Adriana Cavarero eBooks

eBooks di Adriana Cavarero editi da Bur

Già ordinaria di Filosofia politica all’Università di Verona, è attualmente professoressa onoraria e presidente del comitato scientifico dell’“Hannah Arendt Center for Political Studies” presso lo stesso ateneo. È stata visiting professor presso molte università straniere, fra le quali la New York University e l’University of California Berkeley. Studiosa di Platone e Hannah Arendt, è una figura di spicco del “pensiero della differenza sessuale”. Fra le sue pubblicazioni ricordiamo: Diotima. Il pensiero della differenza sessuale (1987), Tu che mi guardi, tu che mi racconti (1997), Corpo in figure. Filosofia e politica della corporeità (2003), Orrorismo. Ovvero della violenza sull’inerme (2007), Inclinazioni. Critica della rettitudine (2011), Platone (2018), Democrazia sorgiva. Note sul pensiero politico di Hannah Arendt (2019).
EBOOK   9788858647073

Barbarie. La nostra civiltà è al tramonto?. E-book. Formato EPUB Adriana Cavarero   -  Bur, 2013  - 

Chi è, oggi, il vero barbaro? È colui che insidia e minaccia la nostra civiltà? È l'altro da noi, è il diverso, è lo straniero? O l'autentica barbarie si annida, oggi più che mai, in questo nostro Occidente che reca anche nel nome l'annuncio del tramonto? Per i Greci, barbaros è in origine "colui le cui parole somigliano a un balbettio": è colui la cui lingua non si comprende. Servono secoli di propaganda perché il barbaro divenga, nell'immaginario collettivo, l'opposto del presunto uomo civile, il nemico contro cui condurre presunte "guerre di civiltà". O, peggio, "di pace". Più che mai attuali, dunque, le parole di un antico "barbaro" oppositore dell'imperialismo romano, di cui serba memoria Tacito: "il massacro e la rapina li chiamano 'impero', e dove fanno il deserto, la chiamano 'pace'". Più che mai attuali le accuse che i barbari Troiani, per voce di Euripide, rivolgono contro i Greci: "siete voi i veri barbari". Forse noi, non "barbari" ma malati di civiltà, siamo tornati nostro malgrado all'etimo del termine "barbarie": siamo barbaroi perché la nostra lingua non si comprende più; perché le nostre parole non rivelano ma nascondono la realtà.

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EBOOK   9788858647080

Barbarie. La nostra civiltà è al tramonto?. E-book. Formato PDF Adriana Cavarero   -  Bur, 2013  - 

Chi è, oggi, il vero barbaro? È colui che insidia e minaccia la nostra civiltà? È l'altro da noi, è il diverso, è lo straniero? O l'autentica barbarie si annida, oggi più che mai, in questo nostro Occidente che reca anche nel nome l'annuncio del tramonto? Per i Greci, barbaros è in origine "colui le cui parole somigliano a un balbettio": è colui la cui lingua non si comprende. Servono secoli di propaganda perché il barbaro divenga, nell'immaginario collettivo, l'opposto del presunto uomo civile, il nemico contro cui condurre presunte "guerre di civiltà". O, peggio, "di pace". Più che mai attuali, dunque, le parole di un antico "barbaro" oppositore dell'imperialismo romano, di cui serba memoria Tacito: "il massacro e la rapina li chiamano 'impero', e dove fanno il deserto, la chiamano 'pace'". Più che mai attuali le accuse che i barbari Troiani, per voce di Euripide, rivolgono contro i Greci: "siete voi i veri barbari". Forse noi, non "barbari" ma malati di civiltà, siamo tornati nostro malgrado all'etimo del termine "barbarie": siamo barbaroi perché la nostra lingua non si comprende più; perché le nostre parole non rivelano ma nascondono la realtà.

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