Francesco Mastriani eBooks
eBooks di Francesco Mastriani editi da Librorium Editions
Federico Lennois. E-book. Formato EPUB Francesco Mastriani - Librorium Editions, 2023 -
Comechè belli entrambi, i loro volti nondimeno erano al tutto differenti nel carattere e nell’espressione. Quello di Augusto, giovine di 24 anni all’incirca, era una copia perfetta di tutt’i belli e insipidi volti inglesi: lungo, biondo, spelato, occhi cerulei, naso affilato, fronte spaziosa e intelligente. Di botto si scorgea nelle sembianze di questo giovine una placidezza di temperamento, non soggetto ad alterarsi che nel caso di offese al suo infiammabile amor proprio: poco loquace, poco espansivo, il più lieve dolore fisico spremea lagrime da quel debil corpo, cui la più delicata e gentilesca educazione avea renduto vie più molle e insofferente. Il cuore di Augusto benchè rigonfio di alterigia, era proclive ad ogni gentil sentimento; ma la sua fibra non reggeva alla vista de’ mali e delle miserie umane: egli torceva con disgusto il guardo dagli accattoni e da’ mendici di strada, e non comprendea la vita senza gli agi e le ricchezze. Augusto era di quegli uomini pei quali la miseria è sempre un delitto, qualsivoglia ne sia la cagione. Un sentimento peraltro era da lui onorato in sommo grado, l’amicizia, incapace di grandi e bollenti passioni, egli era parimente incapace di mire basse e di volgari interessi; nobile per nascimento, per istinto, per tempera d’animo e di corpo, il fratello d’Isalina era amico sincero e cordiale, perocchè nimico di ogni interessata simulazione.
Il mio cadavere. E-book. Formato EPUB Francesco Mastriani - Librorium Editions, 2023 -
Se un viandante qualunque, trattovi per casualità o per vaghezza di solitarie meditazioni, in sull'imbrunire d'una bella sera di està dell'anno 1826 si fosse trovato a scendere pei greppi posti a ridosso del Real Albergo de' Poveri e di S. Maria degli Angioli alle Croci, si sarebbe certamente soffermato passando da costa a un povero abituro, diruto in gran parte per le scosse del tremuoto detto di S. Anna, avvenuto nella sera del 26 luglio 1805. La cagione che avrebbe indotto il supposto passeggiatore a fermarsi dappresso a quell'abituro, era, il sentirsi in una stanza del secondo ed ultimo piano, quello propriamente che dava le viste di essere il più danneggiato, voci di pianto che avrebbero straziato un macigno: quelle voci erano la più parte di donne e di fanciulli; ed, alle smozzicate parole, ai moncherini di frasi che si mischiavano ai singulti d'un pianto che parea di disperazione, si capiva che una cara persona di quella famiglia era morta o moribonda. Ed in fatti, un uomo era presso a spirare.