Giuseppe Genna eBooks
eBooks di Giuseppe Genna editi da Il Saggiatore
Etere divino. E-book. Formato EPUB Giuseppe Genna - Il Saggiatore, 2015 -
«Etere Divino, carne o non carne?» «Non è che oceano ciò che c'è in me.» Etere Divino nasce, e nascendo genera il mondo in cui viene al mondo. Etere Divino, astro di terracotta, singolarità gravitazionale, si muove in questo mondo creato da sé medesimo – un po' Walser un po' flaneur – e il mondo si fa intorno a lui, così che si dispiega davanti al lettore un universo che nasce, si espande, va morendo; un universo a cui capita, per clinamina imprevedibili, di essere il nostro. Al centro di questo poema cosmogonico, punto omega delle sue costellazioni immaginali, sta Etere Divino: incontra la morte ma la dimentica, sperimenta il sacro rigettando però il barocco, saetta furioso sopra mari salgariani e infine – protagonista della più celebre e imitata delle catabasi letterarie – rinasce al mondo pronto per l'esperienza del tragico, che dell'esistenza innocente degli inizi è il puntuale, necessario, doloroso controcanto. Etere Divino è un congegno testuale che, ora aprendosi in diastole vertiginose e immaginifiche, ora contraendosi nelle sistole di una lingua densissima ma pronta ad accogliere il proprio sfacelo, porta il lettore a fare, attraverso la lettura, esperienza di sé nel tempo. E di quel tempo assoluto in cui le categorie di presente, passato, futuro, prima e dopo smettono di avere significato che è il tempo della letteratura: vivono allora in queste pagine Esiodo e Kafka, Eschilo e Melville, poi Omero, Dante e Shakespeare, Leopardi, Carmelo Bene, tappe erratiche di un'odissea contemporanea che è anche, e prima di tutto, odissea della lingua. Prosa se la natura della poesia si identifica nel suo darsi per versi; poesia se la radice della poeticità è la «sublime esitazione fra il senso e il suono», Etere Divino stupisce per l'imprevedibilità dei toni e delle soluzioni, dimostrando per virtù stessa della propria esistenza l'imperfezione e l'obsolescenza di generi e registri letterari, diaframmi che dividono, veli che separano la lingua dall'assolutezza che, sola, è vera cifra della letteratura.
Io sono. Studi, pratiche e terapia della coscienza. E-book. Formato EPUB Giuseppe Genna - Il Saggiatore, 2015 -
L'inizio del nuovo millennio coincide con l'espansione della galassia di pratiche e studi psicologici: sempre meno psicanalisi, sempre più indirizzi psicoterapeutici. E le neuroscienze, pur avendo conosciuto un incredibile sviluppo, continuano a adottare un atteggiamento funzionalista che si rivela ineffi cace nell'affrontare il disagio esistenziale e psicologico, mai come oggi così diffuso e capillare. Si avverte la necessità di una nuova epistemologia che si configuri come scienza degli stati interiori, capace di affrontare la domanda a cui le neuroscienze non rispondono – che cos'è la mente? – e organizzare un intervento terapeutico che soddisfi il radicale bisogno di senso sperimentato da ogni paziente psicanalitico. Questa nuova epistemologia, in realtà antichissima, si fonda sulla coscienza, intesa come sensazione di essere e della continuità di essere. Irriflessa, persistente, priva di relazioni, questa sensazione non abbisogna di memoria: svanite le identificazioni individuali, accantonati i particolarismi che di ciascuno di noi costituiscono il vissuto personale, rimane un sentire che non nasce, non muta, non muore. In questa prospettiva di superamento dell'io si individua un percorso terapeutico sismico, che, dopo il franamento degli strati geologici rappresentati dalle peculiarità psichiche, passa attraverso l'istante in cui la coscienza esperisce il proprio autoriconoscimento e dunque la ricomposizione di ogni frattura, di ogni dualità: di ogni trauma. Strumento privilegiato per l'emersione di questi «istanti coscienziali» è il testo: se infatti ciascuno di noi vive nel mondo in base a un'idea di leggibilità del mondo stesso, è precipuamente nel testo letterario – attraverso modalità e strategie come lo zero tragico identificato da Friedrich Hölderlin e la sagomatura e la trasmissione del vuoto – che per un istante, come quando ci si sveglia, non si ascolta, non si vede, non si pensa: si sente soltanto che si è e si fa l'esperienza irrinunciabile dell'unicità. In questo saggio che è anche una dichiarazione dirompente di poetica, lucida e senza esitazioni, Giuseppe Genna indaga una faglia ancora inesplorata – fra lo scientismo intransigente dell'epistemologia classica e le esperienze concrete dei metafisici occidentali e orientali – e, pur senza rinunciare alla solidità quasi materica della struttura argomentativa, solleva il lettore sopra la voragine dove l'io svanisce – e non c'è più paura.