Antonio Carioti eBooks

eBooks di Antonio Carioti editi da Editori Laterza

(Reggio Emilia, 1961) lavora come giornalista alle pagine culturali del «Corriere della Sera» e al supplemento settimanale «la Lettura». Ha scritto diversi saggi di argomento storico, ma ha raccontato anche la sua passione rossonera nel libro Con il Diavolo in corpo (2011). Tifoso del Milan sin dall’infanzia, ha visto dal vivo otto finali di Coppa dei campioni ed è stato due volte a Tokyo per l’Intercontinentale, nel 1989 e nel 1990. Abbonato a San Siro ininterrottamente dalla stagione 1986-87, anche quando abitava a Roma, ha pubblicato inoltre un «manuale di chi tifa Milan» intitolato #incimaalmondo (2014).
EBOOK   9788858161395

L'uomo che sfidò Mussolini: Giovanni Amendola, antifascista liberale. E-book. Formato EPUB Antonio Carioti   -  Editori Laterza, 2026  - 

Giovanni Amendola era per Mussolini «il più forte avversario che il paese potesse proporci». Per questo fu aggredito dai fascisti e cento anni fa morì per le conseguenze del pestaggio: un omicidio che, assieme a quello di Giacomo Matteotti, ha segnato la storia d'Italia. Liberale e antifascista, leader dell'Aventino e aperto alle istanze sociali, la sua figura ha ancora molto insegnarci. Siamo nel luglio del 1925. Giovanni Amendola è in viaggio verso Pistoia da Montecatini, che ha dovuto lasciare perché una folla di camicie nere ha posto sotto assedio il suo albergo. Per Amendola, questi attacchi non sono una novità. Ha già subito nel 1923 un pestaggio a Roma, dove ora è il leader principale dell'Aventino, la coalizione dei deputati antifascisti sorta dopo il delitto Matteotti. Improvvisamente, a una svolta, l'auto è costretta a fermarsi e Amendola viene assalito dai fascisti che, dopo avergli garantito l'incolumità, avevano preparato l'agguato. Lo picchiano brutalmente a colpi di bastone. Le ferite sono gravi e lo condurranno alla morte pochi mesi dopo, nell'aprile del 1926. A cento anni dalla scomparsa, Antonio Carioti parte da questo drammatico episodio per ricostruire la biografia del più acuto e coraggioso oppositore liberal-democratico del Duce. Autodidatta di origini modeste, Amendola si afferma ai primi del Novecento nell'ambiente delle riviste fiorentine, per poi passare al "Corriere della Sera" di Luigi Albertini. Eletto deputato nel 1919, figlio del Mezzogiorno di cui reclama il riscatto, è uno spirito religioso, animato da una fede profonda nella libertà. Ostile al fascismo e al comunismo, si batte per trasformare l'Italia in una democrazia moderna e capisce in anticipo su molti altri il pericolo costituito dal sorgere di un partito armato agli ordini di Mussolini. Denuncia per primo nel 1923 lo «spirito totalitario» del regime nascente e avanza la proposta di creare una Corte costituzionale per tutelare le regole del gioco dagli abusi del potere. Un nemico troppo pericoloso perché il fascismo potesse tollerarlo.

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