Andrea Romano eBooks
eBooks di Andrea Romano editi da 66Thand2nd
Sangue: Storia di Anna. E-book. Formato EPUB Andrea Romano - 66Thand2nd, 2025 -
Tarquinia, 18 maggio 1976. Anna Francia, in Romano, e Stefano Mecarini viaggiano insieme a bordo di una 127 verde. Non si conoscono, non hanno mai scambiato neanche una parola, a farli sedere uno accanto all’altra in quel caldo pomeriggio primaverile è stato un colpo del destino. Lei è un’elegante signora borghese, moglie di un diplomatico spesso in missione all’estero. Lui è un sedicenne con molti problemi, che porta su di sé il peso di un inestinguibile complesso di inferiorità. Si trova su quell’auto solo perché suo nonno gli ha chiesto di aiutare la donna in un trasloco. Nessuno dei due sa ancora che da quell’incontro scaturirà un brutale femminicidio, che vedrà in lei la vittima e in lui il carnefice. Avvenuto a distanza di qualche mese e a centocinquanta chilometri dal delitto del Circeo, l’assassinio di Anna non ha certo la stessa eco sui giornali, anzi pare da subito attivamente dimenticato. Stefano, minorenne, viene giudicato «immaturo» e se la cava con una pena lieve. La tragedia, però, ha conseguenze molto profonde su tutte le persone coinvolte, e da essa dipenderà in un certo senso anche la nascita di Andrea Romano, figlio del diplomatico che si risposerà dopo la perdita della prima moglie. Ora, a quasi cinquant’anni di distanza, Andrea prova a riannodare i fili di un delitto che ha stravolto per sempre una famiglia, e ne ha creata indirettamente una nuova. Un racconto personale che coinvolge e commuove, un femminicidio che ci porta dentro l’Italia degli anni Settanta, tra pregiudizi radicati e istanze di cambiamento nella società.
Batistuta, l’ultimo centravanti. E-book. Formato EPUB Andrea Romano - 66Thand2nd, 2023 -
Gabriel Omar Batistuta, un nome da scandire ad alta voce, un nome che risuonava come una condanna per i difensori avversari e come un grido di battaglia per i tifosi. Era un calcio molto diverso, era una Serie A ancora ricchissima, e persino sprecona, centro del mondo e irresistibile calamita per i talenti più grandi: in quell’èra mitica, prima che il nove diventasse «falso», prima che l’attaccante diventasse lo spazio, l’area di rigore era il regno del centravanti, il territorio di caccia dell’attaccante vero. Forte fisicamente ma non necessariamente dotato di tecnica sopraffina, il 9 aveva un solo compito: buttarla dentro, in un modo o nell’altro: con grazia o malagrazia, con il destro o il sinistro (o con qualunque altra parte del corpo), con potenza o prepotenza, o anche con astuzia. Ma il gol doveva arrivare. Batistuta, campione argentino che ha vissuto tutta la parte più importante e felice della sua carriera in Italia, è stato l’ultimo grande centravanti classico della storia del gioco: il suo influsso è stato talmente grande da venir identificato con il ruolo e il numero cucito sulla sua schiena. Faccia da Gesù Cristo e criniera da Re Leone, Gabriel ha lottato con tutto il suo furore per non estinguersi in un calcio che stava cambiando velocemente, non più ancorato a punte che usavano le gambe come clave per abbattere la porta avversaria. «Batigol» ha vinto e ha perso, ma soprattutto ha combattuto in ogni partita, e il suo mito ha attraversato due decenni per continuare a splendere fino ai nostri giorni.