D A eBooks
eBooks di D A editi da Mucchi Editore
Dalla letteratura reunionese all'ibridismo del Nègre Blanc di Jean-François Samlong. E-book. Formato PDF Aldo Licitra - Mucchi Editore, 2017 -
“Letteratura francofona, regionalistica, esotica, marginale”: tante le definizioni e categorizzazioni all’interno delle quali è stata ingabbiata la letteratura dell’isola della Réunion che si nutre di spazi eterogenei ed eterotopici e animata da un’incessante quête de l’identité. La produzione letteraria in lingua francese, lacerata dal binomio tradizione-innovazione, nei diversi generi (poesia, teatro, conte e romanzo) mette in risalto il rapporto del popolo reunionese con il luogo, le origini, i miti, le leggende e la realtà contemporanea isolana gravata ancora dal fardello di un passato intriso di colonizzazione, schiavitù, meticciato e imposizione dei valori della métropole. Questi i fattori generatori di un’identità ibrida o hybridentité, protagonista del romanzo Le Nègre blanc de Bel Air, pubblicato nel 2002 dallo scrittore reunionese Jean-François Samlong (nato nel 1949). In quest’opera, Samlong cerca di rappresentare il cammino tramite il quale lo schiavo Songol acquista una sua libertà sociale e ideologica lungo una serie di eventi accaduti prima del 20 Dicembre 1848, data ufficiale dell’abolizione della schiavitù sull’isola.L’hybridentité di Songol rispecchia quella di Samlong, la cui personalità è influenzata dalle sue origini reunionesi ma anche dalla cultura francese; la sua copiosa produzione (romanzi, poesie e contes) è, infatti, un’epifania del volersi ancorare a un’identità solida e definita. Come definire Songol: una personificazione della Réunion (cronotopo ibrido e meticcio) o mezzo per interrogare la storia isolana e dare al Reunionese contemporaneo la possibilità di costruirsi e rinascere dalle ceneri di un passato rimosso?Aldo LICITRA si è laureato con lode in Lingue e Culture Europee ed Extraeuropee, presso la Struttura Didattica Speciale di Lingue e Letterature straniere di Ragusa dell’Università degli Studi di Catania. I suoi ambiti di ricerca riguardano l’esotismo preromantico e la letteratura delle Isole Mascarene, in particolare la letteratura reunionese. Gli autori a cui ha dedicato i suoi studi si situano tra l’Ottocento e il XXI secolo e sono Bernardin de Saint-Pierre e Jean François-Samlong. Ha al suo attivo un articolo “Le Nègre blanc de Bel Air : miroir de l’hybridentité réunionnaise” pubblicato sulla rivista “PROJECT- îles” con un numero speciale interamente dedicato a Jean François-Samlong. Attualmente insegna Lingua e Civiltà francese e Lingua e Civiltà inglese presso la scuola secondaria di 2° grado. Ha insegnato Italiano L2 presso alcuni Centri SPRAR della città di Ragusa e da circa otto anni collabora saltuariamente con diversi Centri di accoglienza della Provincia di Ragusa in qualità di mediatore linguistico e culturale di lingua francese e inglese.Dal 2017, è cultore di Lingua, cultura e letteratura francese presso la sede in cui si è laureato.
Ripensare l'età dei diritti. E-book. Formato EPUB Aldo Schiavello - Mucchi Editore, 2016 -
L’età dei diritti è l’esito della rivoluzione copernicana che ha messo al centro della riflessione politica l’individuo, il quale non è più considerato come la parte del tutto rappresentato dalla società e dallo stato. Da un punto di vista storico, l’età dei diritti designa il periodo che va dalla fine della Seconda guerra mondiale ai giorni nostri. Essa intende marcare una radicale rottura rispetto ai totalitarismi ed alle atrocità che hanno caratterizzato il periodo antecedente ed è espressione della fiducia dell’umanità nella possibilità di un reale progresso morale universale, che presuppone la condivisione di alcuni valori, il rispetto degli individui e dei loro diritti, il rifiuto della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie. La fiducia e la scommessa in un futuro migliore sono, senza dubbio, la cifra dell’età dei diritti. L’esigenza di ripensare l’età dei diritti potrebbe apparire paradossale in un momento in cui il linguaggio dei diritti si è imposto come la lingua franca del discorso pubblico globale. Eppure c’è un senso in cui non è esagerato decretare addirittura la fine dell’età dei diritti. Il punto cruciale concerne il modo in cui si è evoluto il linguaggio dei diritti e le aspettative che ciascuno ripone nei diritti. L’impressione è che sia ormai molto diffusa la consapevolezza che il linguaggio dei diritti è l’idioletto attraverso il quale avanzare pretese e rivendicazioni nell’arena pubblica se si desidera che le une e le altre abbiano delle chance di essere accolte. Si può addirittura sostenere che l’uso retorico e spregiudicato del linguaggio dei diritti al fine di incrementare la forza delle proprie rivendicazioni politiche sia uno degli esiti pressoché inevitabili della costituzionalizzazione degli ordinamenti giuridici. Non c’è in definitiva alcunché di paradossale né di roboante o di retorico nel decretare la fine dell’età dei diritti in presenza di un discorso pubblico tutto incentrato sui diritti e sulla loro tutela.ALDO SCHIAVELLO: già Dottore di Ricerca in “Filosofia analitica e teoria generale del diritto” presso l’Università degli Studi di Milano, insegna ora Filosofia del diritto nel Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Palermo, di cui è attualmente anche Direttore. È stato coordinatore del Dottorato internazionale in “Diritti umani: evoluzione, tutela e limiti” (2010-2015) e delegato all’assistenza del Rettore ai dottorati di ricerca (2014-2015).È attualmente componente del Senato accademico dell’Università di Palermo. Codirige con Giorgio Maniaci e Giorgio Pino la rivista Diritto & questioni pubbliche e con Vito Velluzzi la collana Filosofi e filosofie del diritto (Ets, Pisa). Fa parte del comitato scientifico o consultivo di più Riviste e Collane editoriali. Oltre a numerosi saggi e articoli ha pubblicato i seguenti volumi monografici: Diritto come integrità: incubo o nobile sogno? Saggio su Ronald Dworkin (1998); Il positivismo giuridico dopo Herbert L.A. Hart. Un’introduzione critica (2004); Perché obbedire al diritto? La risposta convenzionalista ed i suoi limiti (2010). Ha curato con Vito Velluzzi Il positivismo giuridico contemporaneo. Un’antologia (2005) e con Giorgio Pino e Vittorio Villa Filosofia del diritto. Introduzione critica al pensiero giuridico e al diritto positivo (2013). Le sue principali linee di ricerca sono il positivismo giuridico, l’interpretazione e l’argomentazione giuridica, il neocostituzionalismo, le teorie della giustizia, la ragione pubblica, la normatività del diritto e i diritti umani.
Ripensare l'età dei diritti. E-book. Formato Mobipocket Aldo Schiavello - Mucchi Editore, 2016 -
L’età dei diritti è l’esito della rivoluzione copernicana che ha messo al centro della riflessione politica l’individuo, il quale non è più considerato come la parte del tutto rappresentato dalla società e dallo stato. Da un punto di vista storico, l’età dei diritti designa il periodo che va dalla fine della Seconda guerra mondiale ai giorni nostri. Essa intende marcare una radicale rottura rispetto ai totalitarismi ed alle atrocità che hanno caratterizzato il periodo antecedente ed è espressione della fiducia dell’umanità nella possibilità di un reale progresso morale universale, che presuppone la condivisione di alcuni valori, il rispetto degli individui e dei loro diritti, il rifiuto della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie. La fiducia e la scommessa in un futuro migliore sono, senza dubbio, la cifra dell’età dei diritti. L’esigenza di ripensare l’età dei diritti potrebbe apparire paradossale in un momento in cui il linguaggio dei diritti si è imposto come la lingua franca del discorso pubblico globale. Eppure c’è un senso in cui non è esagerato decretare addirittura la fine dell’età dei diritti. Il punto cruciale concerne il modo in cui si è evoluto il linguaggio dei diritti e le aspettative che ciascuno ripone nei diritti. L’impressione è che sia ormai molto diffusa la consapevolezza che il linguaggio dei diritti è l’idioletto attraverso il quale avanzare pretese e rivendicazioni nell’arena pubblica se si desidera che le une e le altre abbiano delle chance di essere accolte. Si può addirittura sostenere che l’uso retorico e spregiudicato del linguaggio dei diritti al fine di incrementare la forza delle proprie rivendicazioni politiche sia uno degli esiti pressoché inevitabili della costituzionalizzazione degli ordinamenti giuridici. Non c’è in definitiva alcunché di paradossale né di roboante o di retorico nel decretare la fine dell’età dei diritti in presenza di un discorso pubblico tutto incentrato sui diritti e sulla loro tutela.ALDO SCHIAVELLO: già Dottore di Ricerca in “Filosofia analitica e teoria generale del diritto” presso l’Università degli Studi di Milano, insegna ora Filosofia del diritto nel Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Palermo, di cui è attualmente anche Direttore. È stato coordinatore del Dottorato internazionale in “Diritti umani: evoluzione, tutela e limiti” (2010-2015) e delegato all’assistenza del Rettore ai dottorati di ricerca (2014-2015).È attualmente componente del Senato accademico dell’Università di Palermo. Codirige con Giorgio Maniaci e Giorgio Pino la rivista Diritto & questioni pubbliche e con Vito Velluzzi la collana Filosofi e filosofie del diritto (Ets, Pisa). Fa parte del comitato scientifico o consultivo di più Riviste e Collane editoriali. Oltre a numerosi saggi e articoli ha pubblicato i seguenti volumi monografici: Diritto come integrità: incubo o nobile sogno? Saggio su Ronald Dworkin (1998); Il positivismo giuridico dopo Herbert L.A. Hart. Un’introduzione critica (2004); Perché obbedire al diritto? La risposta convenzionalista ed i suoi limiti (2010). Ha curato con Vito Velluzzi Il positivismo giuridico contemporaneo. Un’antologia (2005) e con Giorgio Pino e Vittorio Villa Filosofia del diritto. Introduzione critica al pensiero giuridico e al diritto positivo (2013). Le sue principali linee di ricerca sono il positivismo giuridico, l’interpretazione e l’argomentazione giuridica, il neocostituzionalismo, le teorie della giustizia, la ragione pubblica, la normatività del diritto e i diritti umani.