Dylan Thomas eBooks

eBooks di Dylan Thomas editi da Passigli Editori

Dylan Marlais Thomas nacque a Swansea (Galles) nel 1914 e morì a New York nel 1953, stroncato dall’alcol. Visse principalmente nella sua regione, salvo alcuni soggiorni a Londra dove lavorò come giornalista e collaboratore della BBC. Considerato uno dei più grandi poeti in lingua inglese del Novecento, esordì nel 1934 con 18 Poems. Tra le sue opere è da ricordare anche la raccolta di racconti Ritratto dell’artista da cucciolo (1940). Guanda ha pubblicato PoesieAvventure nel commercio delle pelliSotto il bosco di latte Lettere d’amore.

EBOOK   9788836824595

La mappa dell'amore: Poesie e prose. E-book. Formato EPUB Dylan Thomas   -  Passigli Editori, 2025  - 

Terza raccolta di Dylan Thomas, dopo “18 Poems” (1934) e “Twenty-Five Poems” (1936), “La mappa dell’amore” venne pubblicata nel 1939, proprio a ridosso dello scoppio della guerra. Il suo sottotitolo, “Verse and Prose”, specifica subito che non si tratta, come per le precedenti, di un libro di sola poesia; in realtà, la raccolta comprende sedici poesie e sette racconti, costituendo così anche il primo libro di prose del grande poeta gallese. D’altra parte, e questa raccolta ne è una testimonianza, non si deve accentuare troppo la distinzione, pur ben visibile, tra prosa e poesia: grande affabulatore, Dylan Thomas non rinuncia mai all’intensità della sua scrittura, quel suo «chiedere troppo alle parole» – come egli stesso ebbe a dire – che da sempre costituisce uno dei motivi di maggior fascino, ma anche di maggior mistero, della sua opera poetica. Nelle prose assistiamo a un’analoga «compressione» (ancora Thomas), anche se forse è proprio partendo da queste ultime che il poeta arriva a rimodulare la sua stessa poesia, nel senso di una maggiore adesione a una realtà, a un «flusso vitale» di cui anche la lingua non è più monarca assoluta. E in questo suo nuovo approdo nel mondo, l’opera di Thomas inizia ad “aprirsi”, persino a “schiarirsi”. Come scrive Federico Mazzocchi nella prefazione che accompagna questa sua prima traduzione integrale italiana di “The Map of Love”, «Thomas non rifiutava un contatto col mondo e con gli altri, e così come è un luogo comune che la sua poesia sia delirante – quando è semmai vero l’opposto: che la forma la contiene tutta nel suo solco, in un gioco di immagini orchestrato sino al minimo dettaglio –, allo stesso modo la presenza del mondo è accolta senza distinzioni gerarchiche, senza contrapposizioni tra macrocosmo e microcosmo, tra storia ufficiale e privata».

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