Antonio Saccone eBooks

eBooks di Antonio Saccone editi da Liguori Editore

EBOOK   9788820758431

«Tutto è degno di riso...» Declinazioni del tragico nella letteratura italiana tra Ottocento e Novecento. E-book. Formato PDF Antonio Saccone   -  Liguori Editore, 2013  - 

Insegna di questo volume, nato dalla sinergia di affermati studiosi e di promettenti ricercatori in formazione, è la citazione leopardiana: «Tutto è degno di riso fuorché il ridersi di tutto». Nella cornice disegnata, in apertura, dall’analisi del parodico disincanto dell’autore dello Zibaldone e, in chiusura, dalla riflessione su eminenti interpreti (Benjamin, Jauss) della baudelairiana «perdita d’aureola», sono racchiuse fervide indagini intorno ad alcune declinazioni del tragico ottonovecentesco. L’incrocio tra il riso di Bini e le lacrime di Pellico, il verghiano Mastro-don Gesualdo precluso all’agnizione, la dissonante figuralità dei Drami delle maschere di Lucini, la tragedia come «atto mancato» della palazzeschiana Storia di Frate Puccio, i risvolti grotteschi del fantastico di Buzzati, fino al conflitto, privo di catarsi, tra madre e figlio, espresso dalla narrativa di Lalla Romano, inscenano la cruciale impraticabilità del tragico nella trama del moderno.

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EBOOK   9788820743925

“Qui vive/sepolto/un poeta“: Pirandello Palazzeschi Ungaretti Marinetti e altri. E-book. Formato PDF Antonio Saccone   -  Liguori Editore, 2011  - 

Rigenerazioni dell’arte consegnate ad uno spazio di morte: è il filo rosso su cui sono annodate le esperienze letterarie della modernità novecentesca indagate in questo volume. In una cimiteriale biblioteca il pirandelliano fu Mattia Pascal consegna se stesso e la sua scrittura ad una dimensione di oltrevita, carnevalescamente funebre. Anche il poeta inscenato da Palazzeschi vive e comunica esibendo la sua assenza. Sulla consunzione della parola sono alimentati l’innovativo rilancio del «segreto» poetico attuato da Ungaretti e la percezione futurista delle straordinarie potenzialità espressive offerte dalla radiofonia. «Gli altri» evocati nel sottotitolo del libro sono Rea e Bassani. Del primo si vaglia l’approdo tragico-grottesco alla forma-romanzo, del secondo il risentito contrattacco all’onnivora operatività della neoavanguardia, incongruo simulacro della funzione narrativa.

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