Gaetano Salvemini eBooks

eBooks di Gaetano Salvemini editi da Bollati Boringhieri

Gaetano Salvemini (1873-1957), storico e uomo politico, fu uno strenuo antifascista. Arrestato e processato, riuscì a espatriare prima in Francia e nel 1933 negli Stati Uniti, dove insegnò fino al ritorno in Italia nel 1949. Fu tra i fondatori di Giustizia e Libertà. Tra le sue molte opere ricordiamo le nuove edizioni pubblicate dalla nostra casa editrice: Il ministro della mala vita, a cura di Sergio Bucchi (2000), Dai ricordi di un fuoruscito: 1922-1933, a cura di Mimmo Franzinelli (2002), e la raccolta delle lettere scambiate con Ernesto Rossi: Dall’esilio alla Repubblica. Lettere 1944-1957, a cura di Mimmo Franzinelli (2004).


EBOOK   9788833939681

Dai ricordi di un fuoruscito 1922-1933. E-book. Formato EPUB Gaetano Salvemini   -  Bollati Boringhieri, 2021  - 

Le pagine dei Ricordi di un fuoruscito – scritte da Gaetano Salvemini negli ultimi anni di vita – presentano un quadro realistico e affascinante del decennio cruciale compreso tra la marcia su Roma e il consolidamento del regime fascista.La testimonianza autobiografica – dalla lotta clandestina del 1923-25 (costatagli l’arresto per la stampa del giornale «Non Mollare») all’espatrio seguito da un’intensa attività politico-culturale in Francia, Inghilterra e Stati Uniti – evidenzia il percorso esistenziale di un intellettuale controcorrente, che nei primi anni d’esilio compose opere fondamentali quali The Fascist Dictatorship in Italy (1927) e Mussolini diplomate (1932).La presente edizione, condotta sulle carte lasciate dallo storico, ripristina alcune parti rimaste inedite e ristabilisce l’originario progetto salveminiano di un volume organico, corredato da importanti e rari documenti sugli aspri scontri che all’estero contrapposero Salvemini a propagandisti fascisti, emissari della polizia politica e del ministero degli Esteri.

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EBOOK   9788833939704

Il ministro della mala vita. E-book. Formato EPUB Gaetano Salvemini   -  Bollati Boringhieri, 2021  - 

Pubblicato per la prima volta nel 1910, Il ministro della mala vita è un testo chiave per la comprensione della realtà politica meridionale e in generale italiana del Novecento. Riedito nel 1919, quando la posta in gioco non è più il suffragio universale ma la democrazia come sistema di regole, il pamphlet ha sempre per obiettivo il giolittismo, ovvero un modo di gestire i rapporti tra la politica e la società basato sulla esclusione e sulla imposizione dall’alto. Per questo anche nel secondo dopoguerra, di fronte alla rivalutazione di Giolitti avanzata da più parti, Gaetano Salvemini continuò a pensare al «ministro della mala vita», di cui aveva denunciato i metodi più che disinvolti messi in opera nel collegio di Gioia del Colle nel lontano 1909, metodi che aveva poi potuto sperimentare sulla propria pelle come candidato della Federazione dei contadini a Molfetta e a Bitonto nel 1913, dopo la concessione del suffragio universale. Dietro la puntuale denuncia delle gesta dei «mazzieri» giolittiani, sta quella di una concezione cinica e prepotente della politica che non ha perso la sua attualità.Questa edizione presenta insieme tutti i materiali pubblicati da Salvemini ed è arricchita da una nuova prefazione di Sergio Bucchi che ne ricostruisce, a distanza di vent’anni dalla prima edizione completa, il lascito intellettuale.

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EBOOK   9788833935133

La rivoluzione del ricco. E-book. Formato EPUB Gaetano Salvemini   -  Bollati Boringhieri, 2020  - 

Nel 1952, Gaetano Salvemini, anziano patriarca dell’antifascismo, affida alle pagine de «Il Ponte» di Piero Calamandrei un saggio in tre puntate sul Risorgimento e sull’età giolittiana alla luce del Ventennio fascista. Tornato dall’esilio americano, l’autore de Il ministro della mala vita si confronta con la natura dell’Italia prima e dopo l’avvento di Mussolini, «l’Uomo della Provvidenza che aveva sempre ragione».Nel saggio qui riproposto, lo storico e il polemista si fondono per dar vita a un bilancio lucido e asciutto, intessuto di giudizi taglienti su una stagione cruciale della storia italiana. Ma più in generale queste pagine valgono come riflessione sulla fragilità delle istituzioni rappresentative, quando vengono svuotate delle loro prerogative e non appaiono più sorrette da un sentire diffuso. Ne esce un testo folgorante, limpido e attuale, che risuona in modo inquietante al giorno d’oggi e che tanto sarebbe necessario rileggere. 

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