis, anche. E per il Canada, e per Donnici. L’obbligatorietà della sincerità e dell’esattezza, nella cronaca giudiziaria, emerge nella nota di Roberto Grandinetti, “avversario” di Bozzo nei corridoi della procura. La voglia di raccontare le "cose come stavano", e non come qualcun altro avrebbe preferito, è la protagonista delle storie narrate da Camillo Giuliani e da Pablo Petrasso, storie coinvolgenti che mostrano cosa sia l’urgenza della verità e come non sia sopprimibile. Lucia Serino fa notare, con accortezza, che in questo mondo popolato dai social, dove tutti siamo bravi a condividere, è fondamentale chiedersi chi va a scovare i contenuti scomodi. C’è sempre un giornalista coraggioso che va a smuovere la crosta che copre le cose che qualcuno vuole tenere all’oscuro. Poi siamo tutti bravi a condividere. Conclude Alfredo Sprovieri, con uno schizzo che racchiude tutto Alessandro: «Frasi corte e pochi aggettivi, cazzo».