Emilio Cecchi eBooks

eBooks di Emilio Cecchi editi da Tarka

Emilio Cecchi, nato a Firenze nel 1884 e morto a Roma nel 1966, è uno dei maestri della critica italiana di questo secolo. Collaboratore de «La Voce» e fondatore de «La Ronda», Cecchi è stato un grande interprete di oltre mezzo secolo di letteratura italiana. Con uguale capacità e passione si è dedicato anche alla letteratura inglese e alla critica d’arte. Tra i suoi numerosi libri ricordiamo Pesci rossi, America amara, la Storia della letteratura italiana, diretta insieme a Natalino Sapegno, e I grandi romantici inglesi.
EBOOK   9788898823666

Viaggio in GreciaEt in Arcadia Ego. E-book. Formato EPUB Emilio Cecchi   -  Tarka, 2015  - 

Emilio Cecchi attraversò la Grecia nel 1934, in tempi in cui viaggiare era ancora un modo per conoscere culture diverse e diversi modi di vivere. Visitò Corfù, Creta, Cnosso, Delfi, Micene, Corinto, il Peloponneso, Atene, in cerca delle più importanti tracce artistiche e archeologiche. La Grecia di allora offriva ancora scenari in cui l’uomo non soverchiava la natura, ma vi si integrava: le immagini dei capri neri che si infrattano tra le rocce del paesaggio brullo si contrapponevano e si fondevano a quelle chiassose da bazar dei villaggi e delle stazioni, dove contadini con visi “da sculture ellenistiche” sventolavano “mazzi di tacchini e gallinelle”. Atene invece già risentiva di una globalizzazione selvaggia: sul retaggio ottomano, che le dava un’“aria orientale e turbolenta”, da fiabesco caravanserraglio, s’innestava il brutto stile “neoellenico” di ascendenza tedesca e quell’edilizia mastodontica che la porterà all’aspetto attuale.

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EBOOK   9788898823666

Viaggio in GreciaEt in Arcadia Ego. E-book. Formato Mobipocket Emilio Cecchi   -  Tarka, 2015  - 

Emilio Cecchi attraversò la Grecia nel 1934, in tempi in cui viaggiare era ancora un modo per conoscere culture diverse e diversi modi di vivere. Visitò Corfù, Creta, Cnosso, Delfi, Micene, Corinto, il Peloponneso, Atene, in cerca delle più importanti tracce artistiche e archeologiche. La Grecia di allora offriva ancora scenari in cui l’uomo non soverchiava la natura, ma vi si integrava: le immagini dei capri neri che si infrattano tra le rocce del paesaggio brullo si contrapponevano e si fondevano a quelle chiassose da bazar dei villaggi e delle stazioni, dove contadini con visi “da sculture ellenistiche” sventolavano “mazzi di tacchini e gallinelle”. Atene invece già risentiva di una globalizzazione selvaggia: sul retaggio ottomano, che le dava un’“aria orientale e turbolenta”, da fiabesco caravanserraglio, s’innestava il brutto stile “neoellenico” di ascendenza tedesca e quell’edilizia mastodontica che la porterà all’aspetto attuale.

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