Franco Rella eBooks

eBooks di Franco Rella editi da Jouvence

Il mio lavoro si è mosso fin dall’inizio dalla percezione che la filosofia non è più in grado di pensare i problemi radicali del soggetto e del mondo e che limiti posti da Kant, e moltiplicati da Hegel, o la dissoluzione dei limiti nel cosiddetto postmoderno andavano messi in questione. ”Urtare contro i limiti” (Kafka) è diventato così il mio progetto fin dalla Critica freudiana (Feltrinelli 1978), muovendomi verso un “altro pensiero”, verso Un pensare per figure (Fazi, 2005), trasversalmente su più campi del sapere, e in primo luogo nello spazio letterario e artistico, da Il silenzio e le parole (Feltrinelli 1981, 2001) fino a Scritture estreme. Proust e Kafka (Feltrinelli 2005). Tra i primi testi e gli ultimi c‘è stato un processo di approfondimento, attraverso autori di solito esclusi dalla riflessione filosofica, ma che hanno obbligato il pensiero, per dirla con Adorno, “a pensare contro se stesso”. Tra questi vorrei ricordare almeno Georges Bataille di cui ho curato la recentissima edizione della Storia dell’erotismo (Fazi 2006). Le numerose riedizioni e le traduzioni di alcuni dei miei libri confermano, mi pare, l’urgenza dei problemi che ho cercato di affrontare. La mia attuale preoccupazione è quella di costruire un pensiero che, muovendo da alcune proposte di Nietzsche e di Freud e di Benjamin, si proponga come un pensiero critico delle lacerazioni del mondo – dai temi della guerra e della giustizia e delle biotecnologie – e delle opere e delle forme in cui tali lacerazioni si manifestano. Ora sto lavorando su due libri, Micrologie e Il pathos del pensiero. Si muovono entrambi nella stessa direzione, il primo attraverso una serie di puntuali riflessioni sulla dimensione teoretica e morale dell’atto del pensare, il secondo nella ricerca di definire la dimensione aconcettuale che vive anche all’interno del lavoro concettuale della filosofia.
EBOOK   9788878016170

Forme di esistenza: Istruzioni per l'uso. E-book. Formato EPUB Franco Rella   -  Jouvence, 2018  - 

È necessario – hanno detto Benjamin e Adorno – guardare le cose come si presenterebbero dal punto di vista della redenzione, che mette in luce le fratture e le crepe del mondo. Ma come ha detto Leonard Cohen: “C’è una crepa in ogni cosa. Ed è da lì che entra la luce”. Anche se quindi non possiamo sapere se il mondo troverà qualche forma di redenzione, l’importante è che questa prospettiva ci permetta di penetrare la coltre dell’indifferenza e dell’incomprensione, dando al nostro pensiero e alla nostra parola il compito e il coraggio di guardare dentro di noi, per renderci umani in grado di comprendere gli altri umani. È quanto questo libro si propone, mettendosi faccia a faccia con l’uomo e la sua esistenza. Cercando così di attraversare la notte, di percorrere i sentieri che lambiscono le scelte cruciali della vita, facendo emergere il senso di una possibile salvezza.

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