Angelo Consolo eBooks
eBooks di Angelo Consolo editi da Kimerik
Il Ponte sullo Stretto? l’opportunità di una riconsiderazione del progetto. E-book. Formato EPUB Angelo Consolo - Kimerik, 2021 -
La «vexata quaestio» del ponte sullo Stretto di Messina è tornata ancora una volta alla ribalta della cronaca italiana. È quasi una moda che si ripete periodicamente. Con intervalli all’incirca decennali. Lo scenario, sinora, è sempre lo stesso. Qualcuno, per lo più, della compagine governativa, rilancia l’idea. La stampa se ne fa cassa di risonanza. Intervengono altri politici, favorevoli o contrari alla costruzione del ponte. Vengono interpellati ingegneri e architetti di grido. Ognuno dice la sua. Ma, dopo un po’, il dibattito, più o meno vivace, si affievolisce sino al silenzio più totale. Cala il sipario e il progetto rientra nel mondo dell’utopia. Se ne riparlerà, al massimo, fra un altro decennio. A occuparsi in questo libro della vicenda, tanto antica, quanto ripetitiva, è ora il moralista Angelo Consolo, attento studioso di Luigi Sturzo. Egli, fuori dal coro e non senza qualche punta di ironia, ricorda che proprio il grande statista siciliano, sin dal 1954, aveva affrontato, con la sua nota autorevolezza, lo spinoso problema e ne aveva anche indicato una concreta soluzione. Fonte principale del saggio di Consolo è una lettera dello stesso Sturzo al reverendo Felix A. Morlion, rettore allora dell’Università Internazionale di Studi Sociali (LUISS) di Roma e promotore di un “forum” sull’eventuale investimento privato italo-americano per la realizzazione della gigantesca opera. La lettera, pubblicata nel 2015 da Giovanni Palladino presso la casa editrice Rubbettino, rivela la chiara visione che il fondatore del Partito Popolare Italiano ha della Sicilia del secondo dopoguerra e dell’opportunità sociale ed economica di una cooperazione internazionale, specialmente con gli Stati Uniti d’America, per un rilancio dell’isola e per la stessa costruzione del ponte calabro-siculo. Certo, questo non fu il solo intervento di Sturzo a favore del ponte. Altre volte egli, anche parlando a braccio o in conversazioni private, dovette esprimere sull’argomento la sua opinione di siciliano e di esponente politico nazionale. Ma, come Consolo lascia bene intuire nel commento alla lettera, rimasta in oblio per 48 anni, ci troviamo di fronte a un documento che testimonia, qualora ce ne fosse bisogno, non solo con quale e quanto realistico ottimismo Sturzo fosse attratto dall’idea di un possibile, efficiente collegamento della Sicilia alla terraferma, ma anche come e quanto egli, a più ampio raggio, fosse attaccato alla sua terra auspicandone un progresso morale e sociale. Particolare merito del libro, oltre a quello di metterci a conoscenza di una pagina sturziana quasi inedita, consiste nel recuperare la memoria di un episodio del periodo più promettente per l’attuazione del ponte, coincidente con il 1968, allorquando sei progetti furono approvati dalla Regione Siciliana. Tra questi il pregiato lavoro di Giuseppe Fichera, sul quale Angelo Consolo, disponendo di interessanti carte, si sofferma nei dettagli e si dice convinto che se Sturzo - scomparso, purtroppo, nel 1959 - l’avesse potuto conoscere ne «avrebbe dato il plauso». Il nuovo originale tassello che viene fuori dalla costante e proficua ricerca di Consolo, portato a mettere in risalto aspetti e tematiche poco noti del sociologo calatino, continua ad arricchire il profilo di Luigi Sturzo, uomo di azione e di pensiero, confermando, a più di mezzo secolo dalla morte, la validità, l’attualità e l’attuabilità delle sue proposte. E, prima fra tutte, quella, ben ponderata e documentata, concernente la costruzione, sempre discussa e sempre rinviata, del ponte sullo Stretto di Messina. Eugenio Guccione Università degli Studi di Palermo
Stupor Mundi Federico II. E-book. Formato EPUB Angelo Consolo - Kimerik, 2019 -
1194. Nella piazza principale della cittadina di Jesi, in provincia di Ancona, sotto una tenda, nasce Federico II, un personaggio che sarà stimato come uno tra i più carismatici della Storia. Il lettore si ritrova immediatamente immerso in un Medioevo che ruota attorno alla figura dello Stupor Mundi, che attraverso il suo incredibile carisma si è fatto innovatore del suo tempo. In una trattazione in cui Storia e leggenda si intrecciano, sorgono domande a cui soltanto il lettore, attraverso l’immaginazione, può rispondere.
Dante e Sturzo. E-book. Formato EPUB Angelo Consolo - Kimerik, 2022 -
Luigi Sturzo non avrebbe mai pensato di paragonarsi a Dante Alighieri. L’umiltà e il senso del limite, propri del suo carattere, lo avrebbero anche indotto a dissuadere chiunque avesse osato un tale confronto o avesse soltanto espresso per questo un semplice complimento. Eppure esistono parecchi aspetti in comune tra i due. E, rimanendo saldo il principio che tra i grandi non si fanno paragoni, è possibile, riferendoci all’uno e all’altro, parlare di vite parallele. Ci si trova di fronte a due personalità poliedriche che, distanti nel tempo, rivelano sentimenti e interessi affini e finiscono per essere coinvolte in vicende molto simili. Sturzo, anche se restio a qualsiasi paragone con Dante, tuttavia se lo sente vicino, si richiama spesso a lui nei suoi scritti, dimostra di conoscerne la vita e le opere, cita qua e là versi e simbologie della Divina Commedia. E come Dante è poeta, lui è teologo, pensatore politico, combattente per la libertà, sostenitore della laicità della politica e autore di un poema drammatico, Il ciclo della creazione (1932), opera di grande impegno artistico. Egli, così come «il ghibellin fuggiasco», è costretto a trascorrere gran parte della sua vita in esilio, che provvidenzialmente si trasforma in un uomo di meditazione e di proficua produzione. In uno dei suoi più significativi libri, scritto durante il periodo americano, meditando sul bene derivante spesso anche dal male, si chiede: «E quanto non deve Dante al suo esilio per la Divina Commedia?» (La vera vita - Sociologia del soprannaturale [1943], Zanichelli, Bologna, 1978, p. 137).Angelo Consolo, in questo saggio, tenta un accostamento del sociologo siciliano al poeta fiorentino, prediligendo proprio il duro e lungo periodo d’esilio vissuto con sofferenza da entrambi, lontani dalla Patria, dagli affetti familiari e dagli amici. La ricerca, condotta con metodo filologico e storico, raggiunge felicemente gli obiettivi preannunciati nel titolo. L’autore - partendo dalla premessa che «la lettura di Dante, durante l’esperienza dell’esilio, sia stata di conforto per il sacerdote calatino» - , analizza una lettera inviata da Sturzo agli amici durante il suo esilio a Londra e vi scorge una similitudine dantesca rilevata dal Canto VI del Purgatorio. L’approfondimento prosegue con la comparazione tra le tre male bestie denunciate spesso da Sturzo (lo statalismo, la partitocrazia e lo sperpero del denaro pubblico) e le tre simboliche male bestie (la lonza, il leone e la lupa) incontrate da Dante nella selva oscura (I Canto dell’Inferno). L’analisi, da una pagina all’altra, si fa sempre più stimolante e suggestiva e, nel contempo, consente una migliore e maggiore conoscenza di Luigi Sturzo. Evitiamo di entrare nel dettaglio per non togliere al lettore le piacevoli sorprese riservategli dall’autore. Eugenio Guccione