Italo Svevo eBooks
eBooks di Italo Svevo editi da Passigli Editori
L'ASSASSINIO DI VIA BELPOGGIO. E-book. Formato EPUB Italo Svevo - Passigli Editori, 2025 -
Con “L’assassinio di via Belpoggio” (1890), che precede di due anni il primo dei suoi grandi romanzi, “Una vita”, Svevo ci offre una narrazione intensa e serrata che rappresenta uno dei primi esempi di “noir” psicologico della letteratura italiana. Giorgio, giovane squattrinato della Trieste di fine Ottocento, uccide un suo conoscente per sottrargli del denaro. Dopo aver nascosto la refurtiva nel letto dell’amico che condivide con lui il misero appartamento in cui vive, pensa a come mettersi in salvo, ma qualcosa sembra trattenerlo. Proprio come per il Raskol’nikov di “Delitto e castigo”, quel qualcosa è fatto soprattutto di angoscia e senso di colpa; ma, diversamente dal grande personaggio dostoevskijano, Giorgio uccide quasi per caso, non ha nulla da dimostrare a se stesso, e in questo possiede almeno in parte già i tratti dell’inetto sveviano; in fondo, la sua incapacità di sottrarsi al proprio destino è più figlia di questa sua inconcludenza che non del suo rimorso. In questo novero di personaggi rientra anche il signor Maier della novella “Proditoriamente”, imprenditore rovinato da una truffa, che non sa risolversi a domandare un prestito all’amico di sempre – Reveni, al contrario di lui imprenditore di successo – per timore di essere umiliato da un rifiuto. Accadrà però qualcosa che renderà del tutto inutile questo suo rimuginare: «Il mondo continuava ma quell’avventura ne dimostrava l’intera nullità».
UNA BURLA RIUSCITA. E-book. Formato EPUB Italo Svevo - Passigli Editori, 2025 -
Ricco di temi tipicamente sveviani, “Una burla riuscita” è un racconto apertamente autobiografico. Ma nella storia di Mario Samigli, scrittore mancato e uomo mite, che trova proprio nella burla di cui è vittima occasione di riscatto e di inaspettata rivincita, vi è qualcosa di più di un indiretto richiamo alla scarsa fortuna incontrata inizialmente dallo stesso Svevo: nella pacata serenità di cui il racconto è pervaso si avverte appieno lo Svevo della maturità, e si respira una disincantata e pur dolente partecipazione che fa pensare alla poetica di Saba.
James Joyce. E-book. Formato EPUB Italo Svevo - Passigli Editori, 2025 -
Quella tra James Joyce e Italo Svevo è stata una grande amicizia letteraria e non solo. Com’è noto, lo scrittore irlandese risiedette a lungo a Trieste dove arrivò nel 1904 e dove conobbe Italo Svevo, più vecchio di lui di una ventina d’anni, autore già a quell’epoca dei suoi due primi romanzi, “Una vita e Senilità”, passati praticamente inosservati. Quanto a Joyce, era ancora un giovanissimo scrittore in fieri, e proprio a Trieste concluse il suo esordio poetico “Musica da camera” (1907), il suo libro di racconti “Gente di Dublino” (pubblicato poi nel 1914, dopo quindici rifiuti da parte di altrettante case editrici) e il suo romanzo “Ritratto dell’artista da giovane” (1916). Italo Svevo si rese subito conto di avere davanti a sé uno scrittore eccezionale, e d’altro canto Joyce seppe immediatamente vedere in Svevo il grande scrittore «negletto» che proprio in quegli anni cominciava, in particolare anche grazie ad Eugenio Montale, a riscuotere un’attenzione che per decenni gli era stata negata. Furono poi soprattutto l’”Ulisse” (pubblicato a Parigi nel 1922) e “La coscienza di Zeno” (1923) a consolidare ulteriormente l’amicizia tra i due: sarà Joyce stesso a promuovere il capolavoro di Svevo presso alcuni dei maggiori critici francesi, mentre Svevo sarà tra i primi, in Italia e non solo, ad esaltare e a cogliere tutta l’importanza e tutta l’originalità del grande romanzo di Joyce, «perché una sola linea di una pagina dell’”Ulisse” basterebbe a rivelare da quale penna fluì». Proprio l’”Ulisse” è al centro della conferenza che Svevo dedicò a Joyce al circolo de «Il Convegno» l’8 marzo 1927 e che – dopo il fondamentale saggio introduttivo di Alessandro Gentili – apre questa nostra raccolta di scritti sveviani dedicati al grande scrittore irlandese: tra ricordo autobiografico e analisi delle opere (tra le quali fanno già capolino i primi abbozzi del Finnegans Wake), Svevo traccia una sua ammirata lettura del “fenomeno” Joyce, non rinunciando mai a quel suo tono ironico e disincantato che i suoi lettori conoscono bene. Ma anche altri scritti completano il nostro volume, e in particolare due importanti frammenti di uno studio su Joyce che doveva approfondire e ampliare i contenuti della conferenza, rimasto poi incompiuto, nonché un interessante articolo sulla “Triestinità” di James Joyce apparso su «Il Piccolo di Trieste» il 1°maggio 1926. Né poteva mancare l’intero scambio di lettere tra questi due grandi protagonisti, grazie alle quali il lettore potrà imbattersi nell’inglese di Svevo e nell’italiano, e persino nel colorato triestino, di James Joyce.