Ivano Dionigi eBooks
eBooks di Ivano Dionigi editi da Editori Laterza
Ivano Dionigi, professore ordinario di Lingua e letteratura latina, ha fondato e dirige il Centro Studi "La permanenza del Classico" dell'Università di Bologna,di cui è stato Rettore. È presidente della Pontificia Accademia di Latinità e dirige la rivista "Latinitas". Nei suoi studi si è dedicato particolarmente a Lucrezio e Seneca e ha curato volumi sul rapporto antico/presente. Tra i più recenti: I classici e la scienza. Gli antichi, i moderni, noi (2007), Madre, madri (2008), Elogio della politica (2009), Il dio denaro (2010), Animalia (2011), Eredi (2012) e Barbarie (2013) per Rizzoli. Per Mondadori ha scritto Il presente non basta. La lezione del latino (2016).
Magister: La scuola la fanno i maestri, non i ministri. E-book. Formato EPUB Ivano Dionigi - Editori Laterza, 2025 -
«Nel nostro Stato, la carica di gran lunga più importante sarà questa: il ministro dell’istruzione. Ecco perché il legislatore non deve mai permettere che l’istruzione dei giovani diventi una questione secondaria o marginale. Il primo punto, pertanto, sarà questo: eleggere a quella carica il migliore tra tutti i cittadini». Platone (Leggi 765d-766a) La scuola non stampa moneta, non crea lavoro, non garantisce felicità, ma è il luogo in cui si forma la nostra coscienza linguistica, critica, storica, etica, politica. È alla scuola che spetta l’educazione dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze,che sono la bellezza, l’unità e la speranza del Paese. Smettiamola di credere che il mondo, come scriveva Eliot, sia «proprietà esclusiva dei vivi», senza trapassati, né posteri. Disegniamo, invece, il volto di una scuola inedita che recuperi i perché interrogativi, che insegni a cogliere la profondità e la relazione tra le cose, che consenta di scoprire il valore del passato e della memoria e al contempo di inventare il mai visto e l’inaudito. Interrogare, intelligere, invenire: queste, dunque, le tre ‘i’, i fondamenti su cui costruire la formazione. Per teste ben fatte piuttosto che teste ben piene, come auspicava Montaigne, si deve frequentare il pensiero dei classici, fondativo e al tempo stesso antagonista del presente. Si comprende allora il significato della frase di Manara Valgimigli: «La scuola la fanno i maestri, non i ministri». Per tanti ha significato cambiare le sorti della loro vita perché è solo nel rapporto tra maestro e allievi che si sprigiona il campo di energia dell’educazione. Un’utopia? Una necessità vitale. Possiamo bearci dei trionfi della tecnica, ma è necessario che l’interrogazione di Socrate riequilibri lo slancio di Prometeo.
Quando la vita ti viene a trovare: Lucrezio, Seneca e noi. E-book. Formato EPUB Ivano Dionigi - Editori Laterza, 2020 -
Un libro che spiazza e interpella, un prezioso e documentatissimo lavoro che pone il lettore 'tra' Lucrezio e Seneca e si appassiona al loro interloquire sul senso della vita e della morte. Enzo Bianchi, "Tuttolibri" Nell'elenco di ricette fornite dai filosofi agli uomini per ottenere la felicità, ai due vertici opposti si trovano l'epicureismo e lo stoicismo, discordanti persino nel definire in cosa consista la felicità per l'uomo. A due sommi esponenti di quelle scuole, Lucrezio e Seneca, Ivano Dionigi dedica alcune brillanti pagine, appassionate e condivise in continuo colloquio con i lettori. Carlo Carena, "Il Sole 24 Ore"
Segui il tuo demone: Quattro precetti più uno. E-book. Formato EPUB Ivano Dionigi - Editori Laterza, 2022 -
Con Eraclito, possiamo dire che demone a ciascuno è il suo modo di essere. Dionigi dispiega una documentazione tanto dettagliata quanto ragionata, riuscendo a dare consistenza a una continuità che dal frontone del tempio di Apollo a Delfi si estende ai muri delle nostre città. Alessandro Zaccuri, "Avvenire" Segui il tuo demonepone domande fondamentali. Guardando al futuro. Cesare Sughi, "il Resto del Carlino" Sono i classici i competenti in umanità e i maestri di saggezza: con i loro precetti ci soccorrono nel rispondere alla domanda di Agostino: «Tu chi sei?». Sono i classici che, liberandoci dalla saturazione e dalle spire del presente, ci ricollegano alla memoria dei trapassati e ci interpellano sulla responsabilità verso i nascituri.