Antonio Pascale eBooks

eBooks di Antonio Pascale editi da Editori Laterza

Antonio Pascale è nato solo per un accidente a Napoli nel 1966, ha vissuto prima a Caserta, poi a Roma, dove attualmente lavora come funzionario presso il Mipaaf. Ha scritto vari libri, tra cui La città distratta (Einaudi), vincitore del Premio Onofri, e La manutenzione degli affetti (Einaudi), con il quale ha vinto numerosi premi; saggi come Scienza e sentimento (Einaudi), vincitore del Premio Le due culture, e Questo è il paese che non amo (minimum fax). Collabora con «Limes», la rivista «le Scienze», il «Corriere della Sera», «Il Messaggero», «Il Mattino» e www.ilpost.it. Si occupa di divulgazione scientifica, scrive inoltre per la rivista di agricoltura «Karpos» e il sito di biotecnologie Salmone.org. I suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna e Portogallo. Nel 2012, ha pubblicato per Chiarelettere "Pane e pace".
EBOOK   9788858102688

Non è per cattiveria: Confessioni di un viaggiatore pigro. E-book. Formato EPUB Antonio Pascale   -  Editori Laterza, 2012  - 

Questo libro non è una guida scritta da un viaggiatore professionista per aspiranti viaggiatori professionisti. Non propone itinerari, non consiglia hotel, ristoranti o negozi tipici. Semplicemente, chi lha scritto non se lè sentita di catalogare il mirabolante universo del Viaggio dentro le lineari coordinate di una guida di viaggio. Questo libro è peregrinazione impigrita, su e giù per i timidi tornanti molisani, riflessioni sorridenti di un viaggiatore suo malgrado. Non è per cattiveria, ma «come dice Parise, passano gli anni, ottieni quello che vuoi, ne passano altri e poi è finita. Ci vuole, dunque, una pausa».

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EBOOK   9788858102978

Qui dobbiamo fare qualcosa: Sì, ma cosa?. E-book. Formato EPUB Antonio Pascale   -  Editori Laterza, 2012  - 

Siamo un popolo di poeti e santi, poi, in ultimo di navigatori. Salpiamo sempre con grandi discorsi e dichiarazioni solenni. Se il viaggio si fa accidentato, impervio e difficile, noi continuiamo sempre e comunque a proclamare con toni accesi che tutto va bene. Non va affatto bene così, scusate il bisticcio.«Sogno che nessun politico dica: quando sento la parola cultura metto mano alla pistola, così che agronomi, genetisti, biologi, astronomi, ingegneri nucleari, insomma tutti quelli che hanno rinunciato al Grande Fratello, possano avere tempo e modo di sperimentare tutto ciò che il futuro annuncia come possibile. Sogno un Paese che abbia il coraggio di dire: era una buona idea ma siamo stati troppo arroganti nel proporla o forse siamo diventati troppo vecchi per portarla avanti. Allora, un Paese così di sicuro vedrà arrivare al suo cospetto nuove menti, pronte a prendere il testimone e a lavorare affinché non finisca in cattive mani o venga risucchiato nel buco nero del passato».

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