Albert eBooks
eBooks di Albert editi da Minerva
Gardini il corsaroStoria della Dynasty Ferruzzi: da Serafino alla Montedison e a Enrico Cuccia. E-book. Formato EPUB Alberto Mazzuca - Minerva, 2023 -
Raul Gardini era soprannominato “il Corsaro” per le sue scorribande in Borsa che lo portarono dalla Ferruzzi alla conquista della Montedison e all’assalto della Enimont.Il 23 luglio 1993, poco prima dell’arresto richiesto dai magistrati di “Manipulite”, morì insanguinando la storia della “dynasty Ferruzzi”, ossia delle due famiglie imparentate (i Gardini e i Ferruzzi) tra le più ricche e potenti d’Italia, al pari degli Agnelli. Gardini era un uomo libero e un po' “anarcoide”, combattente e amante delle sfide. Proprio questa sua ambizione lo portò a scontrarsi con i poteri forti, politici e finanziari, dai quali fu sconfitto tragicamente. Questo libro ripercorre le vicende del “Corsaro” che non possono prescindere da quelle di Serafino Ferruzzi, nè tanto meno dalla vicenda Montedison e dalla storia politica, finanziaria e industriale del nostro paese.Gardini con la sua storia è l’esempio lampante di quel capitalismo all’italiana in cui gli imprenditori sono padri-padroni, i banchieri vanno a braccetto con i politici e questi ultimi pensano soltanto ai propri interessi.A vent’anni dalla morte di Raul Gardini, il quadro non è migliorato, anzi peggiorato.
Mussolini-Bombacci. Compagni di una vita. E-book. Formato EPUB Alberto Mazzucca - Minerva, 2023 -
Gennaio 1921, con la fondazione a Livorno del Partito comunista d’Italia, si consumò definitivamente il divorzio politico tra due romagnoli doc. Se Nicola Bombacci diventò, cent’anni fa, il “Lenin d’Italia”, Benito Mussolini rispose poco dopo (ottobre 1922) con la marcia su Roma che lo proclamò il “duce d’Italia”: furono grandissimi avversari per molti anni ma restarono ugualmente – come solo in Romagna succede – compagni di una vita fino alle loro contemporanee sentenze di morte.Se Bombacci diventò, infatti, il nemico “numero uno” dei camerati di Benito che cantavano «con la barba di Bombacci faremo spazzolini per lucidare le scarpe di Mussolini», il figlio del gendarme pontificio e il figlio del fabbro non si persero mai di vista, anche quando cominciarono a fronteggiarsi su sponde opposte a cominciare dalla scelta interventista del tribuno di Predappio del 1914.E dopo che, negli anni Venti, Nicolino cadde in disgrazia tra i comunisti italiani (ma non in Russia), Benito non mancò mai di sostenere dietro le quinte il suo vecchio compagno ridotto quasi sul lastrico. D’altra parte, se Lenin continuò ad apprezzare il duce anche dopo la marcia su Roma, dicendo che «in Italia c’era un solo socialista capace di fare la rivoluzione: Benito Mussolini», il merito è stato tutto dell’uomo di Civitella che fece stringere subito i rapporti commerciali tra Roma e Mosca.E, dopo il 25 luglio, quando Mussolini finì a Salò, Bombacci lo seguì: di nuovo insieme fino alla morte.