Giovanni Verga eBooks

eBooks di Giovanni Verga editi da Feltrinelli Editore

Giovanni Verga (Catania 1840-1922) perfezionò nei suoi romanzi la teoria del Verismo, diventandone il massimo esponente. Dopo i primi romanzi (Storia di una capineraErosTigre reale) scrisse una serie di novelle di successo dove sperimenta un nuovo linguaggio, che riproduce la lingua parlata e il flusso di coscienza dei personaggi, tratti per lopiù dall'ambiente che gli fu più congeniale, quello della campagna siciliana. Fra le raccolte di novelle si ricordano Vita dei campi (1880) e Novelle rusticane (1883). Scrisse anche romanzi, che avrebbero dovuto costituire il Ciclo dei Vinti sul modello di Emile Zola. Di questi, sono stati portati alla fine solo I Malavoglia e Mastro Don-Gesualdo, accolti con freddezza dal pubblico.
EBOOK   9788858820964

Storia di una capinera. E-book. Formato EPUB Giovanni Verga   -  Feltrinelli Editore, 2015  - 

“Vorrei esser bella come ciò che sento dentro di me” Storia di una capinera è il primo, già straordinario, romanzo di Verga. Pubblicato nel 1871 e scritto due anni prima, tramite una forma epistolare dominata alla perfezione ci tuffa nel cuore pulsante di un’anima prigioniera. Maria, una ragazza costretta dalla famiglia a chiudersi in convento in assenza di qualsiasi vocazione, durante una breve permanenza in campagna avvia con l’amica Marianna una corrispondenza che diviene per lei l’unico modo di dar sfogo ai suoi molti turbamenti. Respirando finalmente un’aria non compressa all’interno delle mura del convento, Maria scopre l’esistenza di un mondo più ampio, più inebriante, più vivo. E, soprattutto, scopre l’esistenza e l’essenza dell’amore, un sentimento che, costretto a nuotare controcorrente, la sconvolgerà per sempre.

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EBOOK   9788858838778

Eva. E-book. Formato EPUB Giovanni Verga   -  Feltrinelli Editore, 2020  - 

Il romanzo, che a detta di Verga, doveva essere consegnato per la stampa “assolutamente agli editori di Milano” esce per i tipi Treves nel 1873: fin da subito fu un successo e uno scandalo. Articolato su più livelli narrativi, Eva offre il ritratto dell’artista nell’Italia unita agli albori della civiltà urbano-borghese. Con note di febbrile concitazione melodrammatica, il pittore Enrico Lanti rievoca le sue avventure d’amore e d’arte, sullo sfondo della “civiltà delle Banche e delle Imprese industriali”. Al centro del romanzo si staglia il profilo inedito e sorprendente di Eva, una ballerina dal fascino radioso e impudico che proclama con limpida voce: “Una donna non è che come vuol essere”. Una figura femminile che, per arditezza spregiudicata, confligge non solo con le tante silhouette sbiadite della nostra letteratura romantico-sentimentale e le femmes fatales dei racconti fantastici della Scapigliatura, ma anche con le protagoniste della produzione del Verga verista. Eva colpisce per la schiettezza borghesemente moderna dei suoi discorsi e comportamenti: e così, nella Milano della Belle époque, riscatta con le sue scelte di autonomia e libertà la malasorte delle tante traviate che, nei libri o sulle scene teatrali, redimevano con il sacrificio e la morte un’esistenza da “peccatrici”.

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