Elena Pulcini eBooks

eBooks di Elena Pulcini editi da Orthotes

Elena Pulcini insegna Filosofia sociale all’Università di Firenze. Ha posto al centro della sua ricerca il tema delle passioni e dell’individualismo, delle patologie sociali della modernità e delle forme del legame sociale, sviluppando anche una riflessione sul soggetto femminile. Ha inoltre proposto una filosofia della cura per l’età globale che trova un ulteriore sviluppo nel suo attuale interesse per le implicazioni filosofico-sociali della crisi ecologica. Tra i suoi lavori più recenti, alcuni dei quali tradotti nelle principali lingue europee: L’individuo senza passioni. Individualismo moderno e perdita del legame sociale (2001), Il potere di unire. Femminile, desiderio, cura (2003), La cura del mondo. Paura e responsabilità nell’età globale (2009; primo Premio di Filosofia “Viaggio a Siracusa”), pubblicati con Bollati Boringhieri. Ricordiamo inoltre Invidia. La passione triste (2011), «Specchio, specchio delle mie brame...». Bellezza e invidia (2017), Responsabilità, uguaglianza, sostenibilità. Tre parole-chiave per interpretare il futuro (con S. Veca e E. Giovannini, 2017). Ha curato con Dimitri D’Andrea Filosofie della globalizzazione (2001), con Mariapaola Fimiani e Vanna Gessa Kurotschka, Umano post-umano. Potere, sapere, etica nell’età globale (2004), e con Sophie Bourgault Cura ed emozioni. Un’alleanza complessa (2018).

EBOOK   9788893140942

«Specchio, specchio delle mie brame...». Bellezza e invidia. E-book. Formato EPUB Elena Pulcini   -  Orthotes, 2017  - 

A partire dal mito del pomo della discordia, la bellezza di cui tratta il saggio di Elena Pulcini è quella intorno alla quale si innesca la competizione riferita da secoli al mondo femminile come una sua caratteristica. Perciò essa si intreccia con l’invidia, passione triste per eccellenza, unico vizio senza piacere. Attraverso letteratura, cinema e famosi serial televisivi, l’Autrice cerca di verificare se quest’idea sia davvero soltanto uno stereotipo. Sicuramente esso è corrispondente al senso di impotenza femminile prodotto dalla società nella sua storia. Così l'invidia si diffonde maggiormente tra le donne perché è una passione "democratica", cioè prospera solo tra eguali. E come la bellezza, ossessiva e competitiva, aumenta di valore nella società dello spettacolo, così cresce anche l’invidia. Ma una resistenza è sempre possibile: rivendicare l’unicità della propria storia e della propria identità, una specie di resistenza melvilliana à la Bartleby, col suo “preferirei di no”.

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