Alberto Nessi eBooks

eBooks di Alberto Nessi editi da Interlinea

Alberto Nessi (Mendrisio, 1940) è cresciuto a Chiasso e vive nella Valle di Muggio. Tra i maggiori scrittori svizzeri di lingua italiana, si è sempre impegnato nella vita culturale e civica cantonale e nazionale. Con le Edizioni Casagrande ha pubblicato i romanzi "Tutti discendono" (1989, nuova ed. 2012), "La Lirica" (1998) e "La prossima settimana, forse" (2008), tutti più volte ristampati e tradotti in varie lingue; le raccolte di racconti "Fiori d’ombra" (1997, nuova ed. 2016) e "Miló" (2015, Premio Frontiere-Grenzen, finalista Premio Chiara); tre raccolte di poesie, confluite in gran parte nell’antologia "Ladro di minuzie. Poesie scelte" (2010); le filastrocche "Rime facili per grandi e piccini" (2018, con le illustrazioni di Albertine Zullo); "Corona Blues. Diario dell'anno 2020" (2020) e la graphic novel "Ti chiamavano Cenzìn" (2020, con le illustrazioni di Hannes Binder. Sempre per Casagrande ha inoltre curato l’antologia di testi della Svizzera italiana "Rabbia di vento" (1986). Nel 2016 ha ricevuto per l’insieme della sua opera il Gran premio svizzero di letteratura, il più importante riconoscimento svizzero in ambito letterario.
EBOOK   9788868571894

Un sabato senza dolore. E-book. Formato EPUB Alberto Nessi   -  Interlinea, 2018  - 

«Partire la mattina presto» è l’atto con cui Alberto Nessi, poeta vincitore del Gran Premio svizzero di letteratura 2016, inizia il viaggio in treno che conduce il lettore lungo paesaggi naturali e incontri umani. Questo libro è come uno scompartimento che offre un campionario di tipi e di sentimenti, di oggetti e di visioni: così capita che «la purezza della neve nel cielo / si scontra con l’oscenità del giornale». Alla ricerca della «parola che non tradisca la sua genesi» l’autore sa raccontare con la semplicità e la saggezza di chi è abituato a vivere in bilico fra attese e delusioni, in una terra spirituale di confine. Gli capita d’incontrare anche migranti clandestini: «quante volte ci morderà la rete ancora il cuore?» E alla fine deve constatare che «non vedrò più la viaggiatrice senza bagaglio / che avrebbe tante cose da raccontarmi» perché «deve scendere». È il destino di tutti, ben racchiuso in poesie scritte «forse un po’ come ballare il tango».

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