Antonio Gibelli eBooks
eBooks di Antonio Gibelli editi da Editori Laterza
Antonio Gibelli è tra i massimi studiosi di storia della prima guerra mondiale. Ha fondato l'Archivio Ligure della Scrittura Popolare (ALSP), con sede nell'Università degli Studi di Genova, per la raccolta e lo studio dei materiali di scrittura epistolare, diaristica, memorialistica. Tra le sue opere: Il popolo bambino. Infanzia e nazione dalla Grande Guerra a Salò (Einaudi 2005); L'officina della guerra. La Grande Guerra e le trasformazioni del mondo mentale (Bollati Boringhieri 2007); La Grande Guerra degli Italiani (Rizzoli 2014). Ha inoltre curato l'edizione italiana dell'enciclopedia La prima guerra mondiale (2 volumi, Einaudi 2007).
26 gennaio 1994. E-book. Formato EPUB Antonio Gibelli - Editori Laterza, 2018 -
Nove minuti. In nove minuti si condensa un passaggio chiave della storia italiana, definito di volta in volta come transizione dalla Prima alla Seconda Repubblica, o dalla 'repubblica dei partiti' all'epoca dei movimenti dominati da leader carismatici e improntati alla 'demagogia'. Da questo momento il sistema politico italiano cessa di essere quello che è stato per circa mezzo secolo. Gli stessi fondamenti etico-politici dell'Italia repubblicana nata dalla tragedia della seconda guerra mondiale, dal crollo del regime fascista e dalla Resistenza sembrano per la prima volta messi in discussione alla radice, oscurati se non proprio manomessi. Alle 17.30 del 26 gennaio 1994, Silvio Berlusconi fa la sua apparizione sugli schermi tv attraverso una delle tre grandi reti di sua proprietà. Esibendo un sorriso affabile, seduto dietro una scrivania, sullo sfondo una libreria con foto di famiglia, pronuncia un appello rivolto a tutti gli italiani. Il discorso dura circa 9 minuti e 30 secondi. Oltre 26 milioni di telespettatori sono raggiunti dal messaggio. È l'esordio di un terremoto politico. Di lì a poco l'imprenditore lombardo, proprietario di una mitica squadra di calcio e padrone di mezzo sistema televisivo, conquisterà la maggioranza parlamentare, divenendo capo del governo. Quella del 26 gennaio 1994 non è stata una battaglia campale, non la deposizione di un despota o una dichiarazione di guerra, un regicidio o il passaggio da una monarchia a una repubblica. Formalmente neppure un colpo di Stato. Nelle ore cruciali che qui ricostruiamo non si muovono truppe, non si decapitano condottieri, non si firmano patti: si definiscono gli sfondi di un set, i minuti e i secondi di un passaggio sugli schermi televisivi. Nondimeno, con quell'apparizione comincia una nuova era, che ha caratterizzato la storia dei sistemi politici. Una forma sfigurata e truccata di democrazia, che gli antichi chiamavano demagogia e taluni chiamano oggi populismo dell'audience: dominio di leader che pretendono di essere l'incarnazione del popolo e tendono all'esercizio di un potere affidato alla comunicazione semplificata e istantanea dei media di massa. Dalla tv ai social.
La guerra grande: Storie di gente comune. E-book. Formato EPUB Antonio Gibelli - Editori Laterza, 2016 -
Questo libro dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti: è il cantiere della scrittura popolare della Grande Guerra dove sono stati radunati, decifrati, interpretati lettere e diari prodotti durante il conflitto dal popolo dei soldati. Masse – per lo più di contadini, artigiani, operai – che dalle trincee delle Dolomiti e del Carso e dalla prigionia sfidarono l'imperizia di semianalfabeti e si fecero semiletterati per raccontare la guerra. Le loro scritture, rivolte a mogli, genitori, figli, restituiscono in modo eccezionale e vivido il vissuto di guerra di ognuno di loro. Sergio Luzzatto, "Il Sole 24 Ore" Nel libro di Gibelli non troverete la storia generale dell'immane conflitto ma quella di uomini e donne, con nomi e cognomi, che a quegli eventi presero parte. Pagine di diario, lettere, dediche che con un andamento quasi romanzesco fanno rivivere quel poderoso e tragico racconto che ha segnato l'intero Paese. Corrado Augias, "Il Venerdì di Repubblica" Veri e propri romanzi epistolari, talvolta di struggente intimità. Nostalgia, fame, sensazione di un incomprensibile distacco emergono chiare dalle innumerevoli lettere dei e per i soldati. Enrico Mannucci, "Sette - Corriere della Sera"
1915. Interventismo e cannoni. E-book. Formato EPUB Antonio Gibelli - Editori Laterza, 2012 -
Il 5 maggio del 1915 Genova è teatro di un evento chiave della battaglia per portare il paese in guerra. Nel corso delle celebrazioni per linaugurazione del monumento ai Mille, presso lo scoglio di Quarto, Gabriele DAnnunzio pronuncia unorazione di grande effetto davanti a un pubblico acclamante giunto sul posto dopo un imponente corteo cittadino. Loratoria dannunziana e la coreografia della cerimonia, caratterizzata da una non trascurabile presenza popolare e dalla saldatura tra tradizioni garibaldine e opzioni nazional-patriottiche, forniscono uno dei primi esempi di nazionalizzazione delle masse attraverso una nuova estetica della politica. Le vicende del ‘maggio radioso segnano la conquista della piazza da parte delle forze nazionaliste e contribuiscono a far precipitare la decisione dellintervento: una decisione, anzi un azzardo che ha enormi conseguenze per la futura crisi dello Stato liberale e lavvento del fascismo. Non solo questo fa però Genova protagonista della Grande Guerra: lAnsaldo è una delle principali aziende mobilitate nello sforzo bellico, rappresentata come salvatrice della Patria per leccezionale sforzo produttivo nel campo delle artiglierie, in un mito di cui la stessa azienda è artefice e al quale ancora una volta DAnnunzio dà il suo contributo.