Claudio Gatti eBooks

eBooks di Claudio Gatti editi da Fuoriscena

Claudio Gatti è stato corrispondente dagli USA del settimanale L’Europeo, vicedirettore del settimanale economico Il Mondo, direttore del supplemento sull’Italia dell'International Herald Tribune e inviato speciale de Il Sole 24 Ore. Con Roger Cohen ha pubblicato il libro "In the Eye of the Storm: the Life of General H. Norman Schwarzkopf (1991), scelto dal New York Times tra “i libri dell’anno”. In Italia ha pubblicato Rimanga tra noi. L’America, l’Italia, la «questione comunista»: i segreti di cinquant’anni di storia (Leonardo, 1991), in cui ricostruisce i rapporti politici e diplomatici tra Stati Uniti e Italia dal dopoguerra alla fine della Guerra fredda; Il quinto scenario (Rizzoli, 1994), un’inchiesta sulla strage di Ustica; Fuori orario. Da testimonianze e documenti riservati le prove del disastro FS (Chiarelettere, 2009) e, assieme a Ferruccio Sansa, Il Sottobosco. Berlusconiani, dalemiani, centristi uniti nel nome degli affari (Chiarelettere, 2012).
EBOOK   9791222501000

Noi, il popolo: Terra dei nativi. Lavoro dei neri. Libertà dei bianchi. E-book. Formato EPUB Claudio Gatti   -  Fuoriscena, 2025  - 

«Noi, il popolo.» Le tre parole con cui si apre la Costituzione americana hanno forgiato l’identità degli Stati Uniti d’America, alimentandone il mito di terra della libertà. Ma quel «noi» non è mai valso per tutti: gli Stati federati nacquero sulla terra sottratta ai nativi, sul lavoro forzato degli africani ridotti in schiavitù e su diritti riservati quasi esclusivamente ai bianchi. Con rigore giornalistico e sensibilità storica, Claudio Gatti ricostruisce la nascita della Nazione che si è autoproclamata faro della democrazia nel mondo, dando finalmente voce a chi ne fu escluso. Attraverso documenti e discorsi che hanno fatto la storia, ma anche testimonianze finora ignorate di nativi e afroamericani, l’Autore intreccia le vicende di questi ultimi con quelle dei Padri Fondatori, mostrando come schiavitù, razzismo e violenza non siano state semplici contraddizioni, ma pilastri dell’esperimento americano. Inneschi che, secoli dopo, avrebbero alimentato una cultura populista, armata, suprematista e antistatalista: quella da cui oggi trae forza il movimento MAGA e che appare sempre più attraente anche per il resto dell’Occidente.

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EBOOK   9791222500416

Il quinto scenario: Atto secondo. I missili di Ustica. La strage del 27 giugno 1980. Le risposte, dopo decenni di domande. E-book. Formato EPUB Claudio Gatti   -  Fuoriscena, 2024  - 

«Se si vanno a sommare la contestualizzazione storica, la plausibilità data dall’emergenza esistenziale e dalla fede del primo ministro di allora Menachem Begin nell’azione preventiva, la capacità di esecuzione di quel genere di operazione, aerei cisterna inclusi, e la concatenazione logica degli eventi ricostruiti, non ultima l’escalation prodromica all’evento data prima dall’attentato ai noccioli dei reattori e poi dall’omicidio dello scienziato egiziano, il grado di certezza che attribuisco al quinto scenario è del 99 percento.» Un esperto di sicurezza internazionale (che, come è usanza nel settore, esige l’anonimato). Sono passati oltre quattro decenni dalla strage di Ustica e per la maggior parte degli italiani c’è un’unica certezza: il DC-9 dell’Itavia è stato il bersaglio di un attacco missilistico. Ma nella ricerca dei responsabili della strage si sono costruiti solo scenari privi di qualsiasi rapporto di conformità con la storia o la realtà geopolitica e militare, basati piuttosto su credenze ideologiche – «Sono stati gli americani», si è detto, perché gli americani sono ritenuti guerrafondai – ovvero su idiosincrasie personali – a lanciare la pista francese è stato l’ex presidente Francesco Cossiga, la cui figlia ha recentemente rivelato che «il babbo non era filo-francese, preferiva gli anglosassoni». A seguito della straordinaria mole di anomalie, insabbiamenti e menzogne di questa vicenda, si è vagato su terreni sconosciuti in cerca di qualcosa che non si capiva. Qual è stato il risultato? Nessuno scenario si è rivelato convincente, la magistratura non è riuscita a cavare un ragno dal buco e quello di Ustica è rimasto un «mistero». Dopo aver a lungo seguito questa stessa strada, Claudio Gatti ha deciso di cambiare approccio: si è chiesto quante altre volte nella storia dell’aviazione un velivolo civile è stato bersaglio di un agguato aereo in tempo di pace, e come sono stati spiegati eventuali casi equivalenti verificatisi prima del 1980. Ha così appurato che tali casi si contano sulle dita di una mano e ne ha dedotto che, essendo un evento quasi privo di precedenti, doveva avere un movente straordinario, che non dava spazio a piani alternativi. Ma la scoperta più sbalorditiva è stata che ogni caso equivalente è risultato attribuibile a un unico Paese: Israele. Cosa poteva scatenare un’azione di guerra su un’aerovia italiana? Agli occhi di chi lo governava ed era a capo delle sue forze militari, era in gioco la sopravvivenza stessa del Paese: ecco il movente più potente di tutti. Così è emersa la sola soluzione possibile al cosiddetto «mistero» di Ustica, l’unica conforme alla realtà storica, geopolitica e militare di quel momento.

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