Guy Chiappaventi eBooks
eBooks di Guy Chiappaventi editi da Milieu
Guy Chiappaventi, giornalista, inviato del tg La7.
Dopo aver raccontato la suburra di Roma, la mafia e la 'ndrangheta, due guerre in Medio Oriente, terremoti, tsunami e alluvioni, negli ultimi anni ha seguito la cronaca a Milano.
Ha vinto il premio Ilaria Alpi, il Premiolino e il premio Goffredo Parise.
Ha pubblicato sette libri, incrociando spesso il calcio con la cronaca: il primo, Pistole e palloni sulla Lazio anni Settanta, ha avuto otto edizioni in quindici anni e ha ispirato la serie Sky Grande e maledetta.
La scomparsa del calciatore militante. E-book. Formato EPUB Guy Chiappaventi - Milieu, 2022 -
"Forse per me l’unica possibilità di incidere è fare il rompicoglioni.” M. M. è un calciatore e un militante di Lotta Continua. Gioca in una squadra guidata da un capitano che ai giornali si dichiara “un nazionalista e un conservatore”. Allergico alle gerarchie dello spogliatoio, M. M. finisce in provincia, al Sud, e si scontra con la nuova classe dirigente della Democrazia Cristiana dopo un’intervista in cui ha detto: “Il tifoso è uno stronzo. Sfasciano tutto per un errore dell’arbitro mentre per l’ospedale che fa schifo nessuno scende in piazza”. Tornato a Roma, diventa il testimone chiave del più grande scandalo dello sport italiano, il calcio-scommesse: quattro suoi compagni vengono arrestati, ma forse M.M. non racconta come è andata per filo e per segno. In campo si rompe due volte e a ventiquattro anni è costretto a chiudere con il calcio. Così finisce dentro una storiaccia, la droga. Importa quattro tonnellate di hashish dal Marocco, la sua pilotina affonda con il carico, lo fermano, riesce a scappare. Sparisce per sempre. Il processo è in contumacia: “Forse vive in India. Oppure è morto”, si dice negli ambienti del calcio. Ma invece non è così lontano. Ispirato a una storia vera, La scomparsa del calciatore militante è la non fiction novel sul giocatore più scomodo del calcio italiano.
Laziali bastardi. E-book. Formato EPUB Guy Chiappaventi - Milieu, 2021 -
Questo libro non è un’enciclopedia della Lazio. Qui non ci sono i giocatori più forti, non tutti almeno. Ci sono anche tanti altri che erano un po’ scarpe ma buttavano il sangue in campo o che in qualche altro modo si sono fatti amare dai tifosi. I protagonisti sono cinquanta bastardi laziali, “bastardi senza gloria”, ribelli, poeti, guerrieri, cagnacci, anche un infame che forse non era così infame, calciatori e allenatori che hanno segnato la storia della Lazio, hanno espresso un carattere tipicamente laziale, sono entrati in trance insieme alla curva, hanno lasciato un segno. Nel bene e qualche volta nel male. Sono i giocatori rimasti nel cuore dei tifosi perché hanno segnato l’immagine guerriera di una squadra emblematica di un calcio che non c’è più, ma rimane aggrappato alla memoria.Questo libro non è un album di campioni, c’è Guerino Gottardi e non c’è Roberto Mancini, non c’è l’elenco dei bomber con tutti i goal segnati e le partite giocate, anche se, ovviamente, ci sono Piola, Chinaglia, Giordano, Signori, Vieri, Klose e Immobile. C’è Paul Gascoigne, a proposito di pazzi. Di Canio e Sinisa Mihajlovic, a proposito di politicamente scorretti. O Simeone, l’argentino che ha trasformato il suo soprannome in una dottrina, il Cholismo. Ci sono i morti: Luciano Re Cecconi, ucciso in gioielleria con un colpo di pistola nel ‘77, e c’è Giuliano Fiorini che con un tiro di punta salvò la squadra dalle secche della serie C e dal fallimento. L’allenatore-padre, l’ex partigiano Tommaso Maestrelli. Ci sono molte tragedie, molti scandali e molta identità. Nessuna squadra è come la Lazio.
12 maggio. E-book. Formato EPUB Guy Chiappaventi - Milieu, 2024 -
Viaggio di formazione di un bambino cresciuto nella Roma anni Settanta e istantanea di una vittoria di bastardi senza gloria. Il secondo tempo di "Pistole e palloni". La vittoria furibonda e picaresca di una squadra di irregolari, la Lazio del ‘74, tra il divorzio, il terrorismo e la violenza criminale. La domenica a miccia corta che rovesciò il Potere. 12 maggio 1974: una banda di peones, giocatori senza pedigree e senza regole che portano la pistola nello spogliatoio e sono divisi in due clan fratricidi, sta per assaltare il cielo del calcio nella stessa domenica del referendum voluto da Marco Pannella e nella stagione che fa da preludio agli anni di piombo. Il leader è un emigrante di ritorno, un misto tra Achille e Porthos. Il capitano, un inglese napoletano di famiglia borghese con un’intelligenza aguzza. La guida è un ex partigiano con il carisma gentile che deve regolare un gruppo di pazzi. Le ultime ore prima di scendere in campo. La notte, tra sigarette, le Confessioni di Sant’Agostino e i giri a carte per schiacciare la tensione. La paura di non farcela. Quindi la partita. Lo stadio che ribolle e poi muto sul rigore decisivo. L’angoscia in dieci contro undici. Fino al fischio finale. Una vittoria tanto inattesa quanto irripetibile, uno scudetto così non c’è mai più stato.