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eBooks di Giovanni editi da Condaghes

EBOOK   9788873568858

Memoriale sulla Sardegna (1799). Ediz. italiana e sarda. E-book. Formato EPUB Giovanni Maria Angioy   -  Condaghes, 2015  - 

Il "Memoriale" che qui si presenta e si traduce, in lingua italiana e sarda, raccoglie le memorie inviate da Giovanni Maria Angioy al Governo francese nel corso del 1799, allo scopo di sensibilizzarlo verso la causa rivoluzionaria sarda e chiederne l’aiuto militare per liberare la Sardegna dai Savoia e dal regime feudale. Notazioni storiche, descrizioni geografiche, suggerimenti tattici e ragguagli finanziari sul Regno di Sardegna si susseguono tra le pagine redatte da Angioy, facendo trasparire tutta l’urgenza e il fervore ideale che lo animavano. Come tale, il Memoriale si rivela una preziosa fonte di notizie storiche e un documento fondamentale tanto per gli “addetti ai lavori”, quanto per gli appassionati di Storia e per il grande pubblico. Getta inoltre una viva luce sugli avvenimenti di cui G.M. Angioy fu protagonista o testimone, contribuendo a restituire a quell’intera epoca tutto il senso politico e ideale che la animò, chiamandoci per altro ancora in causa. La Rivoluzione sarda è un nodo storico fondamentale, non solo del nostro passato, ma anche del nostro presente. Scoppiata subito dopo il fallito tentativo francese di occupare la Sardegna, abbracciò un lungo periodo, tra 1793 e 1812, con un grande intreccio di fatti e personaggi memorabili. Il cosiddetto “triennio rivoluzionario” (1794-1796) costituì il suo momento topico, col tentativo radicale di sottrarre la Sardegna al regime feudale. A questi anni seguirono la repressione del governo sabaudo (il cui braccio armato furono la nobiltà e una parte della borghesia sarda), una situazione di disordini permanenti nelle campagne e i reiterati tentativi di riaprire la partita, vanamente attuati da compagni e seguaci dell’Angioy. Con la repressione dell’ultimo di questi piani – la cosiddetta “congiura di Palabanda”, autunno 1812 – la spinta rivoluzionaria si esaurì. L’arresto, l’esilio e la morte degli ultimi leader, in un momento di drammatiche condizioni materiali della popolazione, stroncarono le energie della classe dirigente che aveva assunto la guida del possibile cambiamento storico. L’insuccesso della Rivoluzione sarda è il fattore decisivo della nostra Storia contemporanea, i cui sviluppi hanno conferito una precisa cifra politica e sociale, ancora attuale.

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Memoriale sulla Sardegna (1799). Ediz. italiana e sarda. E-book. Formato Mobipocket Giovanni Maria Angioy   -  Condaghes, 2015  - 

Il "Memoriale" che qui si presenta e si traduce, in lingua italiana e sarda, raccoglie le memorie inviate da Giovanni Maria Angioy al Governo francese nel corso del 1799, allo scopo di sensibilizzarlo verso la causa rivoluzionaria sarda e chiederne l’aiuto militare per liberare la Sardegna dai Savoia e dal regime feudale. Notazioni storiche, descrizioni geografiche, suggerimenti tattici e ragguagli finanziari sul Regno di Sardegna si susseguono tra le pagine redatte da Angioy, facendo trasparire tutta l’urgenza e il fervore ideale che lo animavano. Come tale, il Memoriale si rivela una preziosa fonte di notizie storiche e un documento fondamentale tanto per gli “addetti ai lavori”, quanto per gli appassionati di Storia e per il grande pubblico. Getta inoltre una viva luce sugli avvenimenti di cui G.M. Angioy fu protagonista o testimone, contribuendo a restituire a quell’intera epoca tutto il senso politico e ideale che la animò, chiamandoci per altro ancora in causa. La Rivoluzione sarda è un nodo storico fondamentale, non solo del nostro passato, ma anche del nostro presente. Scoppiata subito dopo il fallito tentativo francese di occupare la Sardegna, abbracciò un lungo periodo, tra 1793 e 1812, con un grande intreccio di fatti e personaggi memorabili. Il cosiddetto “triennio rivoluzionario” (1794-1796) costituì il suo momento topico, col tentativo radicale di sottrarre la Sardegna al regime feudale. A questi anni seguirono la repressione del governo sabaudo (il cui braccio armato furono la nobiltà e una parte della borghesia sarda), una situazione di disordini permanenti nelle campagne e i reiterati tentativi di riaprire la partita, vanamente attuati da compagni e seguaci dell’Angioy. Con la repressione dell’ultimo di questi piani – la cosiddetta “congiura di Palabanda”, autunno 1812 – la spinta rivoluzionaria si esaurì. L’arresto, l’esilio e la morte degli ultimi leader, in un momento di drammatiche condizioni materiali della popolazione, stroncarono le energie della classe dirigente che aveva assunto la guida del possibile cambiamento storico. L’insuccesso della Rivoluzione sarda è il fattore decisivo della nostra Storia contemporanea, i cui sviluppi hanno conferito una precisa cifra politica e sociale, ancora attuale.

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EBOOK   9788873567851

Le radici e le ali. E-book. Formato EPUB Giovanni Lilliu   -  Condaghes, 2021  - 

Le Radici e le Ali raccoglie importanti contributi di Lilliu che costituiscono altrettanti tasselli di una interpretazione unitaria della intera storia isolana. Solo la riconsiderazione delle radici etniche di lunga durata permette di costruire le fondamenta della ritrovata unità nazionale dei Sardi. Le radici non sono ostacoli ma opportunità e plusvalore, e anzi consentono, se ben assimilate, di vincere la ritrosia del mare come chiusura e di recuperare il senso cosmopolitico della Sardegna preistorica nelle sue relazioni esterne e nella matrice mediterranea. L’archeologia militante è lo strumento più raffinato per dare senso alle vestigie di un grande passato, e la costante resistenziale è atteggiamento politico di recupero delle matrici identitarie di lungo periodo da applicare nel presente, a cominciare dal problema dei centri storici e della riqualificazione urbana, che potrebbe trovare fondamentali linee-guida da una riconsiderazione dell’insuperata organizzazione nuragica del territorio. Nell’antologia è dato largo spazio al problema dei beni culturali intesi come strumenti attivi di rappresentazione dinamica dell’identità collettiva dei Sardi, e alla critica dell’autonomia e del cattivo indipendentismo, prodotti degeneri che ostacolano il cammino verso la fondazione della Nazione Sarda. Le radici etniche isolane fondano il diritto all’autogoverno federale e impostano, in termini moderni, la questione nazionale sarda. Una Sardegna proiettata nel futuro necessita di grandi racconti, di epos nazionalitario, di simboli condivisi. La lingua sarda diventa perciò uno dei passaggi obbligati per rivendicare il diritto dei Sardi ad essere Nazione e perciò a suturare la cesura storica che finora ne ha impedito nuovamente la realizzazione.

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