Carlo Lanza eBooks

eBooks di Carlo Lanza editi da Pelago

EBOOK   9791255012009

Marco Antonio e Ottaviano: L'ultima guerra civile. E-book. Formato EPUB Carlo Lanza   -  Pelago, 2023  - 

Con l'assassinio di Giulio Cesare, la situazione a Roma divenne ancora più caotica che in passato. Già dal giorno dei suoi funerali. A contendersene l'eredità politica e materiale erano in due: Marco Antonio e il giovanissimo Ottaviano, il predestinato. Cercarono un'intesa istituendo un triumvirato con Lepido e diedero il via alla caccia agli anticesariani. Riapparvero le liste di proscrizione con conseguente licenza a chiunque di uccidere i propri nemici (ne fu vittima anche Cicerone); i cesaricidi Bruto e Cassio furono sconfitti con i loro eserciti, mentre Ottaviano e Antonio passavano dalle ostilità reciproche agli accordi. Finché comparve sulla scena Cleopatra, proprio quando Antonio era diventato padrone di fatto dell'Oriente. Mentre questi allarmava Roma con atteggiamenti che facevano presumere una virata dell'imperium in senso orientaleggiante-ellenistico, nell'Urbe Ottaviano garantiva la difesa di interessi consolidati e assicurava la rendita di posizione di Roma e dell'Italia quali centri del potere. Si arrivò allo scontro finale, vinto ad Azio da Ottaviano sui fuggitivi Antonio e Cleopatra. Il predestinato si preparava a fondare l'impero.

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EBOOK   9791255012016

Ottaviano Augusto: La fondazione dell'Impero. E-book. Formato EPUB Carlo Lanza   -  Pelago, 2023  - 

Primo imperatore di un impero che formalmente non esisteva, trattandosi della prosecuzione della res publica, Augusto riuscì ad accentrare il potere su di sé evitando eccessive scosse istituzionali, ma assumendo di fatto le prerogative delle diverse magistrature di Roma senza attribuirsene le cariche; peraltro, quando veniva eletto a una carica magistratuale vera e propria, era attento a mantenere una potestà pari a quella del collega, secondo tradizione. Poco versato nell'arte della guerra – cosa che aveva fatto la fortuna di tutti i suoi predecessori dal tempo dei tempi –, si fece conferire un comando militare più elevato di quello di chiunque altro, non limitato da alcun confine ed esercitabile perfino a Roma, territorio da sempre interdetto a chiunque portasse armi. Scrisse di sé: «Fui superiore a tutti per auctoritas». Nella repubblica, auctoritas indicava una posizione autorevole liberamente riconosciuta dai Romani a un concittadino. Nel principato, auctoritas diventa il termine che qualifica il potere stabile e preminente del princeps nello Stato: uno strumento istituzionalizzato di governo. Nominato pontifex maximus, trasformò la sua casa in un tempio per abolire il confine tra il potere profano e quello sacro, e si dotò di tutte le prerogative dei diversi sacerdozi di Roma che regolavano ogni aspetto della vita pubblica. Infine, sempre sgusciando tra le istituzioni per piegarle alla sua persona, stabilì i canoni della successione dinastica. Se non è impero questo…

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EBOOK   9791255012658

Farsalo. E-book. Formato EPUB Carlo Lanza   -  Pelago, 2024  - 

Nel 60 a.C. Giulio Cesare, Licinio Crasso e Gneo Pompeo si erano uniti in un triumvirato di fatto per impadronirsi della res publica romana, iniziando così a condizionare le decisioni del Senato e delle assemblee popolari con il fine di soddisfare reciproci interessi e personali ambizioni. Morto Crasso, l'alleanza fallì e i rapporti tra i due superstiti si radicalizzarono, in particolare con concordanza tra gli interessi di Pompeo e la politica anticesariana del Senato. Cesare vide tagliati fuori se stesso e le sue ambizioni, specie quando gli fu rifiutato di rientrare in Italia con l'esercito. Invece, valicando il Rubicone con le sue legioni, di fatto dichiarò guerra ai pompeiani. Iniziò a occupare una città dopo l'altra mentre Pompeo lasciava la penisola per organizzare il suo esercito cosmopolita. I due si ritrovarono nella penisola balcanica con le rispettive forze militari. Ma per sette mesi si sfidarono in operazioni belliche minori, insidie, cambi di tattica, attese, spostamenti. Lo scontro definitivo avvenne a Farsalo, in Grecia, quando uomini della stessa stirpe, della stessa città, parenti, in alcuni casi fratelli, si sarebbero scontrati e uccisi per causa loro. La battaglia sembrava persa in partenza da Cesare, il quale invece, con una tattica innovativa, ebbe in mano la vittoria. Pompeo fuggì in Oriente per finire ucciso in Egitto dai suoi ex alleati, già passati con il vincitore. I pompeiani irriducibili continuarono la lotta contro Cesare, per finire vinti anch'essi. Ma la vera perdente fu la res publica romana, destinata a estinguersi di lì a breve.

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