Aldo Capitini eBooks

eBooks di Aldo Capitini editi da Il Ponte Editore

Aldo Capitini (Perugia, 1899-1968) è una figura centrale del Novecento italiano, importante attivista e teorico della nonviolenza. Oppositore religioso al fascismo, viene espulso dalla Normale di Pisa per aver rifiutato di prendere la tessera del Partito fascista ed è arrestato più volte per avversione al regime. Subito dopo la liberazione di Perugia, nel 1944, Capitini costituisce il primo Centro di orientamento sociale (COS), in cui si tengono assemblee aperte a tutti sulle questioni amministrative e sociali, promuovendo forme di democrazia diretta attraverso la costituzione di consigli di quartiere e centri sociali. Conduce la battaglia per il riconoscimento dell’obiezione di coscienza e lavora alla diffusione della nonviolenza, del vegetarianesimo e del dialogo interculturale. Nel settembre 1961 organizza la prima Marcia per la pace e la fratellanza dei popoli Perugia-Assisi, cui partecipano migliaia di persone, ancora oggi un appuntamento centrale per i movimenti pacifisti.
EBOOK   9791224479291

Antifascismo tra i giovani. E-book. Formato EPUB Aldo Capitini   -  Il Ponte Editore, 2026  - 

Pubblicato nel 1966 dalle edizioni Célèbes di Trapani, Antifascismo tra i giovani non è stato più ristampato, pur costituendo una testimonianza storica preziosa sull’onda lunga della cospirazione antifascista, dagli anni venti alla Resistenza, alla Liberazione.Il volume ha una lunga preparazione. Già nel 1952, il 6 maggio, Capitini scrive a Emilio Lussu, Gaetano Salvemini, Ignazio Silone, Concetto Marchesi, Ada Gobetti, Carlo Ludovico Ragghianti e altri protagonisti dell’antifascismo e della Resistenza proponendo di raccogliere in un libro dal titolo Perché abbiamo contrastato il fascismo testimonianze di «antifascisti di ogni corrente», mai stati iscritti al partito fascista, per trasmettere ai «giovani (trascurati dai governi e dai politici dal ’44 in poi), e ai giovanissimi» le esperienze dei giovani e meno giovani che negli anni venti-quaranta avevano maturato una coscienza politica antifascista.La domanda era: perché, come, per quali percorsi, siamo diventati antifascisti, come lo siamo stati? Alla proposta di Capitini rispondono in molti, con una grande varietà di voci: da Lelio Basso ad Augusto Monti, da Emilio Lussu a Sandro Pertini, Umberto Morra, Lionello Venturi, Lucio Lombardo Radice, Bruno Zevi, Barbara Allason, Umberto Zanotti Bianco e tanti altri. Alla pubblicazione del volume è interessato Giangiacomo Feltrinelli, al quale Capitini trasmette i testi, che vanno perduti; di numerose testimonianze Capitini ha consegnato gli originali senza conservarne una copia. Il progetto così si interrompe.Nel corso del 1959 Capitini comincia a rielaborare la sua lunga esperienza dell’antifascismo, per testimoniarla e documentarla, convinto che nell’Italia del boom economico e del consumismo dilagante sia necessario trasmettere ai giovani conoscenze e informazioni. La destra fascista è di nuovo presente e attiva, soprattutto tra gli studenti universitari e nei licei, e si stanno stringendo i rapporti tra la Dc e il Msi; a sinistra, l’esaltazione del solo momento della lotta armata nel 1943-45, certo fondamentale, rischia di far dimenticare i lunghi anni di preparazione della Resistenza. I percorsi storici sono piú lunghi e complessi. Nel gennaio 1960 pubblica su «Il Ponte», la rivista fondata da Calamandrei a cui collabora dal 1945, un primo articolo di bilancio storico, La mia opposizione al fascismo, seguito da un secondo articolo, Gli anni della grande speranza, nel numero di dicembre. Negli anni successivi terrà aperto questo prezioso “cantiere della memoria”, fino a ricostruire in Antifascismo tra i giovani un quadro organico della cospirazione antifascista e del liberalsocialismo dagli anni trenta alla Liberazione, all’immediato dopoguerra: una miniera di informazioni su persone, collegamenti, idee. In appendice al volume recupera alcune delle testimonianze raccolte tra il 1952 e il 1956 e ne aggiunge altre successive.

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EBOOK   9791224479307

Nuova socialità e riforma religiosa. E-book. Formato EPUB Aldo Capitini   -  Il Ponte Editore, 2026  - 

Pubblicato da Einaudi nel 1950 e mai piú ristampato, Nuova socialità e riforma religiosa è un libro fondamentale nel percorso capitiniano. Già nel 1944, presumibilmente nell’autunno-inverno, Capitini pensa a un volume in cui collegare la lunga esperienza dell’antifascismo liberalsocialista al nuovo esperimento in corso dei Centri di Orientamento Sociale che ne è il coerente sviluppo. In un appunto conservato all’Archivio di Stato di Perugia indica titolo e testi da raccogliere. Due titoli possibili: Nuova socialità oppure Orientamenti di vita sociale. Pensa di aprire il volume con lo scritto clandestino del 1937 Liberalsocialismo, poi pubblicato anonimo, con la firma «dall’Italia», nei «Quaderni italiani», a cura di Bruno Zevi, Boston 1942. Seguivano, nel progetto del 1944, lo scritto “Discorso del Natale 1943”, qui con il titolo L’unità del mondo e le sue giustificazioni interiori, e altri scritti di carattere politico-filosofico, concludendo con un capitolo sull’esperienza dei Centri di Orientamento Sociale, iniziata a Perugia il 17 luglio 1944.Nel 1948-49 Capitini riprende l’idea del volume pensato nel 1944, che diventa Nuova socialità e riforma religiosa, con l’aggiunta di una parte dedicata ai temi della «riforma religiosa»: sostanzialmente conclusa l’esperienza dei C.O.S., di cui traccia una dettagliata analisi nello scritto del 1948 Origine, caratteri e funzionamento dei C.O.S., è ora impegnato nell’esperienza dei Centri di Orientamento Religioso come strumenti di decostruzione dell’egemonia cattolica in Italia, in un paese che non ha mai avuto una Riforma ma soltanto una Controriforma, per liberare dal confessionalismo una libera religiosità come aggiunta alla dimensione politico-sociale della realtà; è questa per Capitini un’integrazione indispensabile della prospettiva liberalsocialista, una sua apertura necessaria alla «realtà di tutti», liberata dai condizionamenti sociali e ideologici dell’esistenza umana.Il volume esce nel 1950, l’«Anno santo», a due anni dalla sconfitta elettorale delle sinistre nel 1948. Dal 1947 Capitini è di nuovo a Pisa, alla Scuola Normale Superiore, in una condizione di sostanziale isolamento. Esautorato dal ruolo di commissario straordinario dell’Università per Stranieri di Perugia, esaurita l’esperienza dei C.O.S., Capitini si fa «centro» e prosegue in condizioni nuove la sua ricerca di libero religioso e rivoluzionario nonviolento. La rielaborazione del suo percorso esistenziale, filosofico e politico dagli anni venti in poi è indispensabile per insistere sulle conoscenze «acquisite» e resistere al clima di restaurazione di un’Italia ormai lontana dalle grandi speranze di cambiamento politico e culturale del 1944-46. La radicalità delle proposte di Nuova socialità e riforma religiosa, per una democrazia «dal basso», per un socialismo libertario e non statalista, per un aperto sviluppo delle potenzialità umane, confligge con una nuova chiusura della società italiana. 

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