Cesare De Seta eBooks

eBooks di Cesare De Seta editi da Donzelli Editore

Cesare de Seta, storico dell’arte e dell’architettura moderna e contemporanea, insegna all’Università di Napoli Federico II. Ha pubblicato numerosi volumi tradotti in diverse lingue, si segnalano tra gli ultimi: Napoli tra Barocco e Neoclassico (Electa Napoli, 2002), Philipp Hackert, (Electa Napoli, 2005), Il mito dell’Italia e altri miti e II secolo della borghesia (Utet, 2005, 2006), Le lettere e le arti (Aragno, 2006). Ha organizzato mostre in Italia e all’estero: l’ultima delle quali Imago Urbis Romae, Musei Capitolini, 2005. Ha inoltre pubblicato tre romanzi: Era di maggio (Rusconi, 1991), La dimenticanza (Pironti, 1994) e Terremoti (Aragno, 2003), finalista al Premio Strega. Collabora con il quotidiano "la Repubblica".
EBOOK   9788855222082

Perché insegnare la storia dell'arte. E-book. Formato EPUB Cesare De Seta   -  Donzelli Editore, 2021  - 

L’Italia ha un’invidiabile tradizione artistica che da secoli ne fa una meta obbligata per viaggiatori, letterati, uomini di cultura di ogni parte del mondo che vengono a scoprire meraviglie antiche e moderne: dalle grandi vestigia dell’antichità a Giotto, da Raffaello a Bernini, da Canova a Morandi. Consapevole di questo primato, il ministro e filosofo Giovanni Gentile nel 1923 inserì l’insegnamento della storia dell’arte nei licei classici: questo preveggente provvedimento, benché in seguito formalmente esteso alle altre scuole, nel corso dei decenni è stato nella sostanza lentamente eroso e annacquato, malgrado dall’arte l’Italia tragga un fiume di turisti e moneta pregiata. L’autore ripercorre queste vicende fino ai nostri giorni e propone nuove linee di metodo per il rinnovo della disciplina. Non una storia di capolavori e di maestri nozionistica, ma una conoscenza di grado in grado più approfondita che sappia avvicinare i giovani a questo immenso patrimonio di oggetti d’arte, musei, città e paesaggi. Una disciplina che sia in condizioni di dialogare con storia e letteratura. L’Italia vive infatti un paradosso: pur essendo l’unico paese al mondo che prevede nei suoi programmi scolastici questo insegnamento, lo ha letteralmente svuotato di ogni dignità e privato di qualsiasi rapporto con la concretezza di un inestimabile patrimonio nazionale; eppure, nel frattempo, l’arte è diventata a ogni latitudine una delle merci più richieste dai consumatori di turismo che si aggirano per il pianeta, ed è ormai quasi una moda. E la sensibilità generale sull’importanza di una simile conoscenza è talmente cresciuta che, per esempio in Francia, tra i programmi del presidente Sarkozy è previsto l’inse­rimento della disciplina nelle scuole di ogni ordine e grado. È dunque quanto mai cruciale che la Bella Italia metta a frutto il proprio vantaggio in questo ambito, che va dunque esaltato e non svilito, come avviene da troppi decenni.

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