Boris Pahor eBooks
eBooks di Boris Pahor editi da Zandonai Editore
Una primavera difficile. E-book. Formato EPUB Boris Pahor - Zandonai Editore, 2010 -
Maggio 1945. Un reduce sloveno dai campi di concentramento nazisti è ospite di un sanatorio alle porte di Parigi. La sua vita somiglia a un dormiveglia dentro una serra di vetro, un dormiveglia attraversato di continuo dalle immagini di là, di quel mondo dove ha visto consumarsi la distruzione. «Lui prima della Germania e lui dopo la Germania, chissà se questi due uomini si sarebbero mai incontrati» si chiede il protagonista esprimendo in modo mirabile il dissidio lancinante da cui scaturisce – necessaria e alta – la narrativa di Pahor e la sua appassionata testimonianza civile.Nelle pagine di questo intenso romanzo, infatti, la ricchezza del suo talento letterario non si lascia confinare alla pura e sofferta memoria del lager o al farsi voce della minoranza slovena perseguitata. A Radko Suban, un uomo spezzato in due dalla barbarie, è data malgrado tutto la possibilità di ritrovare se stesso e di rinascere grazie all’amore di Arlette, una giovane infermiera francese. Un amore contrastato, in cui nulla è certo: eppure ogni gesto di lei ha il sigillo di una vitalità che sconfigge le ombre e porta in sé una promessa di libertà che lo scrittore ritrae con commozione e stupore, lo stesso che ci coglie dinanzi al «perenne e impercettibile germogliare della terra, buona e immensa».Boris Pahor (1913), autentico patriarca della letteratura slovena e, per le sue coraggiose prese di posizione contro ogni forma di totalitarismo, punto di riferimento per più di una generazione di intellettuali e scrittori, vanta una vasta produzione sia narrativa sia saggistica sempre animata dalla difesa della dignità della persona e delle identità nazionali e culturali. La sua è una vita segnata da persecuzioni politiche: nel 1920, a sette anni, assiste a Trieste, la sua città natale, all’incendio del Narodni dom, la casa della cultura slovena, per mano delle Camice nere; nel 1944 – tradito da una delazione – è arrestato e consegnato alla Gestapo, che lo deporta a Dachau come prigioniero politico. Di lì passerà in altri lager: Natzweiler-Struthof sui Vosgi, Dora Mittelbau, Harzungen, Bergen-Belsen. Dopo la fine della guerra fonda la rivista “Zaliv” (Il golfo), attenta al processo di democratizzazione della Slovenia e alle tensioni fra Est e Ovest, particolarmente sentite nella Trieste postbellica, entrando più volte in conflitto con le autorità jugoslave che gli vietano infine l’ingresso nel territorio della Repubblica federale per alcuni anni.Per l’autorevolezza della sua voce e il valore della sua produzione letteraria è stato più volte candidato al Nobel per la letteratura e insignito di numerosi premi e riconoscimenti.Tra le sue opere tradotte in italiano ricordiamo La villa sul lago (Rovereto 2002), Necropoli (Roma 2008), Qui è proibito parlare (Roma 2009). Per le edizioni Zandonai sono usciti il romanzo Il petalo giallo (2007) e la raccolta di racconti Il rogo nel porto (2008).
Il petalo giallo. E-book. Formato EPUB Boris Pahor - Zandonai Editore, 2010 -
Un maturo scrittore sloveno, reduce dai campi di concentramento nazisti, e una giovane psicoterapeuta che vive a Parigi, la cui infanzia è stata funestata da una nascosta, ma non meno devastante, violenza familiare. Tra i due nasce improvvisa e quasi per caso una relazione intima, nutrita di un fitto scambio epistolare e di sporadici quanto intensi incontri, una relazione legata a un mistero che via via si dirada andando a descrivere un tragico percorso comune. E solo nella silenziosa profondità dell’amore i loro corpi, segnati da un destino di violazioni e abusi, sapranno ritrovare equilibrio e fiducia, perché la risposta alla violenza subita, prima di essere un atto di intelligenza, è un atto d’amore.Il libro illumina, con la dolente lucidità di cui Pahor è maestro, il paradosso della ragione umana, prima sorgente di violenza e distruzione, e dà voce a pagine profondamente intrise di memoria, individuale e collettiva, pagine che scavano con rigore nelle libertà negate o soffocate da cui continuano a riverberare domande irrisolte, esistenze inquiete, conflitti dell’animo mai pacificati.Boris Pahor (Trieste, 1913) è riconosciuto da tutti come il più grande autore vivente di lingua slovena. Vera e propria coscienza critica del Novecento, testimone diretto dell’atroce realtà della guerra e dell’inferno del lager, voce accorata di una minoranza linguistica molto spesso perseguitata e ridotta al silenzio, intellettuale “scomodo” per antonomasia, è uno degli scrittori più interessanti della letteratura mitteleuropea contemporanea e al tempo stesso più negletti nel panorama editoriale italiano. Tra le sue opere tradotte in italiano ricordiamo La villa sul lago (Rovereto 2002), Necropoli (Roma 2008), Qui è proibito parlare (Roma 2009). Dell’autore Zandonai ha pubblicato la raccolta di racconti Il rogo nel porto (2008) e il romanzo Una primavera difficile (2009).
Il rogo nel porto. E-book. Formato EPUB Boris Pahor - Zandonai Editore, 2010 -
Con Necropoli – narrazione concentrazionaria di lancinante grandezza che gli è valsa notorietà e premi internazionali – il nome di Boris Pahor è finalmente divenuto familiare anche nel nostro Paese. Ma Boris Pahor, scrittore sloveno e cittadino italiano, non si colloca nel panorama letterario europeo come autore di un solo libro; altri capolavori segnano il suo percorso creativo che ruota in prevalenza intorno al destino della gente slovena nel Novecento e alle suggestioni di una città elusiva e ammaliatrice come Trieste.La prima di queste opere è la raccolta di racconti Il rogo nel porto, che non solo lievita ai livelli più alti della grande letteratura europea ma prelude a quasi tutta la restante produzione dell’autore quanto a temi e motivi ispiratori, restituendo al lettore italiano aspetti della storia contemporanea dimenticati o colpevolmente rimossi: le vicissitudini della comunità slovena sotto il fascismo, la difesa di un’identità culturale brutalmente conculcata, la violenza che investe umiliati e offesi di dostoevskijana memoria e annuncia l’orrore delle deportazioni nei campi di sterminio. Accanto alla limpida passione civile, tuttavia, la sensibilità di Pahor fa vibrare altre corde. Lo sguardo tenero sul fragile e indifeso mondo dell’infanzia, la lirica rievocazione di paesaggi marini e lande carsiche, le sottili notazioni psicologiche capaci di fotografare all’istante un personaggio danno la misura di un talento letterario tanto ricco da comporre in una visione più alta e armoniosa la frammentazione dell’esistenza, le sue ferite e la sua asprezza. Nel segno di una forza vitale che trae alimento tanto da una memoria implacabile quanto dalla pietà verso ogni creatura.Boris Pahor (1913), vero e proprio decano della letteratura slovena, è nato e vive tuttora a Trieste, dove per molti anni ha insegnato letteratura italiana e slovena all’Istituto magistrale. Testimone coraggioso dei crimini perpetrati dal fascismo e voce vibrante di una minoranza linguistica perseguitata, durante la seconda guerra mondiale prese parte alla resistenza antifascista slovena. Tradito da una delazione finì deportato nei lager nazisti tra il gennaio 1944 e il 1945, una vicenda tragica - rievocata nelle pagine del suo capolavoro Necropoli - che ha dato un’impronta decisiva a tutta l’opera successiva. Intellettuale scomodo per le sue ferme prese di posizione a difesa delle identità nazionali e culturali, vanta una produzione letteraria assai vasta, iniziata nel 1948 con i racconti dal titolo Moj tržaški naslov (Il mio indirizzo triestino), che comprende romanzi e saggi tradotti in francese, tedesco, inglese, catalano, finlandese e persino in esperanto.Presidente onorario dell’Associazione internazionale per la difesa delle lingue e delle culture minoritarie, nel 1992 è stato insignito del massimo riconoscimento letterario sloveno, il premio Prešeren. Più volte candidato al Nobel per la letteratura, nel 2001 ha ricevuto in Germania il Premio Bestenlisten per l’edizione tedesca di Necropoli. Per la sua attività di scrittore è stato nominato Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres dal Ministero della Cultura francese. Nel 2007 il presidente della Repubblica francese lo ha insignito del titolo di Cavaliere della Legion d’Onore.Tra le sue opere tradotte in italiano ricordiamo La villa sul lago (Nicolodi, 2002), Il petalo giallo (Zandonai, 2007), Necropoli (Fazi, 2008) e Una primavera difficile (Zandonai, 2009).