Alessandro Luzio eBooks
eBooks di Alessandro Luzio editi da Paperleaves
Isabella d'Este: La sua corte e i suoi tempi. E-book. Formato EPUB Alessandro Luzio - Paperleaves, 2025 -
D'opere illustri e di bei studî amica, Ch'io non so ben se più leggiadra e bella Mi debba dire, o più saggia e pudica, Liberale e magnanima Isabella, Che del bel lume suo dì e notte aprica Farà la terra che sul Menzo siede Con questi versi Lodovico Ariosto celebrava Isabella d'Este nell'Orlando furioso, lodandone la cultura e il mecenatismo. E Isabella, primogenita di Ercole I d'Este duca di Ferrara e di Eleonora d'Aragona, era realmente molto colta: fin da giovanissima venne educata da illustri precettori, come l'umanista Battista Guarino, con cui studio storie e letteratura classica, teologia, filosofia; imparò il greco e il latino ma anche musica, canto e danza. Sedicenne sposò il marchese di Mantova, Francesco II Gonzaga, e nella sua nuova corte Isabella, continuando la tradizione della sua famiglia, intessé relazioni con alcuni tra i più grandi letterati (Ludovico Ariosto, Pietro Bembo, Baldassare Castiglione) e artisti (Tiziano, Mantegna, Leonardo) e costituendo una delle più grandi collezioni d'arte dell'epoca; fu anche una innovatrice della moda, sua l'invenzione della capigliara, imitata dalle altre dame. Fu inoltre un'abile diplomatica e mantenne importanti relazioni politiche; che le permisero, tra l'altro, di reggere le sorti del suo piccolo stato durante la prigionia del marito. Non è quindi immotivato l'elogio di Niccolò da Correggio che la definì "la prima donna del mondo". Gli storici Luzio e Renier pubblicarono tra la fine dell'800 e i primi del '900 numerosi saggi sulla marchesa di Mantova, tra i quali quelli presenti in questa pubblicazione, aiutati anche dalla copiosa documentazione dell'Archivio Gonzaga.
Buffoni, nani e schiavi dei Gonzaga ai tempi d'Isabella d'Este. E-book. Formato EPUB Alessandro Luzio - Paperleaves, 2024 -
Fu già notato, e assai bene, come lo sviluppo dell'individualismo recasse seco nel glorioso nostro rinascimento il fiorire dei motti, delle facezie, delle burle, di tutto insomma quello spirito della beffa, che un Pontano stimò utile codificare nel suo De Sermone ed un Castiglione giudicò, entro certi limiti, elemento urbano e piacevole nelle corti. Le facezie si raccolsero, si riprodussero, si divulgarono, divennero tradizionali, e con esse certi nomi di uomini sollazzevoli o di buffoni. Un cronista celebre di Perugia, il Matarazzo, notava alla fine del secolo XV essere dicevole alla magnificenza d'un gran signore il possedere, oltreché cavalli, cani, sparvieri, bestie feroci, anche buffoni. [...] Scopo di quest'articolo e di porre in luce, con la scorta di documenti, i buffoni della corte mantovana al tempo d'Isabella d'Este Gonzaga, che vi giunse sposa sedicenne nel 1490 e vi mori nel 1539. Non sarà purtroppo una storia seguita quella che potremo tessere, ma piuttosto una serie di spigolature, che le memorie di quei bizzarri personaggi, tanto cari ai signori del tempo, ci giunsero frammentarie e con molte lacune. Né solo ci occuperemo di quelli che in Mantova dimorarono abitualmente, ma terremo conto eziandio di coloro che vi passarono o di cui giunsero notizie alla corte mantovana. Gli stessi vincoli di parentela che nell'ultimo decennio del secolo XV legarono le famiglie degli Este, degli Sforza e dei Gonzaga pei matrimoni di Isabella d'Este con Francesco Gonzaga, di Anna Sforza con Alfonso d'Este, di Beatrice d'Este col Moro, spiegano i continui passaggi dei buffoni in quel tempo dall'una all'altra di queste tre corti, onde noi, per adottare un criterio qualsiasi di divisione, ci atterremo alla cronologia, e prima discorreremo dei buffoni fioriti nel secolo XV e nei primi anni del XVI, poi di quelli, che formano un gruppo speciale, vissuti più addentro nel cinquecento.